Da Termoli a Verona per amore di sua figlia: Vincenzo Paradiso sarà tedoforo alle Olimpiadi di Cortina
Ha lasciato lavoro e certezze per trasferirsi da Termoli a Verona, accanto alla figlia. Oggi Vincenzo Paradiso, 41 anni, è stato scelto come tedoforo per Milano-Cortina 2026. “Quella torcia rappresenta il mio percorso di padre: una luce che passa di mano in mano”.
C’è una fiamma che corre da una città all’altra, attraversando l’Italia e le vite di chi la porta. Ma quella che accompagnerà Vincenzo Paradiso, 41 anni, originario di Termoli, lungo il cammino verso Milano-Cortina 2026, è una fiamma ancora più profonda: quella di un padre che ha scelto di rimettere in gioco tutto per restare accanto a sua figlia.
“Fino al 15 luglio 2025 Termoli era casa mia – racconta – poi ho deciso di lasciare tutto: gli amici di sempre, la famiglia, e persino un lavoro stabile che mi accompagnava da vent’anni. Non per fuggire, ma per andare incontro a ciò che conta più di ogni certezza: mia figlia”.
Da tre anni la bambina vive a Verona con la madre, e la distanza, col tempo, era diventata un peso silenzioso. “Sentivo che la mia voce di padre rischiava di diventare un’eco lontana. Così ho scelto di esserci davvero: all’uscita da scuola, la sera prima di dormire, nelle piccole paure e nei sogni. Non solo un padre che telefona, ma un padre che abbraccia”.
In mezzo a questo nuovo inizio è arrivata la notizia della selezione come tedoforo. “Portare la torcia olimpica significa portare una fiamma simbolo di unione, di passione e di impegno. Per me quella fiamma rappresenta anche il mio percorso personale: la luce che mi ha spinto a cambiare vita per restare un papà presente”.

La storia di Vincenzo è una di quelle che raccontano, meglio di mille parole, il significato delle Olimpiadi: non solo sport, ma umanità e coraggio. “Questa esperienza non è solo un onore – spiega – è un messaggio. Una torcia che passa di mano in mano per ricordare che ogni scelta può essere luce per qualcuno. Nella mia vita, quella luce è mia figlia”.
Oggi Verona non è più soltanto il luogo dove vive. È la città dove sta ricostruendo il suo equilibrio, un passo alla volta. “Con meno certezze, certo, ma con un cuore che sa perfettamente la direzione verso cui correre: accanto a mia figlia”.



