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La Del Giudice venduta all’asta: azienda napoletana rileva lo storico marchio molisano

La storica azienda lattiero-casearia Del Giudice di Termoli, fondata nel 1957 e da anni in crisi, è stata venduta all’asta dopo il fallimento dichiarato a fine 2023. A rilevarla è stata un’impresa casearia napoletana, evitando così lo smembramento e garantendo il saldo delle spettanze ai lavoratori. Si chiude un lungo capitolo industriale molisano, ma si apre una nuova fase con la speranza di rilancio.

Finisce all’asta, ma si salva dalla frammentazione, la storica azienda casearia Del Giudice di Termoli. Dopo il fallimento dichiarato a dicembre 2023, la procedura giudiziaria ha portato alla vendita del complesso aziendale che includeva la Novaltis Srl, subentrata nel 2021 come affittuaria del ramo d’azienda. A rilevare tutto è stata una solida impresa casearia napoletana, attiva da generazioni nella produzione di fior di latte, mozzarella, provola e altri formaggi freschi.

La notizia è stata confermata da fonti sindacali e da alcuni lavoratori, che hanno accolto con sollievo l’arrivo della nuova proprietà. I circa cinquanta dipendenti in servizio, infatti, stanno ricevendo in questi giorni il saldo delle spettanze pregresse, segnale concreto del passaggio di consegne e di una prospettiva di rilancio.

Un epilogo positivo, almeno sul piano occupazionale, per una storia imprenditoriale iniziata nel 1957 e divenuta per decenni sinonimo di latte fresco in Molise e nel centro-sud Italia. Negli ultimi anni, però, la Del Giudice aveva attraversato una lunga crisi finanziaria, sfociata nel concordato preventivo e infine nella liquidazione giudiziale.

Del giudice

Nel 2021 era nata la Novaltis Srl, guidata da tre donne della famiglia Del Giudice con l’obiettivo dichiarato di salvaguardare i livelli occupazionali, riorganizzare la produzione e rilanciare l’attività anche online. La nuova società aveva preso in affitto il ramo d’azienda, puntando su sostenibilità, packaging rinnovato, energie rinnovabili e nuovi mercati. Ma le difficoltà economiche e gestionali non si sono mai risolte del tutto.

Negli ultimi dodici mesi, i lavoratori della Novaltis avevano denunciato ritardi cronici nei pagamenti degli stipendi, culminati in uno sciopero alla fine di gennaio 2025, con le mensilità di novembre e dicembre ancora da saldare. Proteste che si erano ripetute nel tempo, alimentando un clima di incertezza e malcontento.

Il futuro dell’azienda era legato a doppio filo con l’esito della procedura fallimentare della Del Giudice, e dopo due aste andate deserte, è stata la terza ad aggiudicare la vendita del complesso aziendale, evitando lo scenario peggiore: quello della disgregazione dell’attività produttiva e della vendita “a pezzi”, come accaduto in passato ad altri simboli industriali del territorio, come lo Zuccherificio del Molise.

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Ora si apre una nuova fase. La proprietà napoletana – di cui al momento non si conoscono i dettagli pubblici dell’offerta economica, pare un sesto del prezzo iniziale superiore ai 15 milioni di euro – ha dato un primo segnale di serietà onorando i debiti verso i lavoratori. L’auspicio, per Termoli e per l’intero comparto agroalimentare molisano, è che la produzione di latte e formaggi possa continuare, certo sotto un’insegna diversa ma nel solco della tradizione.