Cinghiali dappertutto, Coldiretti chiede piano straordinario regionale: “Situazione di pericolosità sociale”
Crescono gli avvistamenti di ungulati nei centri abitati. L’associazione di categoria chiede un piano regionale di contenimento
La proliferazione dei cinghiali in Molise torna al centro della discussione pubblica dopo nuovi avvistamenti in diversi centri abitati, con Coldiretti che chiede subito un piano straordinario al fine di contenerli. A Termoli, la scorsa settimana, un video ripreso all’esterno dell’asilo di via Catania, in contrada Porticone, ha mostrato un gruppo di ungulati muoversi a pochi passi dall’ingresso della scuola, diffondendosi rapidamente sui social.
A Campobasso, la sindaca Marialuisa Forte ha disposto la chiusura temporanea della Via Matris, il percorso pedonale che dal centro conduce al santuario dei Monti, dopo numerose segnalazioni di cinghiali presenti stabilmente nell’area. A Montenero di Bisaccia alcuni esemplari sono stati filmati in piazza della Libertà, in pieno centro, a pochi metri dal municipio.
In questo quadro Coldiretti Molise interviene con una presa di posizione netta. L’associazione parla di un problema che «non interessa più soltanto l’agricoltura ma l’intera cittadinanza». Secondo il presidente regionale Claudio Papa, sul territorio molisano i cinghiali avrebbero ormai «ampiamente superato quota 40mila», con conseguenze rilevanti sia sulle aziende agricole sia sulla sicurezza quotidiana. «Non parliamo più solo di un flagello per le aziende – afferma Papa – ma di una situazione di pericolosità sociale, che riguarda agricoltori al lavoro nei campi, automobilisti e cittadini che si muovono a piedi nei centri abitati».
Coldiretti richiama anche gli obblighi e le responsabilità istituzionali. Negli ultimi mesi sono operative la caccia di selezione e il selecontrollo, strumenti che – secondo l’associazione – «possono svolgere un ruolo importante». Parallelamente la Regione ha avviato la riorganizzazione dell’Osservatorio regionale degli habitat naturali e delle popolazioni faunistiche, che Coldiretti auspica possa tornare «a svolgere pienamente il proprio ruolo scientifico e di coordinamento» nella gestione delle specie selvatiche.
Tuttavia, secondo il direttore regionale Aniello Ascolese, queste misure rappresentano «una prima risposta, ma non ancora sufficiente». Contro la proliferazione di cinghiali, Coldiretti Molise chiede l’adozione di un Piano straordinario di durata quinquennale, previsto dall’articolo 19-ter della legge 157/92, non legato all’emergenza sanitaria della peste suina africana. Questo strumento consentirebbe interventi continuativi e mirati, anche in aree oggi vietate alla caccia come parchi e zone protette, senza limitazioni temporali e con l’ausilio delle figure previste dalla normativa, compresi i proprietari e conduttori di fondi agricoli muniti di licenza venatoria. Le attività previste dal piano non rientrano nell’esercizio dell’attività venatoria tradizionale, ma sono definite come interventi di contenimento per finalità di sicurezza pubblica e tutela del territorio.
Coldiretti dichiara di confidare «nella disponibilità più volte espressa dall’assessore regionale all’Agricoltura, Salvatore Micone» e annuncia che continuerà a sollecitare la Regione «affinché gli impegni assunti si traducano rapidamente in atti concreti».


