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Civitacampomarano, otto anni dopo la frana il comitato chiede a Roberti un piano per la zona rossa
foto d'archivio

Otto anni dopo la frana di Civitacampomarano, il comitato “Dissesto Fronte Nord” torna a sollecitare la Regione chiedendo al presidente e commissario delegato Francesco Roberti un confronto “risolutivo” sul futuro della zona rossa e sull’utilizzo dei fondi già stanziati. In una lettera aperta consegnata in occasione della visita istituzionale del governatore nel borgo, il comitato ripercorre la cronologia di una vicenda che, dal marzo 2017, continua a segnare la vita di decine di famiglie.

I cittadini ricordano che le prime manifestazioni del dissesto nel centro abitato portarono allo sgombero immediato di oltre 20 nuclei familiari, allontanati dalle loro case e sistemati in alloggi di emergenza. Nel giugno 2017 fu dichiarato lo stato di emergenza nazionale con una specifica ordinanza della Protezione civile per i primi interventi di soccorso e monitoraggio. Tra il 2018 e il 2019 venne poi delimitata l’attuale zona rossa urbana, ancora oggi interdetta e considerata pericolante.

Il comitato richiama anche la fase dei finanziamenti: tra il 2020 e il 2021 sono stati assegnati oltre 8 milioni di euro di fondi RENDIS, affidati alla struttura commissariale che fa capo al presidente della Regione. Il 16 aprile 2021 è stata bandita attraverso Invitalia la gara per la progettazione esecutiva, con un termine di 150 giorni. Secondo i cittadini, però, a quasi 1.500 giorni da quella scadenza il progetto non è ancora disponibile e i ritardi, uniti all’aggravarsi del dissesto, rischiano di rendere “incompiuto” l’intervento.

Al centro della lettera c’è la cosiddetta “questione zona rossa”. Il comitato sostiene che le sole opere di mitigazione idrogeologica previste dal RENDIS, anche se realizzate, non basteranno a risolvere la pericolosità degli edifici danneggiati o crollati all’interno del perimetro urbano e quindi non potranno far venir meno l’interdizione dell’area. Per questo, in raccordo con il Comune, è stato avviato un percorso che guarda a un recupero urbanistico complessivo, ritenuto indispensabile per dare una prospettiva alle parti del paese oggi abbandonate.

I cittadini ricordano il ruolo della Prefettura di Campobasso, che nel giugno 2024 ha favorito nuovi contatti istituzionali. Da quelle interlocuzioni è scaturita la delibera di Giunta comunale n. 80 del 19 dicembre 2024, trasmessa alla struttura commissariale insieme a un primo quadro delle necessità finanziarie per il recupero della zona rossa. Secondo il comitato, però, quella stima è già superata sia dall’evoluzione del dissesto sia dai tempi di attuazione degli interventi RENDIS.

Nella parte finale del documento, il comitato sottolinea che a oltre otto anni dagli sgomberi molte famiglie sono ancora proprietarie e contribuenti di abitazioni ormai in rovina, senza certezze sui tempi e sui contenuti del futuro intervento di recupero. Per questo chiede a Roberti, nella sua duplice veste di presidente della Regione e commissario per il dissesto idrogeologico, un incontro “istituzionale e democratico”, aperto anche alla partecipazione del sindaco, per definire un calendario di azioni chiare sulla zona rossa.

Infine il comitato, in rappresentanza dei cittadini coinvolti dalla frana di Civitacampomarano, chiede a Roberti di partecipare alle scelte strategiche. Senza un progetto organico di recupero urbano, avvertono i firmatari, la parte di intervento legata ai soli fondi RENDIS rischia di rivelarsi “vana”, lasciando irrisolta la ferita aperta sul fronte nord del paese.