Altro rinvio per piano industriale e Gigafactory di Termoli, Gravina (M5S): “Serve chiarezza”
Per la Gigafactory di Termoli ancora rinvii e incertezza. A denunciarlo è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Roberto Gravina, che accusa Stellantis di aver rimandato per l’ennesima volta la presentazione del nuovo piano industriale, ora slittato da marzo a giugno 2026. Un rinvio che, secondo il pentastellato, “accresce l’incertezza e mette in discussione la credibilità di chi dovrebbe garantire visione e tempi certi per lo sviluppo produttivo e occupazionale”.
Gravina parla di un “prolungamento delle responsabilità” che va avanti da troppo tempo: «Da giugno 2024 a giugno 2026 saranno trascorsi due anni interi senza che Stellantis, azionista di riferimento di ACC, la joint venture incaricata della Gigafactory, abbia fornito una linea chiara né un calendario credibile. Nel frattempo, lo stabilimento di Termoli ha conosciuto solo nuova cassa integrazione, chiusura di linee produttive e perdita di fiducia tra i lavoratori. Ancora una volta, saranno proprio i lavoratori a pagare l’incapacità altrui di leggere e governare i processi industriali del Paese».
Il consigliere regionale chiede al gruppo automobilistico “chiarezza e responsabilità” sulla reale volontà di portare avanti l’investimento: «Se davvero Stellantis crede nel progetto, deve trovare la quadra con gli altri partner e non giocare a uno scaricabarile che mina la fiducia e alimenta l’idea di una mancanza di visione industriale condivisa».
Per Gravina, il prolungato stallo rappresenta anche il fallimento del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso: «Continua a collezionare dati negativi sulla produzione industriale nazionale, senza mai incidere realmente su vertenze fondamentali come quella di Termoli».
L’esponente del Movimento 5 Stelle critica inoltre “il silenzio dei parlamentari molisani di centrodestra”, accusati di non difendere il territorio in una fase di emergenza industriale: «Risulta a dir poco impalpabile la loro posizione. Sarebbe auspicabile, se non altro, un sussulto».
Guardando al prossimo tavolo tra sindacati e Ministero previsto per il 20 ottobre, Gravina chiede un cambio di passo: «Il Governo deve pretendere da Stellantis chiarezza e tempi certi sul progetto Gigafactory, come non ha mai fatto finora. Se anche da questo incontro non emergeranno risultati concreti, sarà necessario spostare il tavolo di crisi a Palazzo Chigi. Solo lì si potrà affrontare con la dovuta serietà una vertenza che non è più solo locale, ma nazionale ed europea».
Il consigliere conclude affermando che il Movimento 5 Stelle «ha portato avanti una battaglia coerente in tutte le sedi istituzionali», citando la mozione approvata in Consiglio regionale e gli atti parlamentari promossi in Italia e in Europa: «Ultima in ordine di tempo – ricorda Gravina – è la richiesta formale presentata alla Camera da Chiara Appendino e altri parlamentari del M5S per audire i vertici di ACC e ottenere finalmente risposte chiare sul futuro dell’investimento e sulla tutela dei lavoratori di Termoli».


