Energia Pulita, nasce nuova società e il Cosib rinuncia al diritto di prelazione sull’impianto sotto inchiesta
Mentre le ecoballe restano accatastate nel piazzale di via Marco Biagi, il Comitato direttivo del Cosib ha approvato la delibera che prende atto della nascita della IntErr S.a.s. e rinuncia a esercitare la prelazione. Un passaggio che segna un nuovo capitolo nella vicenda della società finita nell’inchiesta antimafia sulla gestione dei rifiuti in Molise.
Nel piazzale dell’impianto di Energia Pulita Srl, a Termoli, le ecoballe sono ancora tutte lì. Seette mesi dopo lo stop imposto all’azienda, al centro dell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Campobasso che peraltro avrebbe concluso le indagini preliminari e consegnato al Gip le richieste di rinvio a giudizio, nulla è cambiato: i rifiuti restano accatastati a cielo aperto e non c’è stato ancora nessun intervento di bonifica, nessun segnale di ripartenza. Ma qualcosa si muove: è stata costituita una nuova società collegata all’impianto, la IntErr S.a.s. di Energia Pulita Srl & C., con la partecipazione della New Diamonds Srl, con sede a San Nicandro Garganico.
L’operazione ha ottenuto il via libera del Cosib, che nella seduta del 20 ottobre scorso ha preso atto della nascita della nuova compagine e ha scelto di non esercitare il diritto di prelazione previsto dal regolamento consortile. L’ente, titolare dei terreni su cui insiste l’impianto, non ha ostacolato la fusione. Con la delibera n. 20 del 20 ottobre 2025, il Comitato Direttivo ha infatti preso atto della nascita della nuova società e ha scelto di rinunciare a ogni possibilità di intervenire o subentrare nell’operazione, autorizzando di fatto il passaggio e demandando agli uffici la stipula delle nuove convenzioni per i servizi consortili.
L’atto è stato proposto e firmato dall’allora direttore generale Nicola Del Re, nella doppia veste di dirigente amministrativo e responsabile tecnico. Il documento conferma che il Cosib era pienamente informato dei cambiamenti societari di Energia Pulita e ne ha sancito la legittimità, rinunciando espressamente a qualsiasi interferenza. Il Consorzio ha accettato la nascita di una nuova società collegata a un sito sotto indagine della DDA e non ha chiesto un piano formale di bonifica dell’area.

Il nome di Energia Pulita resta legato a un fascicolo pesante, aperto dalla Procura Distrettuale Antimafia di Campobasso per traffico illecito di rifiuti e corruzione.
Al centro dell’indagine, l’imprenditore Giuseppe Di Geronimo, considerato il regista occulto della gestione dell’impianto, e un presunto sistema di favori e pressioni politiche che avrebbe coinvolto amministratori pubblici e imprenditori. Nelle carte della DDA compaiono anche riferimenti all’allora sindaco di Termoli, oggi presidente della Regione, Francesco Roberti, indagato (senza accuse di mafia) per corruzione. L’ex primo cittadino ha sempre respinto ogni addebito e si attende a breve la decisione del GIP: rinvio a giudizio o archiviazione.
Secondo la Procura, Energia Pulita avrebbe ottenuto autorizzazioni e ampliamenti irregolari, agevolata da rapporti diretti con esponenti di un gruppo mafioso foggiano. Nel dicembre 2024 la Regione Molise aveva approvato una modifica all’Autorizzazione Unica Ambientale che consentiva lo stoccaggio fino a 103.103 tonnellate l’anno: un provvedimento firmato dal Servizio Tutela Ambientale, mentre l’indagine della DDA era già in corso.
Le ecoballe nel frattempo si sono accumulate e il piazzale – ampliato anche con l’area ex-SAM – rimane una distesa di rifiuti compressi esposti alle intemperie. Il Cosib, che nel 2024 aveva confermato la validità delle concessioni a Energia Pulita, si trova ora in una posizione scomoda.
Da un lato, l’ente è custode delle regole e dei controlli su un’area industriale in crisi profonda; dall’altro, ha deliberato un’operazione societaria che modifica radicalmente gli assetti di una delle aziende più discusse del nucleo.
Per alcuni osservatori, si tratta di una decisione che “espone” il Consorzio: con la delibera n. 20, l’ente ha rinunciato a esercitare anche ogni forma di tutela preventiva, in un contesto dove il rischio di contenziosi, anche ambientali, è tutt’altro che remoto. Il passaggio alla nuova società IntErr S.a.s., approvato dal Consorzio, apre un nuovo capitolo – tutto da decifrare – in una storia che intreccia rifiuti, inchieste giudiziarie e silenzi istituzionali.


