Alzheimer: a Campobasso un centro d’eccellenza per diagnosi precoce e supporto ai pazienti
Al Cardarelli un percorso diagnostico-terapeutico integrato che unisce tecnologie avanzate, terapie personalizzate e sostegno alle famiglie
A pochi giorni dalla Giornata Mondiale dell’Alzheimer, l’attenzione si concentra sull’ospedale “A. Cardarelli” di Campobasso, dove il Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) di II livello rappresenta un punto di riferimento per la diagnosi e la cura della malattia. Guidato dal neurologo Nicola Iorio e da un’équipe multidisciplinare, il centro propone un percorso integrato e completo, che va dalla diagnosi precoce al supporto ai caregiver.
L’approccio parte da una valutazione accurata con visite neurologiche e neuropsicologiche,fondamentali per distinguere l’Alzheimer da altre forme di demenza. Attraverso test specifici, i medici riescono a individuare i segnali iniziali della malattia e a impostare i trattamenti nelle fasi precoci, quando l’intervento risulta più efficace.
Accanto alle terapie farmacologiche, il centro offre programmi di stimolazione cognitivaindividuale e di gruppo e incontri di psicoeducazione per i caregiver, un sostegno essenziale per le famiglie che si trovano a convivere con la malattia.
Un ruolo centrale è affidato anche alla tecnologia diagnostica avanzata. La medicina nucleare consente di visualizzare con precisione i segni dell’Alzheimer attraverso esami come la PET/TC con amiloide e FDG, che rilevano la presenza delle placche amiloidi e studiano il metabolismo cerebrale, e il DAT scan, utile per distinguere le diverse forme di demenza.
I benefici del percorso del CDCD di Campobasso sono concreti: una diagnosi più rapida e accurata, la possibilità di impostare un trattamento personalizzato e il coinvolgimento attivo delle famiglie, che diventano parte integrante del processo di cura.
Il centro si propone – nelle intenzioni – come modello di sanità avanzata, capace di coniugare innovazione clinica e attenzione umana. Un impegno che mira a migliorare la qualità della vita non solo dei pazienti, ma anche di chi ogni giorno si prende cura di loro.


