Il Molise in Borsa: due società, un segnale di risveglio economico
Dopo 14 anni di assenza dai mercati finanziari, il Molise torna protagonista a Piazza Affari con due società quotate su Euronext Growth Milan: RES SpA ed Energy Time SpA. Un risultato modesto nei numeri assoluti, ma sorprendente se rapportato alla popolazione, che colloca la regione in una posizione più dinamica rispetto a territori ben più popolosi. Il report analizza l’eccezione molisana nel quadro italiano, tracciando prospettive e criticità di un’economia locale che cerca spazio nella finanza innovativa.
Se il Frecciarossa ha messo Termoli a poco più di 5 ore da Milano, la distanza tra l’economia molisana e i mercati finanziari si misura ancora in anni-luce ma con un paio di notevoli eccezioni che confermano un potenziale nascosto.
A novembre 2025, il Molise conta solo due società quotate in Borsa, entrambe ammesse alle negoziazioni su Euronext Growth Milan (EGM), il mercato di Piazza Affari dedicato alle piccole e medie imprese ad alto potenziale di crescita. Si tratta di RES – Recupero Etico Sostenibile SpA, quotata nel maggio 2023, e di Energy Time SpA, che ha fatto il suo debutto a Piazza Affari nel luglio 2025. Entrambe le società hanno sede operativa nel territorio molisano e rappresentano settori strategici per l’economia circolare e la transizione energetica.
Prima dell’ingresso di RES nel 2023, il Molise era rimasto privo di società quotate per quattordici anni, dall’uscita di scena nel 2009 di Ittierre, storica azienda tessile del gruppo IT Holding con sede a Pettoranello del Molise. Ittierre era stata l’unica realtà molisana presente in Borsa di Milano fino al suo delisting, seguito dal fallimento e dall’ingresso in amministrazione straordinaria durante la crisi del settore tessile italiano.
Il confronto con le altre regioni italiane
L’analisi della distribuzione territoriale delle società quotate in Italia rivela un quadro di forte concentrazione geografica. Se consideriamo solo l’Euronext Growth Milan, che al luglio 2025 contava 207 società per una capitalizzazione complessiva di 8,8 miliardi di euro, emerge una netta predominanza delle regioni settentrionali.
La Lombardia si posiziona nettamente al primo posto con 78 società quotate su EGM, pari al 38% del totale nazionale, con una capitalizzazione di circa 2,8 miliardi di euro. Seguono il Lazio con 25 società (12% del totale), l’Emilia-Romagna con 17 società (8%), la Campania con 15 società (7%) e il Veneto con 13 società (6%). Le altre regioni presentano numeri significativamente più contenuti: la Toscana conta 9 società quotate, il Piemonte 7, la Sicilia 6, mentre diverse regioni come Friuli-Venezia Giulia (4), Marche (3) e Liguria (3) si attestano su valori ancora più bassi.
Il Molise, con le sue 2 società quotate, rappresenta l’1% del totale nazionale, condividendo questa posizione con altre piccole regioni come Umbria, Abruzzo, Puglia e Sardegna (tutte con 2 società), mentre la Calabria ne conta solo una. Le regioni di Trentino-Alto Adige, Basilicata e Valle d’Aosta non presentano alcuna società quotata su EGM.
L’analisi per macroaree geografiche evidenzia un marcato squilibrio territoriale nella distribuzione delle società quotate. Le regioni del Nord Italia (Nord-Ovest e Nord-Est) concentrano complessivamente 122 società, pari al 63,9% del totale. In particolare, il Nord-Ovest (che include Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta) detiene 88 società (46,1%), mentre il Nord-Est (Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna) ne conta 34 (17,8%).
Il Centro Italia (Toscana, Umbria, Marche e Lazio) ospita 39 società quotate, corrispondenti al 20,4% del totale. Il Sud e le Isole, invece, presentano una rappresentanza molto più limitata con complessivamente 30 società, pari al 15,7% del mercato. All’interno di questa macroarea, la Campania si distingue come la regione meridionale più dinamica con 15 società (7% del totale nazionale e circa il 50% del totale Sud e Isole).
Il Molise, con le sue 2 società, rappresenta il 6,7% del totale delle società quotate nel Sud e Isole e l’1,05% del totale nazionale. Questo dato, seppur modesto in termini assoluti, assume un significato particolare se rapportato alle dimensioni demografiche ed economiche della regione.
Un indicatore particolarmente significativo per valutare la propensione alla quotazione in borsa è il rapporto tra numero di società quotate e popolazione residente. Su questo parametro, il Molise presenta un dato sorprendentemente positivo: con 2 società quotate e una popolazione di circa 300.000 abitanti, la regione registrerebbe 6,67 società per milione di abitanti, un valore superiore non solo alla media nazionale, ma anche a quello di regioni economicamente più sviluppate.
La Lombardia, pur essendo leader assoluta per numero di società quotate, registra 7,80 società per milione di abitanti. Il Lazio presenta 4,39 società per milione, l’Emilia-Romagna 3,78, il Friuli-Venezia Giulia 3,33, e il Veneto 2,65. La Campania, regione più popolosa del Mezzogiorno, si attesta a 2,68 società per milione di abitanti.
Tra le regioni di piccole dimensioni demografiche, il Molise emerge come il territorio con la più alta densità di società quotate in rapporto alla popolazione, superando ampiamente l’Umbria (2,22 società per milione di abitanti) e distanziando nettamente la Basilicata e la Valle d’Aosta, che non presentano alcuna società quotata. Questo dato testimonia una capacità del tessuto imprenditoriale molisano di attrarre capitali dal mercato azionario nonostante le ridotte dimensioni dell’economia regionale.
Contesto storico e sviluppo recente
L’assenza di società molisane quotate tra il 2009 e il 2023 rappresenta un periodo critico per la visibilità finanziaria della regione sui mercati. Ittierre, parte del gruppo tessile IT Holding, era stata un simbolo dell’industrializzazione molisana e della tradizione manifatturiera del territorio di Isernia. Il suo fallimento durante la crisi del settore tessile italiano ha lasciato un vuoto significativo nel panorama economico regionale.
La quotazione di RES nel 2023 ha segnato una svolta, riportando il Molise su Piazza Affari dopo quattordici anni di assenza. L’operazione è stata particolarmente significativa perché ha riguardato un settore innovativo e strategico come quello dell’economia circolare, dimostrando la capacità del territorio di rinnovarsi e di intercettare i trend della transizione ecologica.
Le caratteristiche delle PMI molisane quotate
Le due società molisane quotate presentano caratteristiche distintive che riflettono le specificità del territorio e i settori economici su cui la regione ha scelto di investire. Entrambe operano in ambiti legati alla sostenibilità ambientale: RES nell’economia circolare e nella gestione dei rifiuti, Energy Time nelle energie rinnovabili.
RES si distingue per il forte radicamento territoriale, con tutti i suoi impianti concentrati in un raggio di trenta chilometri nell’area industriale di Isernia. La stampa ha inoltre segnalato che RES ha sviluppato partnership strategiche per attività di ricerca e sviluppo, e ha istituito programmi di dottorato per i propri dipendenti, creando un ecosistema di innovazione locale. Il legame con il territorio si manifesta anche nel recupero dell’area ex Ittierre, dove RES sta realizzando un centro per la produzione di tessuti da plastiche riciclate, recuperando competenze del settore moda ancora presenti sul territorio.
Energy Time, pur avendo sede a Campobasso, opera su scala nazionale con strutture operative secondarie in Lombardia e Sicilia. La società ha chiuso il 2024 con un valore della produzione di 17,8 milioni di euro e prevede di raggiungere 26-27 milioni nel 2025, con l’obiettivo di superare i 70 milioni entro due anni. Questo profilo di forte crescita ha attratto l’interesse degli investitori, con una domanda che ha superato di 2,5 volte l’offerta in sede di IPO.
Prospettive e opportunità per il Molise
Nonostante le dimensioni ridotte dell’economia regionale, il Molise presenta un tessuto imprenditoriale che potrebbe esprimere ulteriori candidature alla quotazione. Secondo alcuni studi sulle società “quotabili” in Italia, le aziende che potrebbero tecnicamente accedere alla borsa si concentrano prevalentemente nelle regioni del Nord, ma esistono realtà anche nel Mezzogiorno che soddisfano i criteri richiesti.
Il settore agroalimentare, tradizionalmente forte in Molise, potrebbe rappresentare un ambito di sviluppo per future quotazioni, così come il comparto delle tecnologie pulite e dell’agroindustria. La presenza dell’Università del Molise e di centri di ricerca specializzati offre opportunità per lo sviluppo di startup innovative e spin-off universitari che potrebbero in futuro considerare l’opzione della quotazione.
Le sfide strutturali
Tuttavia, il Molise deve confrontarsi con sfide strutturali significative che limitano la crescita del numero di società quotate. La ridotta dimensione demografica (circa 298.000 abitanti) e la lenta ma progressiva contrazione della popolazione (meno 1.500 residente all’anno, in media) rappresentano ostacoli al raggiungimento della massa economico-finanziaria critica per sostenere una quotazione. Secondo i dati della Banca d’Italia, nel 2024 la crescita economica del Molise ha rallentato allo 0,7%, al di sotto della media nazionale, con un aumento dell’attività economica quasi dimezzato rispetto all’anno precedente.
L’erosione demografica e la limitata propensione all’innovazione del sistema produttivo locale rappresentano altri possibili ostacoli alla crescita di lungo periodo. La qualità del credito alle imprese, pur in moderato miglioramento, riflette ancora le fragilità di un tessuto imprenditoriale composto prevalentemente da micro e piccole imprese.
Il confronto qualitativo con altre regioni
Dal punto di vista qualitativo, il confronto con altre regioni rivela differenze significative nell’ecosistema imprenditoriale e finanziario. La Lombardia, che concentra il 38% delle società quotate su EGM, beneficia di un ecosistema completo che include presenza di investitori istituzionali, advisor finanziari specializzati, reti di business angel, e una cultura imprenditoriale orientata al mercato dei capitali.
L’Emilia-Romagna, seconda per giro d’affari delle società quotate (1,1 miliardi di euro, pari al 22% del mercato nel 2018), si distingue per società industriali con dimensioni e marginalità superiori alla media del mercato. Il Lazio, forte della presenza di Roma e delle società partecipate dalla pubblica amministrazione, mantiene la seconda posizione per numero di quotazioni.
Il Veneto e la Toscana, pur con economie caratterizzate da distretti industriali e PMI di eccellenza, presentano numeri inferiori rispetto al loro potenziale economico. Questo suggerisce che anche in regioni con tessuti imprenditoriali solidi esistono margini di crescita per la diffusione della cultura della quotazione.
Per il Molise, l’esempio di regioni come l’Umbria (2 società quotate con 900.000 abitanti) o la Calabria (1 società con 1,9 milioni di abitanti) dimostra che le piccole dimensioni non costituiscono di per sé un ostacolo insormontabile. La chiave sembra risiedere nella capacità di sviluppare progetti imprenditoriali innovativi, di qualità, e capaci di attrarre l’interesse degli investitori istituzionali.
Con due società quotate in borsa, il Molise rappresenta non più dell’1,05% del panorama nazionale delle quotazioni su Euronext Growth Milan, una percentuale che riflette le dimensioni contenute dell’economia regionale ma che, se rapportata alla popolazione, colloca la regione in una posizione relativamente favorevole. Le quotazioni di RES nel 2023 e di Energy Time nel 2025 hanno segnato il ritorno del Molise su Piazza Affari dopo quattordici anni di assenza, testimoniando la capacità del territorio di esprimere progetti imprenditoriali innovativi nei settori strategici della sostenibilità ambientale e delle energie rinnovabili.
Le prospettive future dipenderanno dalla capacità del territorio di valorizzare i propri asset strategici – come l’economia circolare, le energie rinnovabili, l’agroalimentare di qualità, i settori ad alta innovazione e bassa capitalizzazione – e di creare un ecosistema favorevole alla crescita dimensionale delle imprese locali. Il supporto pubblico (attraverso, per esempio, strumenti finanziari dedicati, scouting delle competenza e possibili incentivi fiscali alla quotazione) continuerà a giocare un ruolo determinante nel facilitare l’accesso al mercato dei capitali per le PMI meridionali. Il caso molisano dimostra che anche le regioni di dimensioni contenute possono esprimere eccellenze imprenditoriali capaci di competere sui mercati finanziari nazionali, contribuendo allo sviluppo economico e occupazionale del territorio.


