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Trignina, la rabbia dei sindaci: “Basta rinvii”. Al Ministero verrà chiesto raddoppio in pochi tratti

Anche i sindaci sono stufi delle promesse del Ministero e dell’inerzia dell’Anas sulla Trignina, tanto da svelare ormai il segreto di Pulcinella, cioè che il raddoppio dell’intera statale 650 è utopia. C’è chi è arrivato a definire “buffonata” l’incontro col ministro Salvini nel 2023 sullo stesso tema. Questo il clima che ieri sera 24 settembre ha caratterizzato l’incontro che si è svolto a Canneto di Roccavivara, dove circa cinquanta sindaci molisani e abruzzesi si sono ritrovati per discutere dell’annosa questione della Strada Statale 650 “Trignina”.

L’incontro, convocato dagli assessori regionali Andrea Di Lucente e Tiziana Magnacca, ha messo ancora una volta al centro i problemi di sicurezza della trafficata arteria che collega Abruzzo e Molise e che negli ultimi mesi è tornata tragicamente d’attualità per i gravi incidenti estivi.

vetrice trignina canneto

Sul banco degli imputati l’Anas, accusata dai sindaci di immobilismo e promesse mai mantenute. «Abbiamo acceso i riflettori su questa strada critica e pericolosa – ha dichiarato l’assessore Di Lucente –. I presidenti delle Regioni Abruzzo e Molise, i parlamentari e decine di sindaci hanno condiviso un’azione congiunta forte e pressante affinché si possa procedere con atti concreti. Chiediamo che si cominci a lavorare per step: raddoppio nei tratti possibili e messa in sicurezza dei punti più critici».

I sindaci hanno sottolineato come la Statale 650, nata come collegamento per i centri interni, oggi sopporti un carico di oltre settemila veicoli e circa 850 mezzi pesanti al giorno. «Non possiamo più perdere altro tempo – ha avvertito l’assessora Magnacca –. È il momento di superare appartenenze politiche e differenze istituzionali. Ai nostri territori serve un risultato concreto e non più rinviabile».

vetrice trignina canneto

Molti interventi hanno fatto emergere la sfiducia verso l’Anas e il disappunto per i mancati impegni del passato. Il vicesindaco di San Salvo, Eugenio Spadano, ha ricordato l’incontro del 2023 a Roma con il ministro Salvini, da cui non è seguita alcuna progettazione. Ancora più netto il sindaco di Celenza sul Trigno, Walter Di Laudo: «All’epoca ci dissero chiaramente che il raddoppio non si farà mai. E anche sulla sicurezza, Anas ci ha risposto che non ci sono soldi nemmeno per autovelox fissi o tutor».

Parole dure sono arrivate anche dal sindaco di Salcito, Giovanni Galli: «Basta ricordarci di questi problemi solo quando ci scappa il morto. Il raddoppio è ormai un libro dei sogni, ma dobbiamo almeno pretendere misure concrete».

Dalla platea, diverse proposte pratiche: concentrarsi su varianti già previste nei tratti di Fresagrandinaria e Mafalda, chiedere fondi nella prossima legge finanziaria per la progettazione, inserire la Trignina tra le priorità regionali. Presenti sindaci o amministratori di comuni abruzzesi e molisani quali Carunchio, Celenza sul Trigno, Chiauci, Cupello, Dogliola, Duronia, Fraine, Gamberale, Lentella, Liscia, Montefalcone nel Sanno, Monteodorisio, Palmoli, Pesche, Pescolanciano, Pietrabbondante, Roccavivara, Roccaspinalveti, Salcito, Frosolone, Montemitro, Trivento, Mafalda, Montenero di Bisaccia, San Felice del Molise, Sessano del Molise, San Giovanni Lipioni, San Salvo, Schiavi di Abruzzo, Torrebruna, Tufillo e Villafonsina.

trignina raddoppio sindaci

Intanto, sul piano tecnico, un primo passo è stato annunciato stamattina a Dogliola: l’installazione di quattro rilevatori di velocità tra San Giovanni Lipioni, Celenza, Fresagrandinaria-Lentella e Cupello. I dispositivi serviranno a monitorare per una settimana la velocità media dei veicoli e a fornire al prefetto di Chieti un quadro chiaro delle infrazioni. Solo dopo si deciderà se introdurre autovelox fissi o tutor.

Il prossimo appuntamento decisivo sarà il 30 settembre a Roma, quando una delegazione di sei sindaci – tre per Abruzzo e tre per Molise – parteciperà all’incontro al Ministero delle Infrastrutture con il sottosegretario Antonio Iannone. L’obiettivo dichiarato dei sindaci è portare sul tavolo del governo un mandato chiaro e unitario, con richieste precise di raddoppio dei tratti più pericolosi della Trignina e misure immediate di messa in sicurezza.