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Omicidio nelle campagne di Melanico, 23 anni ad Ennio Amorfino per la morte del bracciante Todorov

La condanna emessa oggi in Corte d’Assise a Campobasso: la Procura di Larino aveva chiesto l’ergastolo per l’imputato, un 39enne di Santa Croce, ma gli sono state concesse le attenuanti generiche

La Corte d’Assise di Campobasso ha condannato a 23 anni per omicidio volontario Ennio Amorfino, 39enne di Santa Croce di Magliano finito a processo per la morte del bracciante bulgaro Todorov Rayko, 37enne ucciso a bastonate in aperta campagna in località Melanico nella notte tra il 7 e l’8 febbraio 2024 e per cui Amorfino si trovava già in custodia cautelare.

Oggi, 12 settembre, la sentenza in Tribunale a Campobasso. La Procura di Larino aveva chiesto per l’uomo accusato di omicidio l’ergastolo, ma sono state concesse le attenuanti generiche. I legali dell’imputato, residente a Santa Croce, hanno annunciato già il ricorso in appello. Le motivazioni della sentenza saranno rese note fra 90 giorni.

L’omicidio del bracciante bulgaro aveva molto colpito la comunità, non solo quella di Santa Croce. La vittima, probabilmente persasi nelle campagne mentre era alla guida del suo furgoncino, è stata trovata in una pozza di sangue dai Carabinieri intervenuti per la segnalazione di un presunto furto in un’azienda agricola. Amorfino svolgeva – secondo gli accertamenti effettuati – il ruolo di guardiano (non armato) dei mezzi agricoli parcheggiati nel cantiere del metanodotto al confine tra Molise e Puglia a Melanico, frazione a circa 15 chilometri dal paese. Probabilmente ritenuto presente nel posto per commettere furti al cantiere aziendale, Todorov è stato brutalmente aggredito e la morte è sopraggiunta dopo poco in ospedale, causata – come stabilito dall’autopsia – da 3 colpi di forte intensità sul cranio.

Un arresto lampo, quello di Amorfino, ora condannato a scontare 23 anni di carcere.