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Chiusi dopo un controllo ambientale i Centri di raccolta rifiuti dell’Unione Basso Biferno: disagi per i cittadini, si cerca una soluzione

Da venerdì scorso 21 novembre i centri comunali di raccolta rifiuti dell’Unione del Basso Biferno sono stati chiusi dopo un controllo della Capitaneria di Porto a Petacciato che ha evidenziato problemi legati alle autorizzazioni ambientali. I cittadini non possono più conferire rifiuti ingombranti e portare organico, plastica e carta nei punti di conferimento, mentre resta attiva la raccolta porta a porta. L’Unione lavora alla riapertura. Il presidente Manes: “Speriamo che tra martedì e mercoledì si possa riaprire”

Da venerdì 21 novembre i centri comunali di raccolta del Basso Biferno sono chiusi. I cancelli degli ecopunti di Campomarino, Guglionesi, Larino, Montecilfone, Montenero di Bisaccia, Petacciato, Portocannone e San Giacomo degli Schiavoni sono stati serrati su disposizione dell’Impregico Srl, la società che gestisce il servizio rifiuti per l’Unione dei Comuni. Un provvedimento improvviso che ha colto di sorpresa gli utenti, ora impossibilitati a conferire ingombranti, sfalci e rifiuti da consegnare diretta­mente ai centri. Resta attiva, per fortuna senza variazioni, la raccolta differenziata porta a porta.

A far scattare la chiusura sarebbe stato un controllo effettuato nei giorni scorsi dalla Capitaneria di Porto di Termoli nell’area adiacente all’ecopunto di Petacciato. La verifica avrebbe messo in luce criticità legate alle autorizzazioni uniche ambientali (AUA) e alla gestione dei rifiuti presenti in un sito comunale vicino alla struttura. Per questo Impregico ha richiesto a tutti i comuni la documentazione aggiornata. Alcuni, come Guglionesi, hanno già confermato di essere in regola, mentre altri stanno recuperando gli atti necessari. Nessun sindaco, finora, ha fornito ai cittadini una spiegazione tecnica dettagliata sulle irregolarità contestate.

Generico novembre 2025

L’Unione ha già avviato le verifiche interne. Il presidente Giorgio Manes spiega che nel fine settimana si sono tenute due riunioni per affrontare la questione e accelerare la riapertura dei centri: “Oggi stesso l’Unione invierà una nota ufficiale a Impregico per chiedere la riattivazione del servizio, che dovrebbe essere possibile tra domani e dopodomani”. Una previsione che, se confermata, ridurrebbe a pochi giorni un disagio che resta comunque pesante per migliaia di utenti.

Nel frattempo a Campomarino la sospensione dell’ecopunto ha acceso subito la polemica politica. Il gruppo di minoranza “Campomarino che vorrei” parla di “chiusura improvvisa giustificata da ragioni tecniche vaghe e senza alcuna alternativa indicata ai cittadini”. La nota ricorda che solo una settimana fa il sindaco Vincenzo Norante aveva firmato l’ordinanza n. 24/2025, presentata come una misura straordinaria per migliorare la gestione dei rifiuti e intensificare i controlli. Un provvedimento che, secondo la minoranza, “ripropone norme già note e introduce come unica novità il divieto per i non residenti di utilizzare i bidoni del Lido”, accompagnato dall’annuncio di controlli più severi senza chiarire con quali mezzi possano essere realmente eseguiti.

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Il gruppo sottolinea che più della metà delle circa ottanta telecamere installate sul territorio sarebbe fuori uso, che il personale della Polizia Municipale è insufficiente perfino per il servizio ordinario e che l’ordinanza non fornisce alcuna indicazione operativa sulle guardie ecologiche. “Si annunciano più controlli senza spiegare come”, scrive la minoranza, mentre un servizio essenziale come l’ecopunto viene sospeso senza preavviso e senza soluzioni alternative. “L’impressione è che il sindaco continui ad affidarsi più alla fortuna che a una reale capacità organizzativa”, conclude la nota.

Intanto l’Unione prova a risolvere il problema e a riaprire i centri il prima possibile. Gli utenti, però, per il momento restano con un servizio sospeso e nessuna certezza sui tempi di ripristino.