Un maiale come premio della lotteria di San Vincenzo: LNDC insorge, “scelta crudele e inaccettabile”
Animalisti contro l’iniziativa a Cercemaggiore: “Un essere vivente non è un trofeo da esibire né un oggetto da mettere in palio”. La Lega Nazionale per la Difesa del Cane chiede la revoca immediata e il rispetto delle norme sul benessere animale.
Animalisti contro l’iniziativa a Cercemaggiore: “Un essere vivente non è un trofeo da esibire né un oggetto da mettere in palio”. La Lega Nazionale per la Difesa del Cane chiede la revoca immediata e il rispetto delle norme sul benessere animale
Un maiale vivo come primo premio della lotteria di San Vincenzo Martire a Cercemaggiore. È questa l’iniziativa finita al centro di una dura presa di posizione da parte di LNDC Animal Protection, che ha scritto agli enti competenti per chiedere la revoca immediata del premio, giudicato “inaccettabile sotto il profilo etico, culturale e normativo”.
Gli animalisti spiegano che “gli animali non sono oggetti né beni di consumo da offrire come premi, ma esseri senzienti”, come riconosciuto dall’articolo 13 del Trattato europeo e dalla legislazione italiana. Ridurli a “vincita”, sostengono, significa svilire la loro dignità e trasmettere un messaggio diseducativo, soprattutto verso i più giovani, normalizzando lo sfruttamento della vita animale all’interno di una festa popolare.
“Offrire un maiale come premio di una lotteria è un gesto che calpesta valori di rispetto e responsabilità che una comunità dovrebbe invece promuovere. Non solo rischia di violare norme precise, ma manda un messaggio devastante: quello che un essere vivente possa essere trattato come un trofeo da esibire. È una scelta crudele, ingiustificabile e lontana dalla sensibilità dei cittadini”, ha dichiarato la presidente nazionale della Lega del Cane, Piera Rosati.
LNDC ricorda che in diverse Regioni italiane è già espressamente vietato offrire animali come premio, e che anche in Molise valgono le norme nazionali ed europee sulla protezione, il trasporto e la detenzione degli animali da reddito. “Un atto di responsabilità – conclude l’associazione – sarebbe sostituire il premio con un riconoscimento simbolico, mantenendo la finalità benefica dell’evento senza ledere i principi di rispetto della vita e delle leggi vigenti”.


