Palazzo Crema scompare dietro il telo: il grande restauro nasconde il passato e prepara il futuro
Completamente avvolto, lo storico edificio all’ingresso del Borgo Vecchio è ormai invisibile. Dopo quarant’anni di abbandono, il palazzo sta cambiando volto: sarà intonacato, abitato, aperto a nuove funzioni. Un cantiere radicale che chiude un’epoca e ne apre un’altra.
È quasi completamente avvolto, nascosto alla vista, sospeso tra i rumori ammortizzati di un cantiere atteso da decenni. Palazzo Crema, l’edificio storico che svetta tra la scalinata che guarda verso il Borgo e la curva di via Aubry che porta al Castello Svevo, non esiste più come l’abbiamo sempre conosciuto e visto.

Le immagini scattate oggi – 28 ottobre 2025 – mostrano una struttura interamente fasciata dal telo bianco dell’impalcatura. Un parallelepipedo monumentale, fantasma di se stesso, che lascia solo intuire la portata della trasformazione in corso. Il colpo d’occhio è sorprendente. Chi sale dal porto si ritrova di fronte una quinta teatrale bianca che cancella l’antico per promettere il nuovo.
L’edificio, rimasto per oltre quarant’anni in uno stato di abbandono visibile, con i mattoni a vista anneriti dal tempo, le finestre buie e i cornicioni sgretolati, ha iniziato il suo cammino verso un futuro radicalmente diverso. Un cambiamento non solo estetico, ma funzionale: da relitto urbano a contenitore di appartamenti privati e locali commerciali, a due passi dal centro e dal mare. Il cantiere è stato avviato a metà ottobre 2025 e l’intervento interessa tutto il corpo del palazzo. Il progetto, redatto dallo studio Gammieri di Termoli, prevede il recupero dell’immobile con il rifacimento della facciata – non più a mattoni a vista ma intonacata, su indicazione della Soprintendenza –, la creazione di unità abitative e spazi destinati ad attività economiche.

L’intervento è stato commissionato dal condominio formato dai diversi proprietari: una società immobiliare termolese, un imprenditore di Isernia, un gruppo di San Severo e due componenti della storica famiglia Crema. Proprio da quest’ultima, e in particolare da Rossella, ultima discendente residente a Termoli, era arrivata una testimonianza intensa qualche settimana fa. In un’intervista Rossella ha raccontato la sua infanzia vissuta nel palazzo, i giochi nel grande terrazzo che dominava il Castello e il mare, oggi abbattuto, e l’emozione – mista a dolore – nel vedere oggi cancellati per sempre quegli spazi e quei ricordi.

Ma anche il desiderio forte che l’edificio torni a vivere con dignità e bellezza, dopo decenni di incuria. Quella che oggi si vede, dunque, è una soglia. La copertura integrale dell’edificio – che impedisce a chi passa di osservare l’avanzamento dei lavori – è anche una sorta di sipario calato su un’epoca, in attesa che se ne apra un’altra.
Quando l’impalcatura sarà rimossa, il nuovo Palazzo Crema non sarà più quello che abbiamo conosciuto: sarà diverso nella forma, nei colori e sì, anche nella funzione


