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Il Molise invecchia, ma gli stranieri lo tengono in vita: giovani, occupati e sempre più stabili
foto d'archivio

In una regione che continua a perdere abitanti e forza lavoro, la popolazione straniera è l’unica in crescita: oltre 14mila residenti, età media più bassa, tasso di occupazione superiore a quello degli italiani e un contributo decisivo alla natalità. Il Dossier Idos 2025 fotografa un Molise demograficamente fragile, ma sostenuto dagli immigrati.

Il Molise continua a spopolarsi, ma non tutto arretra: a tenere in equilibrio la curva demografica e il mercato del lavoro sono gli stranieri, sempre più numerosi e integrati. Lo conferma il Dossier Statistico Immigrazione 2025 curato dal Centro Studi e Ricerche Idos, presentato all’Università del Molise: al 1° gennaio 2024 i residenti complessivi nella nostra regione erano 289.224, scesi a 287.966 entro fine anno, con un calo di oltre 1.200 persone.

In controtendenza, la popolazione con cittadinanza non italiana è aumentata da 12.464 a 13.231 unità, con una previsione di 14.614 residenti stranieri a fine 2024. L’incidenza è ancora modesta, pari al 5,1% (contro il 9,2% nazionale), ma in crescita costante e con un peso sociale ed economico ormai rilevante.

La provincia di Campobasso ospita la quota maggiore (10.433 stranieri), seguita da Isernia (4.181). La nazionalità più rappresentata resta quella romena (21,5%), seguita da marocchini, nigeriani, albanesi e ucraini.

La differenza più significativa non è nei numeri, ma nell’età: quasi un terzo degli stranieri (33,1%) ha tra i 30 e i 44 anni, mentre tra gli italiani la stessa fascia rappresenta appena il 16%. Gli over 64 sono il 28,3% tra gli italiani, ma solo il 5,4% tra gli stranieri. In altre parole, gli immigrati sono oggi una delle poche riserve di gioventù del Molise.

Un dato che si riflette anche nelle nascite: il 6,5% dei nuovi nati nel 2024 ha genitori stranieri. Piccole percentuali, ma decisive in una regione che continua a perdere residenti per saldo naturale negativo (-2.330) e migrazioni interne.

La loro presenza non è solo anagrafica. È economica. Secondo i dati aggiornati al 2024 del Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne, in Molise aumentano le imprese condotte da nati all’estero: 2.278 nel 2024, pari al 6,9% del totale regionale. La maggior parte opera nei servizi (61,5%), seguita da industria (19,7%) e agricoltura (12,2%). Tra le nazionalità più attive, spiccano i marocchini, con quasi 400 imprese.

Integrazione stranieri

Sul fronte occupazionale, gli stranieri sono più presenti nei settori che garantiscono continuità al tessuto economico locale: agricoltura (10,9%), costruzioni (12,7%) e servizi (70,2%). Il lavoro domestico coinvolge una quota ridotta di lavoratori stranieri (2,5%), ma in questo comparto quasi un quarto degli occupati totali in Molise è di origine straniera, segno di un ruolo decisivo anche nei servizi alla persona.

Il Dossier Idos mostra che il tasso di occupazione degli stranieri (63,3%) supera quello degli italiani (57,5%), e che gli immigrati rappresentano ormai il 5,7% degli occupati regionali. Sono più presenti nei settori che reggono la quotidianità: agricoltura (10,9%), costruzioni (12,7%), servizi (70,2%) e lavoro domestico (2,5%).

La disoccupazione resta doppia rispetto agli italiani (16% contro 7,4%), ma anche qui la tendenza è positiva. Il mercato molisano, che soffre per la carenza di manodopera e per l’esodo dei giovani, si regge sempre più su lavoratori stranieri.