Duplice omicidio di Paupisi: Elisa e Cosimo uccisi con una pietra da 12 chili, oggi i funerali
Si terranno oggi pomeriggio, venerdì 10 ottobre alle 16 nella chiesa di Santa Maria del Bosco a Paupisi i funerali diElisa Polcino, 49 anni, e il figlio Cosimo, 15, uccisi lo scorso 30 settembre dal marito di lei e padre del ragazzo, il 58enne Salvatore Ocone. Il sindaco ha proclamato il lutto cittadino dalle 13 fino al termine della cerimonia. “Ci stringiamo attorno ai familiari con affetto e preghiera – ha dichiarato l’amministrazione comunale –. Che la memoria di Elisa e Cosimo resti viva come richiamo alla pace, all’amore e al rispetto della vita”.
Intanto le autopsia hanno date le prime risposte: una pietra di dodici chili prelevata nel giardino di casa è l’arma con cui, secondo gli accertamenti disposti dalla Procura di Benevento, Salvatore Ocone avrebbe ucciso la moglie e il figlio, nella casa di famiglia a Paupisi. Le autopsie eseguite dal medico legale Francesco La Sala, su incarico del pubblico ministero Chiara Maria Marcaccio, confermano che entrambi sono morti per un unico colpo violento alla testa, inferto con estrema forza.
Elisa sarebbe stata colpita nel sonno, con il masso prelevato nel giardino dell’abitazione. La pietra, sequestrata dai Carabinieri della Compagnia di Benevento, presenta tracce compatibili con le lesioni riscontrate sul capo della donna. Gli esami autoptici, eseguiti dal dottor La Sala insieme all’anatomopatologo Pasquale Goglia e alla tossicologa Raffaella Petrella, hanno accertato che l’omicida avrebbe sollevato la pietra con entrambe le mani, schiacciandola sul capo della moglie. Un unico colpo, letale.
Per il figlio maggiore dell’uomo, Mario Ocone, era presente il medico legale Lamberto Pianese, consulente di parte. Il giovane è assistito dall’avvocato Nicodemo Gentile.
Anche il figlio quindicenne Cosimo è morto in modo analogo: l’autopsia sul corpo, trasferito dal Cardarelli di Campobasso all’ospedale “San Pio” di Benevento, ha evidenziato lesioni craniche simili a quelle della madre. Il ragazzo, però, non dormiva. Secondo i periti, sarebbe stato colpito nel soggiorno, probabilmente dopo aver intuito cosa stava accadendo. Sarebbe stato già privo di vita quando il padre lo ha caricato in auto insieme alla sorella Antonia, ferita gravemente, iniziando la fuga che lo ha portato fino a un uliveto nelle campagne di Campobasso, dove è stato catturato.
Le condizioni della figlia Antonia, 17 anni, restano gravi ma stabili. La giovane è ricoverata al Neuromed di Pozzilli, dove i medici hanno sospeso il coma farmacologico. Anche lei, secondo quanto emerso, sarebbe stata colpita nel sonno, riportando un trauma cranico severo. È l’unica superstite della strage insieme al fratello Mario, che vive a Rimini per motivi di lavoro.


