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Antonia, 16 anni, continua a lottare al Neuromed: condizioni stazionarie ma la prognosi resta riservata

Dopo l’ultima notte trascorsa tranquilla, le condizioni della ragazza non hanno subito variazioni. Stazionarie ma sempre gravissime, con edema cerebrale e ventilazione artificiale. Intanto il padre, Salvatore Ocone, è in carcere a Campobasso dopo la confessione per l’uccisione della moglie Elisa e del figlio Cosimo.

Un’altra notte è passata, e al Neuromed di Pozzilli l’angoscia resta immutata. Antonia, 16 anni e mezzo, continua a lottare tra la vita e la morte, vittima della furia del padre Salvatore Ocone. L’ultimo bollettino medico, diffuso oggi dalla clinica, parla di condizioni “stazionarie nel loro complesso”. La ragazza è ancora in coma farmacologico, intubata e collegata alla ventilazione artificiale, con edema cerebrale e focolai emorragici che però risultano stabili. La prognosi rimane riservata, ma i medici hanno segnalato un lieve miglioramento di alcuni valori ematici.

L’aggressione che l’ha ridotta così è la stessa che all’alba del 30 settembre ha spezzato due vite: quella della madre, Elisabetta (Elisa) Polcino, 49 anni, uccisa a colpi di pietra nel letto di casa a Paupisi, e quella del fratello minore Cosimo, 15 anni, trovato senza vita alcune ore dopo in Molise, lungo la strada che il padre aveva imboccato portando con sé i due ragazzi.

Ocone, 58 anni, è stato fermato dai carabinieri tra Mirabello Sannitico e Ferrazzano, non lontano da Campobasso. Subito dopo l’arresto, davanti al procuratore di Benevento Gianfranco Scarfò, ha confessato il duplice omicidio e il tentato omicidio della figlia. È rinchiuso nel carcere del capoluogo molisano, in una cella singola sotto sorveglianza.

Le indagini della Procura sannita puntano a ricostruire ogni dettaglio della strage. Gli accertamenti autoptici sul corpo di Elisabetta e su quello del figlio Cosimo dovranno chiarire tempi e dinamica dell’aggressione. A fare la prima drammatica scoperta era stata un’amica di famiglia, trovando la donna esanime nella camera da letto e segni evidenti di sangue nelle stanze della casa.

Nel piccolo paese del Sannio, il sindaco ha annunciato il lutto cittadino nel giorno dei funerali, quando la comunità potrà stringersi intorno ai familiari sopravvissuti. Intanto al Neuromed, dove ieri è stato anche il fratello maggiore della ragazza, che vive a Rimini e non si trovava a Pauspisi al momento degli omicidi, ogni aggiornamento è atteso con ansia: la speranza, fragile ma tenace, è che Antonia riesca a sopravvivere e a uscire da quel coma indotto che le ha permesso finora di resistere al trauma devastante subito.