Educare all’empatia “per debellare ogni violenza”. Dal Molise una proposta di legge per il Parlamento. Appello al centrodestra: “Sia trasversale”
Illustrata la proposta legislativa da sottoporre prima all’Assemblea regionale e poi da portare alla Camera per il contrasto alla violenza in ogni sua forma attraverso l’educazione nelle scuole all’empatia, ai sentimenti e, per gli adolescenti, anche alla sessualità e affettività. L’iniziativa di Pd e M5S ha già ottenuto il sostegno di molti partiti dell’area progressista e anche quello della società civile. Alle 18 di oggi in Piazza Municipio inizierà anche la raccolta firme tra i cittadini per agganciare alla Pdl una proposta di legge popolare.
Educare all’empatia, alla gestione dei sentimenti e, per i più grandi, all’affettività e alla sessualità: dal Molise arriva una proposta di legge “che – come ha detto la prima firmataria, la consigliera regionale del Pd Alessandra Salvatore – ha l’ambizione di voler debellare la violenza in ogni sua forma”.
E’ stata una conferenza stampa molto affollata e partecipata, in termini di contributi, quella di questa mattina nella biblioteca di Palazzo D’Aimmo dove è stato illustrato il contenuto di una nuova PdL che il Pd e il M5S – in primis- sperano possa essere approvata dall’Assemblea regionale “in tempi brevi e all’unanimità”, così il consigliere Angelo Primiani, per poi sottoporla alla Camera dei deputati.
Undici articoli, una dotazione finanziaria di 300 milioni, inserimento strutturale di nuove materie curricolari, un tavolo di monitoraggio, corsi universitari per formare personale esperto in grado di parlare nelle scuole italiane di ogni ordine e grado di intelligenza emotiva, empatia e anche di sesso, o meglio delle sue implicazioni, che diventano, in certi casi, questioni di salute pubblica come le gravidanze precoci o le malattie sessualmente trasmissibili purtroppo in crescita.
Insegnanti, professionisti, amministratori, giornalisti: le adesioni all’iniziativa politica sono state tantissime, segno evidente che c’è già una società “più avanti della politica” che si ritrova perfettamente “in quell’80 per cento delle famiglie, intese come ragazzi e genitori, che chiede che certi temi vengano trattati tra i banchi di scuola” questo ha evidenziato la capogruppo dem Micaela Fanelli.
L’aderenza alla realtà del suo dato è inequivocabile e si potrebbe palesare già nella raccolta di firme agganciata all’iniziativa dei consiglieri regionali che comincerà alle 18 di oggi in Piazza Municipio, a Campobasso. Un primo banchetto a cui seguiranno molti altri “col pieno sostegno del Pd” questo l’annuncio del segretario regionale Ovidio Bontempo.
Nella sala anche il suo omologo del M5S Antonio Federico che sostiene convintamente la Pdl già sposata da Primiani e Roberto Gravina. E hanno manifestato il loro appoggio anche molti referenti dei partiti dell’area progressista (Italia Viva, Socialisti, Verdi, Campobasso Bene Comune), oltre alla prima cittadina del capoluogo Marialuisa Forte che anche alla luce della sua lunga esperienza dirigenziale nel mondo della scuola ha detto: “Reprimere, condannare, punire non basta più, è importante soprattutto prevenire certi comportamenti e la scuola pubblica è il luogo per eccellenza in cui far capire a un bambino, per esempio, che se un padre insulta una madre è sbagliato. Spesso le famiglie non hanno strumenti adeguati per dare risposte ai ragazzi e trovo francamente assurda la richiesta del consenso informato per parlare di educazione sessuale alle superiori (e anche alle medie dopo quel mezzo passo indietro del Governo che ha spinto la Lega a presentare un emendamento per non vietarla del tutto alle medie ma sempre col presupposto del consenso delle famiglie). Non mi pare che per parlare di Pascoli o Manzoni sia mai stato chiesto il consenso ai genitori”.
Molte voci autorevoli del Pd sono intervenute durante la mattinata: il consigliere Vittorino Facciolla ha ragionato di panpenalismo e dell’emendamento approvato due giorni fa dalla Commissione Giustizia della Camera nell’ambito dell’esame della proposta di legge che modifica l’articolo 609 bis in materia di violenza sessuale e libera manifestazione del consenso. Hanno portato le loro esperienze anche le donne dem come Candida Stellato, Manuela Vigilante, la responsabile organizzativa Giovanna Viola. Ma le voci raccolte sono state anche quelle di Roberta Mori (Portavoce della Conferenza nazionale delle democratiche del Partito democratico) che in video collegamento ha parlato di “proposta esemplare che assieme alle altre già depositate alle Camera può contribuire a far crescere consapevolezza su questi temi per i quali auspichiamo ci sia sempre maggiore convergenza”.
L’aspetto della trasversalità è stato più volte rimarcato durante la mattinata. E l’adesione e manifestazione di sostegno giunta alla consigliera Salvatore da parte di esponenti come Giusi Di Lalla (presidente Commissione Parità e Pari opportunità per la Regione Molise) lo certifica. E’ stata lei stessa, del resto, a scrivere in un messaggio che “si tratta di aspetti fondamentali per il benessere dei ragazzi e delle ragazze e per la qualità delle relazioni umane, temi che la Commissione per la Parità e le Pari Opportunità considera centrali e che meritano un confronto ampio e approfondito. In questo senso, desidero ribadire che la Commissione sarà lieta di collaborare con tutto il Consiglio regionale, nelle forme istituzionalmente appropriate, a tutti i momenti di approfondimento che potranno contribuire a rendere questo percorso partecipato, consapevole e inclusivo”.
A chiedere che empatia e affettività siamo materie di studio e approfondimento a scuola sono state anche la presidente dell’Ordine degli psicologi Alessandra Ruberto, Viviana Mastrobuoni per Cellula Cosconi, educatori come Andrea Cinocca, Milena Saracino, Pierpaolo Giannubilo (che ha realizzato un breve video-sostegno alla Pdl), giornaliste come Valentina Fauzia e il giovane coordinatore dei 5 Stelle Carlo Marollo che è anche referente territoriale di una campagna che si chiama Diritto a stare bene per avere un servizio pubblico di psicologia e che abbiamo intervistato prima dell’incontro.
Hanno infine colpito le parole di Pina Cenammo (consigliera regionale di parità) che ha perfettamente colto il senso di questa proposta in un messaggio consegnato alla Salvatore: “Non sono le pene sempre più afflittive ad arginare il fenomeno (che fanno bene solo all’immagine di un legislatore punitivo), non sono le carceri che non riabilitano per carenza di mezzi e di risorse umane, non basta più appellarsi ad un generico e antico fattore culturale, non basta più indignarsi e commuoversi per un caso di violenza e poi si passa alla prossima violenza. Occorre incidere sui sentimenti positivi delle persone, fin dalla più tenera età perchè solo occupando gli spazi delle emozioni è possibile restringere quelli dell’odio e della sopraffazione”.


