La beffa oltre al danno: i 12 lavoratori di Energia Pulita licenziati e senza arretrati nè stipendi dopo la fusione societaria
Dodici dipendenti licenziati l’8 settembre (altri due erano andati via prima), arretrati fino a 30mila euro e cassa integrazione mai pagata. Dopo il passaggio alla SGC e la nascita della nuova società IntErr S.a.s. con la New Diamonds di San Nicandro Garganico, nell’impianto finito nel mirino della DDA restano operativi solo due lavoratori stranieri. Per gli ex dipendenti si apre una vertenza lunga, mentre l’impianto resta fermo e le ecoballe invadono completamente il piazzale.
Dodici licenziamenti, stipendi mai pagati, arretrati pesanti e un futuro sempre più incerto. Per i lavoratori di Energia Pulita Srl, la società che gestiva l’impianto di trattamento rifiuti all’interno del Cosib di Termoli, la crisi scoppiata negli ultimi mesi si è trasformata in una vera emergenza sociale.
Lo scorso 8 settembre è arrivata la comunicazione di licenziamento collettivo che ha coinvolto 12 dipendenti, su un totale di 14. Oggi, all’interno dello stabilimento, lavorano soltanto due operai stranieri, gli unici rimasti in servizio dopo il cambio societario. Per tutti gli altri – padri di famiglia e persone che hanno sacrificato tempo ed energie in un lavoro giornaliero per anni come custodi, addetti alle presse, al piazzale, operai di cario e scarico – si prospetta un futuro intriso di incertezza. “Per un operaio – racconta uno di loro con la rabbia e l’amarezza nella voce – anche diecimila euro di arretrati fanno la differenza tra sopravvivere e non sopravvivere. Non siamo noi i responsabili di quello che è accaduto, eppure siamo noi che stiamo pagando il prezzo più alto”.
Energia Pulita, all’interno del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della valle del Biferno, è ferma dal 1° aprile, dopo i rilievi di un sopralluogo congiunto di Provincia, Regione, ARPA, NOE, Asrem, Vigili del Fuoco e Comune, che aveva evidenziato pesanti difformità rispetto alle autorizzazioni. Da allora l’attività è cessata. Parallelamente, la DDA di Campobasso ha chiuso le indagini preliminari su presunti traffici illeciti di rifiuti, favori amministrativi e un sistema di relazioni politiche legato ai precedenti gestori. Al centro compare la figura di Giuseppe Di Geronimo e, sullo sfondo, il nome dell’ex sindaco di Termoli e attuale presidente della Regione, Francesco Roberti, indagato per corruzione, posizione sulla quale si attende la decisione del Gip.
In mezzo a queste vicende giudiziarie e istituzionali, la crisi occupazionale rischia di diventare un capitolo secondario. Ma è proprio lì, nelle dodici famiglie rimaste senza reddito, che si misura l’impatto reale dello stallo di Energia Pulita.
Prima di avviare la vertenza con l’assistenza legale, i dodici operai avevano tentato una mediazione tramite la Uiltucs, il sindacato che li segue da anni, ma ogni trattativa si è arenata senza ottenere il pagamento degli stipendi e degli arretrati Dieci dei lavoratori licenziati sono italiani, residenti nel Basso Molise, mentre due sono stranieri impiegati da quasi dieci anni nell’impianto.
“Ci avevano promesso che avremmo ricevuto gli arretrati, ma non è arrivato nulla”, racconta uno degli operai. Un altro aggiunge: “Siamo stati lasciati appesi. Dicevano che avrebbero mantenuto i livelli occupazionali, e la nuova società, prima della fusione, aveva garantito anche pubblicamente che non avrebbe licenziato nessuno, invece ci hanno mandato via tutti”.
Arretrati fino a 30mila euro: “Né stipendio, né cassa integrazione”
Gli importi che i lavoratori rivendicano non sono marginali: c’è chi aspetta 11mila euro, chi 15, chi 20, chi supera i 30mila euro tra stipendi non pagati, tredicesime e quattordicesime arretrate, e soprattutto cassa integrazione mai ricevuta.
Alcuni operai infatti, durante il passaggio societario, sarebbero persino stati richiamati a lavorare mentre erano formalmente in cassa integrazione, senza ricevere né il trattamento Inps né la retribuzione per le giornate effettivamente svolte. La vertenza è ora nelle mani di una avvocata di Campobasso, che seguirà l’azione legale. “Sarà una causa lunga, e nel frattempo non abbiamo nulla”, sintetizzano gli ex dipendenti.
La situazione attuale nel piazzale della ditta
Il passaggio a SGC e la nuova società IntErr: cosa è successo
La crisi di Energia Pulita esplode mentre cambia la proprietà dell’impianto. All’inizio di luglio le quote di Energia Pulita vengono acquisite dalla SGC Srl, azienda termolese attiva nel recupero crediti e riconducibile alla famiglia Fiardi e a Daniele Di Blasio, amministratore delegato. Secondo i lavoratori, in quel periodo ci sarebbero state rassicurazioni di facciata sulla volontà di mantenere lo staff, promessa poi disattesa.
Poche settimane dopo nasce la IntErr S.a.s. di Energia Pulita Srl & C., nuova società partecipata anche dalla New Diamonds Srl, con sede a San Nicandro Garganico (Foggia). Il Cosib prende atto dell’operazione il 20 ottobre, quando il Comitato Direttivo – con la delibera n. 20 – rinuncia al diritto di prelazione, autorizzando il nuovo assetto societario e demandando agli uffici la stipula delle nuove convenzioni.
È in questo contesto che si consumano i licenziamenti, per i quali nessuno tra i vertici istituzionali ma nemmeno tra i sindacati ha ancora speso una parola. “Hanno salvato solo due operai, tutti gli altri fuori”, spiegano i dipendenti.
Oggi l’impianto resta fermo, la nuova società è formalmente costituita e il Cosib ha dato il via libera ai nuovi assetti. Ma i lavoratori guardano altrove: al giudice, unica strada possibile per tentare di recuperare arretrati e tutele. “Non chiediamo favori”, dicono. “Vogliamo essere pagati per gli anni in cui abbiamo lavorato”.
Una battaglia lunga, che si inserisce in una crisi più ampia del nucleo industriale termolese: tra inchieste, autorizzazioni in bilico, cambi societari e un territorio che continua a pagare il prezzo – sempre più alto – delle sue zone grigie.




