Disagi continui
|Assalti ai Postamat, 18 sportelli molisani spenti di notte. E quelli esplosi sono inagibili da mesi
Poste Italiane chiude di notte gli sportelli Postamat in buona parte del Molise, così come in Puglia, Basilicata e nella zona di Benevento per arginare la scia di assalti esplosivi che da mesi colpiscono gli uffici postali del Sud.
Nella nostra regione la decisione è stata comunicata da Poste Italiane che ha provveduto “allo spegnimento notturno degli ATM Postamat di 18 uffici postali molisani dalle ore 19 alle 8.30. Il provvedimento, di natura temporanea, si è reso necessario per contrastare i tentativi di furto dell’ultimo periodo registrati nelle zone interessate”.
L’Azienda ha garantito “il proprio impegno nella sicurezza delle sedi attraverso sistemi di protezione avanzati, telecamere di ultima generazione e casseforti certificate, assicura che tutti i servizi continueranno a essere erogati regolarmente negli abituali orari di apertura degli uffici postali interessati”.
Questi degli ATM Postamat molisani interessati dallo spegnimento notturno temporaneo: Acquaviva Collecroce, Bagnoli del Trigno, Campodipetra, Cantalupo nel Sannio, Colletorto, Frosolone, Limosano, Macchiagodena, Montecilfone, Montelongo, Pietracatella, Riccia, Roccamandolfi, San Biase di Campobasso, San Martino in Pensilis, Santa Croce di Magliano, Sepino e Toro. Restano quindi attivi quelli dei centri più grandi, ma la situazione resta critica.

In tutto il Mezzogiorno, Poste Italiane ha deciso di disattivare gli ATM dalle 19.30 alle 8.30 del mattino. In Puglia gli sportelli chiusi sono 145, in Basilicata 44, e una quarantina in Campania nella zona di Benevento.
La decisione dell’azienda, controllata dal Ministero dell’Economia, colpisce soprattutto anziani, giovani e lavoratori, molti dei quali utilizzano i Postamat per accedere ai libretti di risparmio postale. «È inaccettabile che la risposta alla criminalità sia togliere servizi invece che rafforzare la presenza dello Stato», hanno dichiarato i deputati Marco Sarracino ed Enzo Amendola (Pd), autori di un’interrogazione parlamentare al governo.
Intanto, in Molise il problema è doppio: diversi sportelli ancora inagibili dopo gli attacchi. Gli ultimi colpi messi a segno a Portocannone, Petacciato e San Giacomo degli Schiavoni hanno lasciato tre sportelli automatici fuori uso, creando gravi disagi alla popolazione, costretta per prelevare contante a ‘emigrare’ in altri paesi.
A Portocannone, l’attacco nella notte tra il 16 e il 17 marzo ha distrutto completamente l’ATM di via Papa Giovanni XXIII e danneggiato anche la sede postale, rimasta chiusa per mesi. Solo a fine settembre è stata aperta una sede provvisoria, ma sempre senza Postamat. A Petacciato, il colpo del 21 maggio, realizzato con la cosiddetta “tecnica della marmotta”, ha reso inagibile l’intero edificio, tanto che Poste Italiane è stata costretta ad allestire un ufficio postale mobile in via Tremiti. Anche qui, a distanza di quasi cinque mesi, il paese è senza Postama t.
A peggiorare la situazione, il successivo assalto di luglio a San Giacomo, dove la doppia esplosione notturna ha distrutto l’unico sportello operativo della zona. Quindi in nessuno dei tre casi i Postamat sono stati ancora riattivati.

Un vuoto che pesa soprattutto nei piccoli centri, dove gli uffici postali rappresentano spesso l’unico presidio finanziario per la popolazione. Poste Italiane ha assicurato che le procedure di ripristino sono in corso e che nel frattempo restano attivi i servizi online e gli uffici di Campomarino e Termoli, ma l’attesa continua.
Per molti cittadini del Basso Molise, abituati a servirsi degli sportelli di paese, la chiusura forzata equivale a un isolamento quotidiano, che va ben oltre il semplice disagio logistico.


