Ospedale Agnone da riconvertire, il sindaco Saia pronto alla sciopero della fame. “Paghiamo già tanto, ora basta”
11 settembre 2025 | 13:40
Si dice pronto ad azioni forti, come lo sciopero della fame, il sindaco di Agnone Daniele Saia. “Il riconoscimento di ospedale di area particolarmente disagiata non è negoziabile”, gli fa eco la sua assessora al Sociale Sciullo. La presa di posizione, affidata a un videointervento sui social, segue la pubblicazione da parte di Primonumero di anticipazioni (sulla base di una preliminare visione dei documenti) rispetto al piano di riorganizzazione della sanità molisana stilato dai Commissari ad acta e che sarà oggetto, domani, di una riunione al Ministero. Un piano che – tra le altre cose – depenna l’ospedale Caracciolo, da riconvertire in casa della comunità.
Non si è fatta attendere la risposta del primo cittadino, peraltro presidente della Provincia di Isernia. Usa parole come ‘pretendiamo’, perchè l’unica cosa che può dare speranza al territorio – afferma in video – è la presenza di un ospedale. “Ci si sciacqua sempre la bocca con la questione dei servizi nelle aree interne, e poi?” Si chiede inoltre quanto costerebbe invece la manutenzione del territorio nel caso di un abbandono cospicuo da parte dei cittadini nel momento in cui un presidio sanitario del genere venisse meno. Una battaglia – quella di Saia – che vuole essere anche un simbolo per tutte le aree interne: anche per questo chiama a raccolta tutti gli amministratori e i cittadini d’Italia che si trovano in contesti come quello di Agnone.

Il suo vicesindaco, dottor Di Nucci, non è più morbido. Parla senza mezzi termini di area disastrata e “riteniamo che l’ospedale sia l’unica soluzione per assicurare ai cittadini di questo territorio una sanità decente”. Risibile, a suo dire, la motivazione economica sottesa all’orientamento dei Commissari.
“Abbiamo pagato già tanto, in termini di tassazione e sopportazione di servizi inadeguati. Non è accettabile questo ulteriore scotto” conclude l’assessore Sciullo. “Questa condizione non è negoziabile, parliamo di diritto alla salute, diritto a vivere i territori a al futuro. La sanità è fondamentale per questo”.
Di seguito il post di Daniele Saia e il video
“Se la notizia di riconversione dell’ospedale Caracciolo di Agnone in presidio di comunità, come riportato da Primonumero, dovesse essere confermata, sono pronto a uno sciopero della fame per tutelare il diritto alla salute dei cittadini delle Aree Interne.
Il presidio di comunità garantirebbe solo assistenza sanitaria di base, chiaramente una soluzione insufficiente per chi vive distante dai grandi centri e dagli altri ospedali. Chi legifera a livello nazionale sembra non capire che i costi di mantenimento di aree spopolate sarebbero molto più alti rispetto a quelli necessari per garantire servizi. Ci vogliono arresi al nostro destino, ma noi resisteremo”.
Osp



