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|Stellantis, M5S: “Urso spettatore, Termoli vive di incertezza”. Chiesta audizione di ACC alla Camera
I deputati pentastellati Pavanelli, Appendino, Cappelletti e Ferrara attaccano il ministro dello Sviluppo: “Un triennio di immobilismo e chiacchiere”. Nella nota il richiamo alla Gigafactory mai realizzata e alle 1.823 famiglie coinvolte nel contratto di solidarietà. La scorsa settimana Appendino era stata davanti ai cancelli per incontrare operai e sindacati.
“Un triennio di servo encomio, tante chiacchiere e immobilismo. Adesso si fa un gran parlare del Piano Italia del gruppo Stellantis, che però continua a investire ovunque tranne che in Italia, dove ormai si configura come un generatore automatico di cassintegrati”. È l’attacco contenuto in una nota del Movimento 5 Stelle, firmata dai deputati Emma Pavanelli, Chiara Appendino, Enrico Cappelletti e Antonio Ferrara, che annunciano di aver presentato la richiesta di un’audizione di ACC alla Camera.
Il riferimento è diretto a Termoli, dove il progetto della Gigafactory si è arenato da oltre un anno e dove dal 1° settembre sono entrati in vigore 1.823 contratti di solidarietà. Una misura che rappresenta l’anticamera degli esuberi e che coinvolge quasi tutte le famiglie legate allo stabilimento.
“Sul polo molisano – proseguono i parlamentari M5S – Stellantis scarica ogni responsabilità su ACC, come se non fosse uno dei principali azionisti. La settimana scorsa i lavoratori hanno sottolineato i silenzi del governo, un menefreghismo che va di pari passo con quello dell’azienda. Su Termoli è giunto il momento di tracciare una rotta certa, e Urso non può fare ancora lo spettatore. Con l’ad Filosa ci aspettiamo un ministro a schiena dritta e non supinamente ossequioso, anche se i precedenti non sono incoraggianti”.
Il M5S richiama quindi il caso Termoli come esempio di un’industria automobilistica nazionale in declino. Un tema già al centro della visita di Chiara Appendino ai cancelli della fabbrica molisana lo scorso 5 settembre, quando la vicepresidente del Movimento aveva incontrato sindacati e lavoratori parlando di stipendi “da fame”, della necessità di un intervento diretto di Palazzo Chigi e persino dell’ipotesi di una partecipazione pubblica.
Oggi la denuncia dei deputati pentastellati rilancia la pressione sul governo e su Stellantis: “Ci sono 1.800 famiglie che vivono di incertezza assoluta. È tempo di inchiodare l’azienda alle proprie responsabilità”.


