Campomarino
|Incendio sul Saccione, 4 ettari in fumo. Giornata difficile per i roghi anche in altri comuni bassomolisani
Fiamme nel tardo pomeriggio lungo il Saccione: in poche ore divorati circa 4 ettari tra incolto e bosco. In azione Vigili del Fuoco di Campobasso (con autobotte da Termoli) e volontari AIB di Campomarino; bonifica in corso. Giornata impegnativa anche per altri roghi a Petacciato, San Giacomo degli Schiavoni e Santa Croce di Magliano.
Nel tardo pomeriggio di oggi, poco dopo le 17, un incendio di vegetazione è divampato lungo l’area del fiume Saccione, al confine tra Campomarino e la Puglia. Le fiamme, alimentate dal vento caldo e dal caldo che ha interessato la zona, hanno rapidamente divorato circa tre ettari di terreno incolto e un ettaro di bosco.
Sul posto è intervenuta una squadra del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Campobasso, impegnata nella campagna estiva antincendio boschivo 2025, che in Molise si svolge grazie alla convenzione sottoscritta con la Prefettura di Campobasso, la Protezione Civile regionale e la Direzione dei Vigili del Fuoco. In supporto è arrivata anche un’autobotte dal distaccamento di Termoli e una squadra di volontari Aib di Campomarino.
Gli uomini del 115 hanno lavorato per ore per contenere le fiamme e impedire che l’incendio, sviluppatosi in una zona sensibile dal punto di vista naturalistico e agricolo, potesse estendersi oltre il fronte già compromesso. In serata erano ancora in corso le operazioni di bonifica, indispensabili per evitare che eventuali braci rimaste accese possano riaccendere il fuoco.
Quello del Saccione non è stato l’unico rogo della giornata: le squadre dei Vigili del Fuoco sono state chiamate a intervenire anche a Petacciato, San Giacomo degli Schiavoni e Santa Croce di Magliano, dove altri incendi di vegetazione hanno impegnato i mezzi e gli uomini già provati da un’estate particolarmente difficile.
Un bollettino che conferma come il Molise, anche in questo settembre e alla vigilia dell’autunno, resti vulnerabile al rischio incendi, con ettari di vegetazione perduti e un patrimonio ambientale che, ancora una volta, va in fumo sotto gli occhi della collettività.


