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A Capracotta il dialetto torna a scuola: consegnato il Dizionario Italiano–Capracottese

A Capracotta il dialetto entra tra i banchi di scuola. Questa mattina, alla Casa della Cultura del Palazzo Municipale, i bambini del plesso scolastico hanno ricevuto in dono il Dizionario Italiano–Capracottese, un lavoro lungo e prezioso realizzato da Felice Dell’Armi e da sua figlia, Clara Dell’Armi, che da anni raccolgono e custodiscono parole e modi di dire della tradizione locale.

dizionario italiano capracottese

Alla cerimonia era presente anche la dirigente dell’Istituto Comprensivo di Agnone, prof.ssa Maria Rosaria Vecchiarelli, insieme al corpo docente. Un gesto di vicinanza alla scuola e, soprattutto, a un progetto che non riguarda solo il passato, ma il modo in cui una comunità sceglie di raccontarsi al futuro.

Il dizionario raccoglie oltre 2.400 termini del dialetto capracottese: un patrimonio linguistico che rischierebbe di perdersi se non venisse tramandato. Non si tratta solo di un elenco di termini bensì anche di un gesto d’amore verso la propria terra. Dimostra quanto forte possa essere il legame con il paese d’origine anche per chi è dovuto andare via per lavoro, ma non ha mai smesso di sentirsi parte della comunità. La salvaguardia del dialetto è infatti uno dei temi centrali di questa iniziativa, perché salvare una lingua significa salvare un modo di guardare il mondo. Ogni parola conservata è un pezzo di identità condivisa, un legame con chi ci ha preceduti e con la storia di un territorio che, pur piccolo, custodisce radici profonde.

L’idea che a sfogliarlo saranno i più piccoli dà a questo dono un valore ancora più grande: non solo memoria, ma trasmissione. È una sorta di passaggio di testimone tra generazioni, che permette alla comunità di restare viva anche nelle sue sfumature più intime, quelle che non sempre finiscono sui libri ufficiali ma che raccontano la vera essenza di un luogo.

L’incontro si è concluso con i ringraziamenti della comunità a Felice e Clara Dell’Armi per l’impegno e la generosità. Un dono semplice ma prezioso, che ricorda quanto sia importante proteggere le parole del nostro dialetto, perché sono parte della nostra storia e della nostra identità quotidiana