“Nicolino è un pezzo della nostra città”: Termoli festeggia i 50 anni del ristorante con un compleanno speciale
Una sala gremita e il profumo del mare hanno accompagnato la festa per i cinquant’anni del ristorante di via Roma. Nicolino Caruso, 88 anni, con i figli Sossio, Francesco ed Enrico ha accolto amici, clienti storici, istituzioni e ospiti illustri. Tra brindisi, piatti simbolo e musica, l’anniversario si è trasformato in una festa della città.
Una sala gremita, il profumo del pesce che si spande su via Roma e arriva davanti al Castello, i calici che tintinnano e la musica che accompagna le voci. Ieri sera, 1 ottobre, il ristorante Da Nicolino ha celebrato i suoi primi cinquant’anni trasformando un anniversario familiare in una festa collettiva, della città e dei termolesi. Nicolino Caruso, 88 anni portati con vitalità energica e l’orgoglio di chi ha costruito tutto con le proprie mani insieme alla moglie Lucrezia Russo (scomparsa qualche anno fa) e ai tre figli, ha accolto ospiti e amici con Sossio, Francesco ed Enrico, che con lui hanno fatto gli onori di casa. Clima delle grandi occasioni, ma senza formalità: un compleanno che ha unito generazioni diverse intorno a un ristorante che è molto più di un locale: è memoria, identità, pezzo di vita cittadina.
Il menù della serata, affidato a uno staff perfetto che si è mosso tra cucina e sala in maniera impeccabile, è stato un omaggio al mare e al gusto della tradizione: lo sciscillo rielaborato, le seppie con i piselli, l’immancabile frittura di paranza, e naturalmente il piatto che più di ogni altro rappresenta Termoli e la sua tradizione, il brodetto con la ricetta autentica che ancora oggi prevede nove o dieci varietà di pesce fresco con lo spaghetto spezzato. In sala profumi mescolati alle risate e ai brindisi, mentre la musica del piano bar di Antonio e PattY (Capone) ha fatto da colonna sonora.
E a un certo punto i microfoni sono passati agli ospiti, trasformando la cena in un piccolo spettacolo improvvisato: l’assessore regionale Michele Marone, storico amico di Sossio, ha ricordato i tempi della scuola dopo aver cantato in maniera pressoché perfetta, e l’assessore comunale di Termoli Michele Cocomazzi ha strappato applausi cimentandosi in “Mille giorni di te e di me” e “Porta Portese”, omaggio a Baglioni che l’anno prossimo sarà in concerto all’Arena del Mare. Una serata di leggerezza, dove persino la politica è rimasta fuori dalla porta per lasciare spazio all’allegria e ai ricordi.
Tra i presenti volti noti e affezionati di lungo corso: Gianluigi Paragone, giornalista ed ex senatore, amico personale di Nicolino e cliente storico del ristorante; i ricercatori Pino Servillo e Maria Agnese Della Fazia, per tutti Sesa, termolesi pilastri della ricerca contro il cancro a livello internazionale, arrivati da Perugia per non mancare all’appuntamento. E poi imprenditori, anche del mare, come Domenico Guidotti, professionisti e famiglie legate da anni alla cucina dei Caruso. E, naturalmente, le istituzioni: il presidente della Regione Francesco Roberti e il sindaco di Termoli Nico Balice hanno voluto portare la loro testimonianza, non con discorsi formali ma con parole di amicizia e riconoscenza. Roberti, già sindaco della città, ha ricordato i pomeriggi passati da Nicolino “con quegli occhi che ci guardavano come quelli di un padre”, auspicando di tagliare insieme il traguardo dei prossimi cinquant’anni. “E io ci sarò” gli ha fatto eco Nicolino, salutato da applausi scroscianti.
Uno dei momenti più intensi della serata è stato l’intervento del primo cittadino Nico Balice, che visibilmente emozionato ha consegnato a Nicolino una targa ricordo a nome dell’amministrazione comunale. “È vero Nicolino, ci vogliamo davvero bene – ha detto davanti alla sala piena – e per me questa è una serata speciale. Cinquant’anni non sono solo un traguardo, sono un nuovo inizio, perché tu sei riuscito a ricominciare con una forza davvero impressionante. Sei un esempio per i tuoi figli, per i tuoi nipoti, per la tua famiglia intera. Sei riuscito a ridare a te stesso e a tutti loro un’energia che molti pensavano potesse spegnersi, e invece sei qui, più vivo che mai, a insegnarci con l’esempio”.
Poi Balice ha aggiunto: “Non lo facciamo spesso, è vero, ma questa sera abbiamo voluto consegnarti un riconoscimento ufficiale perché lo meriti tu come persona, lo merita la tua famiglia, lo merita la tua attività. Il tuo ristorante è un pezzo di città, un luogo che dà lustro a Termoli, perché qui sono passati davvero tutti”. E per rendere l’idea ha citato un ricordo che ha strappato sorrisi e applausi: “Avevo un professore a Perugia, un docente di diritto penale, che una volta al mese partiva da lì con il suo autista solo per pranzare da Nicolino. Partiva la mattina, arrivava qui a pranzo e poi tornava indietro. Questo dice più di tante parole: hai superato i confini regionali, e credo anche nazionali”. Sul metallo inciso della targa, il saluto dell’amministrazione comunale: “Le più sentite congratulazioni per il cinquantesimo anniversario della vostra attività, esempio di dedizione e spirito imprenditoriale che vi hanno reso un pilastro fondamentale per la nostra comunità”.
Una festa comune, dunque, alla quale non poteva mancare una magnifica torta celebrativa, i selfie, le risate tra tavoli e sedie, le strette di mano, le confidenze sussurrate tra chi non si vedeva da tempo. Il ristorante di via Roma, oggi più elegante e minimale rispetto ai primi anni con le bandiere del Napoli e il volto di Maradona sulle pareti, si è riempito della stessa energia che lo anima dal 1975. Quella che veniva dalle mani di Lucrezia Russo, moglie di Nicolino e anima della cucina, che con i suoi brodetti e la sua forza di donna ha reso possibile tutto questo. Quella che ha cresciuto tre figli dietro al bancone e tra i tavoli, insegnando che con l’amore e l’onestà si può arrivare ovunque.
Ieri sera quell’eredità era viva in ogni sorriso e in ogni brindisi. E mentre Nicolino, emozionato, spegneva (simbolicamente, perché 50 sarebbero state troppe) le candeline di una torta che raccontava mezzo secolo di storia, è stato chiaro a tutti che il compleanno del ristorante di via Roma è diventato la festa di una città intera, Termoli.
















