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Pino Aristotile (Pd): “Mobilitazione contro l’agonia di Termoli, il Molise non può arrendersi”

Il consigliere di minoranza del Comune di Guglionesi interviene con una nota accorata sulla crisi dello stabilimento: “Da 2.600 a 1.800 operai in pochi anni, promesse non mantenute e famiglie divise. Serve mobilitazione vera: il Molise non può diventare terra di fuga e precarietà”

“Non rassegniamoci all’agonia lenta e silenziosa dello stabilimento di Termoli”. È un intervento sentito e senza giri di parole quello diffuso da Pino Aristotile, consigliere comunale di minoranza a Guglionesi, Pd, che esprime la sua solidarietà piena ai lavoratori Stellantis e invita il territorio alla mobilitazione.

“Con profondo rispetto e sincera solidarietà – scrive Aristotile – esprimo la mia vicinanza ai lavoratori dello stabilimento Stellantis di Termoli, che stanno vivendo una fase drammatica della propria storia industriale, personale e familiare”.

Lo stabilimento, ricorda l’esponente di opposizione, è attivo dal 1972 e ha rappresentato per decenni un motore sociale ed economico per tutto il Molise: “Ha permesso a migliaia di famiglie di costruire un futuro dignitoso, far studiare i propri figli, alimentare l’economia locale, sognare una pensione dopo anni di lavoro e sacrifici”.

Oggi, però, la realtà è ben diversa. “Dal 2019 a oggi siamo passati da 2.600 a 1.800 lavoratori: un’emorragia silenziosa fatta di pensionamenti, fuoriuscite incentivate, delusioni e promesse non mantenute. L’ultima è quella della gigafactory, che doveva rilanciare il sito con la produzione di batterie elettriche. Un progetto che appare oggi naufragato nel silenzio generale”.

Aristotile cita la fine della produzione del cambio ad aprile 2024 e del motore Fire a giugno, icona storica dello stabilimento termolese: “È il simbolo di un disimpegno industriale profondo, che rischia di diventare irreversibile”.

Ma a preoccupare non è solo il lato produttivo. “C’è anche il dramma umano di chi, fidandosi delle promesse della gigafactory, ha lasciato il lavoro per essere assunto da ACC. Oggi si ritrova all’estero, lontano dalla propria famiglia, senza certezze di rientro”.

Nell’elenco delle responsabilità, Aristotile non fa sconti: “Le istituzioni nazionali e regionali, con la loro inerzia o il complice silenzio, stanno negando il futuro a un intero territorio. Una mancanza di visione che ricorda casi tristemente noti come Termini Imerese o la Unilever di Pozzilli”.

L’appello finale è alla mobilitazione collettiva: “Il Molise non può diventare terra di spopolamento e precarietà. La mia solidarietà è totale, e la mia disponibilità alla mobilitazione è concreta. Non possiamo lasciare nulla di intentato. Dobbiamo difendere il lavoro, la dignità e il futuro della nostra comunità”.