Convalidato l’arresto di Salvatore Ocone dopo udienza in carcere. Stabile la figlia 16enne
Udienza breve nel carcere di Campobasso per il 58enne accusato di aver ucciso la moglie Elisabetta e il figlio Cosimo e di aver ridotto in fin di vita la figlia Antonia. Il giudice si è riservato, la decisione attesa nelle prossime ore ma la decisione è scontata. dal Neuromedi di Pozzilli aggiornano sulle condizioni della figlia 16enne: resta grave e in prognosi riservata, ma in condizioni stabili.
Un’udienza durata pochi minuti, con un esito che sembra già scritto. Questa mattina nel carcere di via Cavour a Campobasso si è svolta l’udienza di convalida del fermo per Salvatore Ocone, il 58enne di Paupisi accusato della strage familiare che ha sconvolto il Sannio e il Molise.
Davanti al gip Silvia Lubrano, alla presenza del difensore Giovanni Santoro, Ocone si è avvalso della facoltà di non rispondere. “Un passaggio tecnico – ha spiegato il legale – nel quale il gip si è riservato, ma l’esito è scontato. La procura ha chiesto la conferma della detenzione in carcere per la sussistenza di tutte e tre le esigenze cautelari. È solo una questione formale”.
Secondo Santoro, l’uomo “è molto provato, sia fisicamente che psicologicamente, oltre che sul piano morale e patologico”. Ocone non ha risposto alle domande del giudice: “Ha già reso dichiarazioni coperte da segreto istruttorio”. Il provvedimento del gip è atteso nelle prossime ore, ma l’arresto sarà convalidato e la misura cautelare confermata.
Intanto il 58enne resta recluso a Campobasso, in una cella singola sotto vigilanza rafforzata, dove si trova dalla sera del 30 settembre, dopo l’interrogatorio nella caserma dei carabinieri di via Mazzini.
Dal Neuromed di Pozzilli arrivano segnali cauti. Antonia, la ragazza di 16 anni ferita alla testa, resta sedata e intubata, in ventilazione meccanica controllata. I medici parlano di condizioni stazionarie nella gravità: la pressione arteriosa mostra un miglioramento graduale, la febbre è scomparsa e gli esami del sangue appaiono in leggero recupero. La Tac eseguita oggi ha confermato un quadro stabile, senza nuove indicazioni chirurgiche, ma la prognosi resta riservata. Una battaglia quotidiana, combattuta nel reparto di terapia intensiva, con lo sguardo dei sanitari e dei familiari puntato su ogni piccolo segnale che possa aprire uno spiraglio di speranza.
La vicenda che ha portato Ocone dietro le sbarre ha inizio all’alba di martedì 30 settembre, nella casa della famiglia a Paupisi, in provincia di Benevento. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 58enne avrebbe colpito a morte la moglie, Elisabetta Polcino, 49 anni, con una pietra, probabilmente mentre la donna dormiva. Subito dopo si sarebbe scagliato contro i figli minori: Antonia, 16 anni, e Cosimo, 15. La ragazza è stata colpita con violenza alla testa, riportando un trauma cranico severo; il fratello non è sopravvissuto all’aggressione.
Ocone avrebbe poi lasciato la casa con i due ragazzi sul sedile posteriore dell’auto, imboccando la strada verso il Molise. È stato intercettato nel tardo pomeriggio in località Ponte Rotto, tra Mirabello Sannitico e Ferrazzano, grazie anche all’avvistamento di un elicottero dei carabinieri. Lì le forze dell’ordine hanno trovato il corpo senza vita di Cosimo e la sorella gravemente ferita. Antonia, soccorsa d’urgenza, è ora ricoverata al Neuromed di Pozzilli, in coma farmacologico e in prognosi riservata dopo un intervento neurochirurgico.


