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Strage di Paupisi, la 17enne in coma farmacologico al Neuromed. Figli aggrediti subito dopo l’omicidio della moglie

Restano critiche le condizioni di Antonia, la figlia di Salvatore Ocone, sottoposta a un’operazione d’urgenza dopo il trauma cranico causato da diversi colpi di pietra. Il padre ha confessato il duplice omicidio della moglie e del figlio Cosimo, mentre a Paupisi sarà lutto cittadino nel giorno dei funerali.

Sono ore di angoscia per Antonia, la figlia diciassettenne di Salvatore Ocone ed Elisabetta Polcino, ricoverata al Neuromed di Pozzilli dopo la strage familiare consumata all’alba di lunedì 30 settembre a Paupisi, in provincia di Benevento. La ragazza è stata sottoposta a un delicato intervento neurochirurgico per un trauma cranico severo al Neuromed di Pozzilli durante la notte scosa, dopo il trasferimento dal Cardarelli di campobasso dove è arrivata in fin di vita nella serata di ieri 30 settembre.

“Antonia è in coma farmacologico – ha spiegato il direttore sanitario del Neuromed, Fulvio Aloj – a causa di multiple fratture della teca cranica, estese dal frontale fino all’occipitale. L’intervento ha consentito di rimuovere i frammenti ossei e parte della scatola cranica per scongiurare ulteriori pericoli, visto che il cervello è gonfio. Sono presenti anche focolai emorragici cerebrali dovuti all’insulto traumatico subito”. La priorità, ha aggiunto, “è far sopravvivere la ragazza. Bisognerà attendere alcuni giorni per consentire al cervello di sgonfiarsi, successivamente si potranno valutare gli esiti neurologici”.

A colpirla, insieme al fratello quindicenne Cosimo trovato senza vita nell’auto usata per la fuga, una Opel Mokka, sarebbe stato il padre, subito dopo aver ucciso la moglie Elisabetta, 49 anni, ferita mortalmente alla testa con una pietra nella loro abitazione nella frazione Frasso di Paupisi. L’aggressione ai due figli sarebbe avvenuta in casa, pochi minuti dopo il femminicidio, probabilmente con la stessa pietra. Poi Ocone si è allontanato in auto portando con sé i due ragazzi.

Il corpo senza vita del quindicenne è stato rinvenuto a Mirabello Sannitico, in località Ponte Rotto, quando i carabinieri hanno intercettato l’uomo, individuato anche grazie a un elicottero dell’Arma. La sorella, gravemente ferita, è stata soccorsa e trasferita d’urgenza prima al Cardarelli di Campobasso e poi al Neuromed, dove resta in prognosi riservata.

Il 58enne è stato fermato e portato nella caserma dei carabinieri di via Mazzini a Campobasso. Nella notte ha confessato davanti al procuratore di Benevento Gianfranco Scarfò, giunto nel capoluogo molisano per l’interrogatorio. Ocone è accusato di duplice omicidio aggravato, tentato omicidio e sequestro di persona. È ora rinchiuso nella casa circondariale di via Cavour a Campobasso, in una cella singola sotto stretta sorveglianza, in attesa delle decisioni della Procura per un eventuale trasferimento in Campania.

Intanto a Paupisi, piccolo centro del Sannio, il sindaco Salvatore Coletta ha annunciato il lutto cittadino nel giorno dei funerali di Elisabetta e Cosimo. La comunità è sotto shock per la tragedia che ha spezzato la vita di una madre e di un figlio, lasciando una ragazza in condizioni disperate e un altro figlio maggiore, rientrato da Rimini, a fronteggiare il dolore e l’attesa di una speranza.

La Procura di Benevento ha disposto l’autopsia sui corpi della donna e del ragazzo, esame che dovrà chiarire con precisione l’ora della morte del 15enne e consentire una ricostruzione definitiva dell’accaduto. Nel frattempo, resta un silenzio carico di domande su un movente che al momento non ha trovato spiegazioni.