Parte la bonifica, Di Geronimo torna in campo per salvare Energia Pulita: “Non sono la mente di nessun sistema, conosco i rifiuti”
L’impianto finito nell’inchiesta della DDA avvia la bonifica e a guidare le operazioni è Giuseppe Di Geronimo, ora responsabile tecnico, che rivendica la sua competenza: “Non sono la mente di nessun sistema, mi hanno chiamato perché conosco i rifiuti e come si trattano”. La nuova gestione, affidata alla società IntErr Sas, ha sottoscritto una fideiussione da 800mila euro e iniziato a pagare gli stipendi arretrati, ma resta in attesa del rinnovo dell’autorizzazione ambientale da parte della Regione Molise.
Nel piazzale dell’impianto di Energia Pulita, nel Nucleo industriale di Termoli, è finalmente iniziata la bonifica con la divisione delle ecoballe, la loro selezione e l’invio nei centri di smaltimento e recupero. Una parte sarà trasferita in Germania, come previsto da una notifica transfrontaliera autorizzata. Il resto finirà in impianti di recupero e trattamento in Italia. È il primo passo concreto dopo mesi di stallo, in attesa che la Regione Molise decida se rinnovare o meno l’autorizzazione ambientale sospesa.
A guidare le operazioni, come responsabile tecnico, è tornato Giuseppe Di Geronimo, imprenditore già al centro dell’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Campobasso, che lo vede tra gli indagati per traffico illecito di rifiuti. “Non sono la mente di nessun sistema – afferma lui oggi, mostrando carte e autorizzazioni –. Sono tornato perché so come si fa, e perché questo impianto può essere utile al territorio”.
Di Geronimo era uscito dall’azienda nel 2021, in seguito a contrasti con l’allora amministratore Nicola Ianiro, anche lui indagato nel filone della voluminosa inchiesta che riguarda i rifiuti. Oggi è tornato in campo, e a dirigere le operazioni di smaltimento proprio lui, imprenditore del settore, ritenuto tecnico con esperienza internazionale. E’ responsabile tecnico su richiesta della nuova compagine che ha acquisito il 100% delle quote. Una scelta che non passa inosservata: Di Geronimo infatti è tra gli indagati dalla DDA di Campobasso nel filone “rifiuti”, insieme all’ex amministratore delegato Nicola Ianiro e a molti altri, e figura come amministratore della New Diamond Srl, una delle due società che hanno rilevato Energia Pulita insieme alla SGC rappresentata da Daniele Di Blasio. “Ho accettato l’incarico perché serviva qualcuno che conoscesse bene i materiali e le logiche di trattamento. I rifiuti possono generare valore, se ben gestiti: legno, ferro, plastiche selezionate si possono valorizzare”.
Dopo mesi di stallo, la nuova proprietà – subentrata lo scorso agosto con l’obiettivo dichiarato di risanare e rilanciare il sito – ha avviato le prime operazioni concrete. Il cronoprogramma prevede sei mesi di lavoro intenso per svuotare il piazzale stracolmo, sistemare le strutture e riportare l’impianto a condizioni operative nel rispetto dell’autorizzazione AIA rilasciata nel 2021.
L’impianto di Energia Pulita non è sotto sequestro, ma resta bloccato per i rifiuti in entrata: l’autorizzazione ambientale è sospesa, e senza quel via libera la società non può tornare a lavorare. È su questo punto – il rinnovo dell’AUA – che si gioca il futuro dell’impianto. Intanto, qualcosa si è mosso: la nuova proprietà ha finalmente sottoscritto una polizza fideiussoria da 800mila euro con una banca, un passaggio obbligatorio che mancava dal 2023. Per tre anni l’impianto ha operato senza copertura, e la Regione – pur essendone a conoscenza – non è mai intervenuta. “Siamo ripartiti in mezzo a pignoramenti e diffide” raccontano oggi i nuovi gestori, rivendicando lo sforzo economico fatto per sanare la situazione.
Dopo mesi di stallo, si è aperto così un nuovo capitolo. L’azienda ora si chiama IntErr Sas di Energia Pulita & C. ed è stata costituita con la New Diamond Srl, la società riconducibile a Giuseppe Di Geronimo, che ha preso in affitto un ramo d’azienda. Il Consorzio industriale Cosib, proprietario dei terreni, ha dato il via libera con una delibera ufficiale il 20 ottobre scorso, rinunciando al diritto di prelazione e accettando formalmente il passaggio societario.
Ma il contesto resta complicato. Il sito è ancora al centro di un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Campobasso, che ipotizza traffico illecito di rifiuti e corruzione. Al centro delle accuse ci sono presunte pressioni e favori per ottenere autorizzazioni.
“Abbiamo iniziato a ripulire il piazzale – dicono dalla società – ma servono garanzie: non si può investire senza sapere se ci sarà la possibilità di tornare a lavorare. Vogliamo rimettere in moto l’impianto, stoccare, separare e mandare i rifiuti nei centri di recupero”.
Nell’attesa di vedersi rinnovare l’autorizzazione al trattamento dei rifiuti, è cominciata la separazione delle ecoballe. E lo spiega proprio Giuseppe Di Geronimo, difeso nella sua vicenda giudiziaria dall’avvocato Nicola Tana. “Abbiamo ottenuto una notifica transfrontaliera per l’esportazione dei rifiuti in Germania, una procedura complessa approvata dalle autorità tedesche. I primi 180 container sono pronti per la partenza verso un termovalorizzatore estero. Altri carichi sono destinati a impianti di recupero e stoccaggio italiani”. Secondo Di Geronimo, “è l’unico modo per svuotare rapidamente il sito e rispettare le prescrizioni”.
Il quadro ereditato, raccontano i nuovi gestori, “è peggiore del previsto”. A partire dalla situazione economica. “Ci siamo ritrovati con creditori ovunque e una struttura in cui nessuno voleva lavorare”, racconta l’ad Di Blasio, “né fornire servizi né collaborare. Energia Pulita aveva una reputazione pessima”. Il punto più critico resta l’enorme accumulo di rifiuti sul piazzale. “Il meccanismo era semplice: si incassava all’ingresso ma nessuno si preoccupava di fare uscire il materiale nei tempi previsti. È così che si è arrivati a 186mila tonnellate di rifiuti in pochi mesi, con un potenziale fatturato milionario”.
Di Geronimo tiene anche a distinguere le responsabilità: “I problemi economici delle ditte conferenti, le note di credito non pagate, i debiti e i conti pignorati si riferiscono alla gestione precedente, non al periodo in cui c’ero io”. Le carte giudiziarie lo confermano. “Io da Energia Pulita sono andato via nel 2021. Tutto ciò che è accaduto con i rifiuti è avvenuto dopo, tra fine 2024 e inizio 2025″. Nell’autunno del 2024, come mostrano queste immagini del settembre 20204, il piazzale di energia Pulita era vuoto. “Il problema è arrivato successivamente, e il mio assistito in questo non ha alcuna responsabilità” precisa l’avvocato Tana.
“Non sono la mente di nessun sistema – ripete Di Geronimo –. Sono tornato perché so come si fa, questo è il mio lavoro”. Lo dimostra insistendo su un punto: oggi ogni movimento di rifiuti è completamente tracciato. “Noi anticipiamo il giorno prima tutte le movimentazioni alle autorità competenti. E il giorno stesso, una volta effettuato lo smaltimento, comunichiamo l’avvenuta operazione. Abbiamo predisposto un cronoprogramma dettagliato e avviato un tavolo tecnico con tutti gli enti coinvolti”.
L’aspetto più delicato riguarda la titolarità dei rifiuti accumulati nel piazzale. “Quei materiali non sono tutti di proprietà di Energia Pulita, ma in parte anche dell’Unione dei Comuni del Basso Biferno. Se non arrivano agli impianti finali di trattamento, come Corepla per la plastica, il danno economico ricade sull’Unione dei Comuni e quindi sui cittadini, che rischiano un aumento della Tari”. In base ai registri ereditati risultano circa 3.500 tonnellate, ma la quantità reale è inferiore: “Ci è stato consegnato un registro di partenza con varie tipologie e codici CER. Il problema è stato ricostruire chi fossero i produttori. Solo per risalire al conferente della plastica trasparente abbiamo impiegato due mesi. L’ultima risposta è arrivata due giorni fa: anche l’Unione dei Comuni aveva accumuli di plastica stoccata nel piazzale, esattamente 277 tonnellate”.

Nel frattempo la squadra di Ecomolise, la società con sede a Portocannone in capo a Di Girolamo, ha iniziato a lavorare su più fronti impiegando i dipendenti della ditta, che sono 27: “Abbiamo individuato gli impianti dove conferire i materiali già trattati e chiesto al Cosib le deleghe necessarie. Ogni passaggio è stato pre-autorizzato, studiato nei minimi dettagli. Non si tratta di premere un interruttore”. Di Geronimo spiega che è già stata rimossa l’intera montagna di rifiuti degli ingombranti: “Quella zona è stata completamente ripulita. Tutto ciò che è legno è stato inviato al consorzio del legno di Ferrara, tutto documentato. I Carabinieri del Noe sono venuti a controllare autorizzazioni, formulari, fatture”.
Sul piano burocratico, la Regione ha chiesto alla nuova gestione un pacchetto completo di documenti: riorganizzazione della proprietà, nuovo organigramma societario, aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi, comunicazione di inizio lavori per le opere ancora da completare e tutte le prescrizioni previste dal cronoprogramma. A questo si aggiunge la questione della fideiussione: “La polizza va calcolata in base all’autorizzazione e ai volumi. Noi l’abbiamo riattivata: una copertura da 800mila euro, garantita personalmente dalla nuova proprietà della SGC, il cui amministratore delegato è Daniele Di Blasio. Senza la polizza, l’impianto non può lavorare”.
La ricostruzione degli ultimi mesi passa inevitabilmente attraverso un punto: quando la nuova proprietà ha rilevato Energia Pulita, si è trovata in una situazione molto diversa da quella prospettata nelle trattative preliminari. L’acquisizione è arrivata a ridosso dell’estate 2025, dopo una lunga fase preparatoria iniziata tra aprile e maggio. “Ci siamo visti le carte, abbiamo studiato tutto, ci è voluto tempo”. A luglio è stato formalizzato il cambio di amministratore, non senza rallentamenti. Ed ecco che, appena conclusa l’operazione, è arrivata la prima sorpresa. “Dopo due giorni ci è arrivato l’avviso di revoca dell’autorizzazione – racconta Di Blasio – Era già sospesa, ma sembrava una cosa a orologeria: come se qualcuno stesse aspettando che firmassimo”. Una procedura che ha bloccato la capacità operativa dell’impianto nel momento più delicato, mentre si aprivano anche i fronti bancari: “Ci siamo ritrovati con i decreti ingiuntivi delle banche e altre pendenze”.
La seconda sorpresa è arrivata dal piazzale. La nuova proprietà si aspettava un superamento dei quantitativi autorizzati; non immaginava però la mole effettiva dei materiali. “A occhio sembrava una montagna, ma per capire quante tonnellate fossero veramente serviva l’occhio tecnico. A volte smuovi un cumulo e dentro trovi altro. Non c’erano rifiuti pericolosi, ma c’erano volumi enormi”.

A complicare ulteriormente il quadro, un fatto: per tre anni l’azienda ha operato senza polizza fideiussoria, uno degli obblighi centrali per lavorare nel settore dei rifiuti. “La polizza del 2018 durava cinque anni. È scaduta nel 2023 e da allora, fino a quando siamo riusciti infine a sottoscriverne una nuova, l’impianto ha continuato a lavorare senza fideiussione. Una cosa impensabile”.
In questo scenario, restano aperti diversi interrogativi economici. Resta da capire che fine abbiano fatto i soldi entrati quando sono stati superati i limiti dei rifiuti per migliaia di tonnellate e resta da capire perché mai Energia Pulita, con la precedente gestione, ha anche ceduto gratuitamente un capannone alla Damiano Srl, che produce pavimenti antinfortunistici in gomma: una cessione senza corrispettivo, incomprensibile, visto che quell’affitto avrebbe potuto generare entrate. Proprio quel capannone, a settembre, è stato teatro di un vasto incendio e di un pomeriggio domenicale di grande paura visto che le fiamme sarebbero potute arrivare agevolmente a intaccare le ecoballe nell’area adiacente.
Intanto, sul piazzale, i nuovi gestori hanno già affrontato un ulteriore rischio: le montagne di rifiuti ammassati a pochi metri dagli stabilimenti vicini. “In certi punti sfioravano i capannoni della Vibac. Bastava una scintilla e sarebbe stato un disastro. Abbiamo spostato tonnellate di materiali verso zone più sicure, abbiamo tagliato la vegetazione, messo in sicurezza l’area e ripristinato il perimetro”.
Il tutto mentre sul piano normativo la società cerca di adeguarsi: “La Regione ci ha chiesto nuovi organigrammi, nuove valutazioni dei rischi, la comunicazione di inizio lavori per le opere mancanti, la tracciatura di ogni passaggio. Stiamo fornendo tutto. Ma la verità è che abbiamo ereditato una situazione che richiede mesi di lavoro, investimenti importanti e decisioni amministrative rapide. Senza queste, nessun imprenditore potrà rimettere in piedi l’impianto”.
L’impianto, va detto, non tratta ecoballe ma rifiuti misti: materiali provenienti da raccolta differenziata dei Comuni molisani, imprese private, aziende edili, specialmente nel periodo del Superbonus. Il ciclo previsto era: ingresso, selezione, recupero dei materiali, vendita di materie prime secondarie, e smaltimento in discarica della frazione residua. Ma negli ultimi anni – secondo la ricostruzione fatta dallo stesso Di Geronimo – la gestione si è deteriorata. “Mancava una visione, mancava la testa – spiega – perché se selezioni bene, guadagni due volte. Se butti tutto in discarica, paghi due volte”.
Parallelamente al risanamento ambientale e tecnico, la società ha avviato il pagamento degli stipendi arretrati ai dipendenti, usando fondi propri. Si tratta di circa venti operai impiegati nella manutenzione e nella selezione dei materiali.
Resta però il nodo fondamentale: senza il rinnovo dell’autorizzazione regionale, l’impianto non può tornare operativo. La richiesta è già stata inoltrata. “Noi siamo pronti, ma senza autorizzazione non possiamo aprire i cancelli”, ribadiscono i nuovi gestori. “Se il nostro piano fallisce, la bonifica ricadrà sul pubblico, inevitabilmente. E a quel punto i costi saranno milioni”.
Per Giuseppe Di Geronimo, come racconta lui stesso, il vero ostacolo non è solo liberare il piazzale dai rifiuti, ma capire da dove arrivassero. “Finché non avevamo risposte da tutti i produttori, non potevamo partire davvero”, racconta. Per identificarli ci sono voluti anche due o tre mesi, ma ora la mappatura è completa”. E il conto è salato: smaltire tutto costerà circa 1,2 milioni di euro. Da qui la scelta di un accordo strutturato: la sua società, la New Diamond, ha preso in affitto un ramo d’azienda impegnandosi a coprire l’intera spesa della bonifica. In cambio, Energia Pulita le concederà l’impianto in affitto per 15 anni a 180mila euro l’anno. L’intesa è già nero su bianco e il Cosib dovrà ora valutarla.
LA STORIA IN SINTESI
2018–2021
L’impianto di Energia Pulita Srl, azienda di trattamento e stoccaggio rifiuti nel nucleo industriale di Termoli (via Marco Biagi), è gestito sotto la direzione tecnica di Giuseppe Di Geronimo, che lascia l’azienda nell’agosto 2021 per contrasti con l’allora amministratore delegato Nicola Ianiro.
2022–2024
L’impianto continua a ricevere rifiuti solidi non pericolosi (ecoballe), ma la situazione si aggrava: saturazione del piazzale, uso dell’area ex-SAM, mancato rispetto delle prescrizioni e assenza della fideiussione obbligatoria dal 2023.
Dicembre 2024
La Regione Molise approva un aggiornamento all’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) che alza il limite di stoccaggio a 103.103 tonnellate annue, mentre è già in corso un’indagine della DDA di Campobasso.
Primavera 2025
La Direzione Distrettuale Antimafia apre un’inchiesta su un presunto sistema di favori e corruzione. Sono indagati Francesco Roberti (ex sindaco di Termoli, oggi presidente della Regione, senza accuse di mafia), la moglie Elvira Gasbarro (tecnico ambientale), imprenditori e funzionari pubblici. Secondo la Procura, ci sarebbero contatti con ambienti mafiosi foggiani.
Estate 2025
Subentra una nuova gestione: la SGC Srl del gruppo Fiardi, con amministratore delegato Daniele Di Blasio, rileva l’azienda.
Ottobre 2025
SGC e New Diamond Srl (di Giuseppe Di Geronimo) costituiscono la IntErr Sas di Energia Pulita & C.. Il Cosib approva l’operazione con delibera del 20 ottobre e rinuncia al diritto di prelazione. La nuova società sottoscrive una fideiussione da 800mila euro e inizia a pagare gli stipendi arretrati agli operai. Di Geronimo torna come responsabile tecnico per guidare bonifica e smaltimento.
Novembre 2025
Inizia la bonifica del piazzale. Notificato il trasferimento di rifiuti verso impianti italiani e tedeschi. Le operazioni dureranno sei mesi. L’autorizzazione ambientale resta sospesa, in attesa di rinnovo da parte della Regione.





