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Rapina a mano armata al Sigma: “Mi ha puntato la pistola addosso e ha preteso l’incasso”

Il racconto della rapina armata del responsabile del punto vendita nel quartiere Vazzieri: “Oggi siamo tranquilli, ma il pensiero c’è sempre, non era mai successo nulla del genere qui” dice Gianmichele Madonna. L’indagine procede lentamente per assenza di immagini di videosorveglianza esterne al Sigma.

Il viavai di clienti del mattino, donne e pensionati per lo più, è uguale a qualunque altro giorno. Ma l’argomento di discussione tra scaffali e banconi è uno soltanto: la rapina a mano armata compiuta nel pomeriggio del 29 settembre nel piccolo supermercato del quartiere Vazzieri.

Le forze dell’ordine stanno indagando e non c’è ancora nessuna novità emersa ufficialmente dal loro lavoro col quale si sta tentando di dare un nome e anche un volto al ragazzo che intorno alle 15 di ieri si è fatto consegnare l’incasso minacciando il personale con una pistola.

rapina sigma

Se fosse un giocattolo o una vera arma non è ancora certo “ma io penso che fosse vera perché quando l’ha sbattuta sulla cassa intimandoci di consegnargli i soldi il rumore era pesante e metallico”.

A riferire questo particolare è Gianmichele Madonna, responsabile del punto vendita e testimone oculare, nonché, suo malgrado, uno dei protagonisti della rapina.

“Stavamo lavorando, il negozio era deserto a quell’ora, non c’erano auto neppure in strada, solamente io e un paio di colleghe. Il rapinatore è entrato chiedendo alla cassiera il denaro: era giovane, non credo avesse più di 25 anni, pensiamo fosse anche del posto, certamente molisano: indossava un passamontagna e quando mi sono avvicinato, allertato dalla mia collega che mi chiamava, mi ha puntato l’arma addosso dicendo anche a me di dargli il denaro”.

Nessuno dei presenti ha opposito resistenza e il ladro è scappato con un bottino di circa 500 euro imboccando la vicina scalinata che conduce in via Verga. Da lì ha fatto perdere le sue tracce.

Il Sigma non ha chiuso, nessuno dei dipendenti è tornato a casa: “Siamo rimasti qui, abbiamo continuato a lavorare e siamo stati ascoltati dalla Polizia. Oggi siamo tranquilli – dice Gianmichele – ma il pensiero a quei minuti c’è, non lo nego. Lavoro come responsabile da pochi mesi, ma nel punto vendita ci sono dal 2019 e non era mai accaduto nulla del genere, è stata la prima volta e spero anche l’ultima”.

Purtroppo, come lamentano spesso le forze dell’ordine, le telecamere di Campobasso sono ancora poche e il più delle volte anche le immagini raccolte si rivelano inservibili. La registrazione fatta all’interno del Sigma è utile ma non determinante perché non si sa se, per esempio, ci fosse un complice ad attendere il rapinatore. Improbabile una fuga a piedi, più possibile una in auto. Ma non si sa se qualche telecamera ha ripreso scene utili all’esterno del punto vendita.