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Sanità, Greco e Primiani: “Dopo Agnone ridotto a centro geriatrico toccherà all’ospedale di Isernia, mobilitiamoci contro la privatizzazione”

I consiglieri regionali del M5S annunciano ricorso contro l’ipotesi di chiusura dell’ospedale Caracciolo di Agnone e richieste di audizioni sul nuovo Programma operativo 2025/2027. Appelli alla mobilitazione dei cittadini per difendere il pubblico contro la strategia di privatizzazione del settore: “Si vuole fare del Molise la prima regione a gestione totalmente privata della sanità”

A 24 ore dall’articolo di Primonumero in cui sono stati anticipati i dettagli della riorganizzazione sanitaria, i consiglieri regionali del M5S Andrea Greco e Angelo Primiani hanno convocato una conferenza stampa per commentare il piano che domani, 12 settembre, i commissari ad acta Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo sottoporranno all’attenzione del Ministero della Salute.
Indignati entrambi per non essere riusciti – nel loro ruolo politico – ad accedere ai documenti ufficiali prima della stampa, i due esponenti di opposizione hanno commentato scelte e decisioni che a loro dire sono la strategia per fare del Molise “la prima regione a gestione totalmente privata della sanità”.
Il tema delle tasse più alte d’Italia e di quella che per Greco è “la lenta eutanasia dei servizi pubblici essenziali” renderebbe di fatto impossibile la sopravvivenza stessa del Molise.
Secondo il consigliere pentastellato il caso di Agnone, che non sarà più un ospedale ma un presidio di comunità con 20 posti letto, è emblematico: “Lo hanno ridotto a qualcosa a cavallo tra un ospizio e una casa di comunità, una sorta di centro geriatrico come aveva detto tempo fa l’assessore Di Lucente di cui si avvera il sogno e sono sicuro che il Veneziale di Isernia sarà la prossima vittima. Del resto se il ridimensionamento di queste strutture equivale a strozzarle, rendendole sempre meno produttive e attrattive, non ci si deve meravigliare se poi c’è carenza di personale. Il delitto perfetto in Alto Molise è stato consumato e mi aspetterei che l’Amministrazione comunale di Daniele Saia fosse in prima linea nella battaglia che sicuramente porteremo avanti anche col consigliere Massimo Romano promuovendo un ricorso contro la chiusura del Caracciolo”.
Anche per il collega Primiani il destino per questo ospedale doveva essere un altro: “Il DM 70 prevede che poteva diventare ospedale di area disagiata, l’unica cosa che si poteva fare senza deroghe non viene fatta, è assurdo. E poi si riducono drasticamente le Guardie mediche col risultato che i Pronto soccorso verranno ulteriormente ingolfati da codici bianchi e richieste di ricovero inappropriate. E’ assurdo, poi, che sulla mobilità attiva e passiva i commissari non abbiano nulla da dire. Ma ci rendiamo conto che ormai i molisani non si affidano più alle strutture pubbliche neppure per prestazioni di bassa complessità? Dopo 14 anni di commissariamento dobbiamo ancora subire tutte queste ingiustizie? Noi non ci stiamo e pretendiamo di essere informati su ciò che accade senza dover inseguire le indiscrezioni di Primonumero che fa benissimo il suo lavoro”.
Audizioni nelle Commissioni preposte e un pronunciamento del Consiglio regionale sono le prossime azioni politiche per le quali il M5S lavorerà in attesa di conoscere il parere del Tavolo tecnico sulla riorganizzazione contenuta nel nuovo Piano operativo 2025/2027.