Il dibattito
|Sulla sanità interviene l’Ordine dei Medici: “Mentre le istituzioni litigano, il paziente muore. Roberti deve dire qualcosa”
Il presidente dell’Omceo di Isernia, Fernando Crudele, interviene nel dibattito sul Piano Operativo Sanitario con un atto d’accusa duro: ospedali al collasso, emergenza-urgenza senza garanzie e cittadini dimenticati. Chiamato in causa anche il presidente della Regione Francesco Roberti, accusato di non aver preso posizione.
Un’accusa forte, che fotografa la condizione reale della sanità molisana: “Mentre i medici litigano sulla terapia da somministrare, il paziente lentamente muore”. Con questa metafora tagliente il presidente dell’Ordine dei Medici di Isernia, Fernando Crudele, ha deciso di intervenire nel dibattito sempre più acceso sul Piano Operativo Sanitario 2025-2027, un confronto che negli ultimi giorni si è trasformato in un braccio di ferro tra commissari, Asrem, sindaci e forze politiche.
Crudele, a nome dell’Omceo isernino, ribalta la prospettiva: al centro non ci sono più i cittadini, ma lo scontro istituzionale. “La nostra Stella Polare dovrebbe essere la salute del paziente – sottolinea – ed invece sembra che il cittadino sia marginale rispetto all’intera vicenda”.
Il quadro tracciato è quello di un territorio in emergenza da tempo. “Gli ospedali della provincia di Isernia sono agonizzanti. Il Santissimo Rosario è ormai un poliambulatorio. Il Caracciolo sta per essere trasformato in un presidio di comunità. Il Veneziale potrebbe perdere emodinamica e punto nascite. Si sta destrutturando l’intera offerta sanitaria, senza alcun rispetto per chi ha deciso di continuare a vivere nelle zone interne”.
La domanda è diretta e amara: “Un cittadino di Capracotta ha forse meno diritti di un paziente di Campobasso?”. Crudele evidenzia come, senza un’organizzazione solida dell’emergenza-urgenza, il rischio sia quello di non poter gestire un infarto o un ictus nelle aree montane in modo tempestivo e sicuro.
L’illusione del potenziamento della sanità territoriale, osserva ancora il presidente dell’Ordine, “non trova riscontro nella realtà di una popolazione sempre più anziana e dispersa in un territorio prevalentemente montuoso. I tagli al sistema sanitario pubblico non possono non tener conto delle peculiarità del Molise”.
Per Crudele i due pilastri della sanità dovrebbero restare territorio e ospedale, “complementari e non alternativi”. Ma al posto di una vera riorganizzazione, denuncia, “si pensa a polemizzare sul sesso degli angeli”.
La critica non risparmia la gestione commissariale, definita “fallimentare”. E qui arriva il passaggio più politico del comunicato, rivolto direttamente al governatore Francesco Roberti. “È giunta l’ora che il presidente Roberti, sino ad oggi assente nel dibattito pubblico, si assuma le proprie responsabilità avocando la gestione della sanità del Molise. Almeno lui è stato eletto; non nominato”.
In un momento in cui i ministeri hanno già bocciato la proposta commissariale di rete ospedaliera e di rete Ictus, e la politica regionale si divide tra accuse reciproche e richieste di sospensione del POS, l’intervento di Crudele sposta il baricentro sulla vera emergenza: i cittadini molisani, che rischiano di restare senza risposte efficaci. Insomma: basta con i giochi di potere e i rimpalli istituzionali, la sanità deve tornare ad essere un servizio per le persone.


