Il sindaco di Isernia vuole tenersi stretti i medici stranieri all’ospedale Veneziale: “Incentivi per chi resta”
Il primo cittadino Piero Castrataro accoglie la richiesta dei professionisti italo-venezuelani disposti a restare in Molise a patto di uscire dal tempo determinato e annuncia di aver predisposto una serie di incentivi su affitti, corsi di lingua italiana e misure a sostegno delle famiglie dei medici che stanno già operando in Molise e nell’ospedale Veneziale.
Dopo l’incontro all’Asrem e in Consiglio regionale, a tendere una mano ai medici italo-venezuelani che vorrebbero restare in Molise a lavorare è il sindaco di Isernia Piero Castrataro.
In una nota il primo cittadino ha fatto sapere che per superare la carenza di personale al Veneziale l’ente da lui amministrato (Palazzo San Francesco) è pronto a varare un pacchetto di misure per incentivare i medici a stabilirsi sul proprio territorio.

Il sindaco isernino ha incontrato anche lui i professionisti che da quattro anni sono in servizio nelle strutture sanitarie della regione e che, proprio ieri, hanno ribadito la loro disponibilità a restare a patto che ci sia una stabilizzazione che li strappi dal tempo determinato e anche il riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero.
Argomenti sui quali il presidente del Consiglio regionale Quintino Pallante ha garantito il proprio impegno annunciando di voler portare la questione all’attenzione dell’assemblea di via IV Novembre.
Nel frattempo Castrataro ha potuto toccare con mano e dalla diretta voce dei professionisti quanto accade nel ‘suo’ ospedale.
“Le difficoltà maggiori – ha scritto il sindaco – continuano a registrarsi al Pronto Soccorso, cuore pulsante e primo presidio delle urgenze, ma non mancano criticità anche nei reparti, che operano con una dotazione di personale in alcuni casi dimezzata rispetto al fabbisogno minimo. La necessità di potenziare gli organici è ormai inderogabile. A tale scopo, prezioso è stato e continua ad essere il contributo dei medici stranieri giunti a supportare il nostro sistema sanitario nella fase pandemica e tutt’ora in servizio negli ospedali molisani, compreso quello isernino. Proprio in queste ore i professionisti italo venezuelani hanno chiesto alla politica regionale e alla Asrem maggiore stabilità, confermando la loro piena disponibilità, anche mediante l’arrivo di ulteriore personale medico, a sostenere il Molise e le sue strutture ospedaliere. Una strada che ritengo debba essere percorsa ad integrazione dei regolari concorsi per il reperimento di personale medico. Una strada che, al contempo, necessita di azioni mirate a stimolare i professionisti della sanità a scegliere il nostro territorio quale luogo in cui vivere e lavorare”.
Il Comune, questo lo precisa lo stesso sindaco, non ha competenza sulla materia, ma ha voluto comunque fare la sua parte assicurando agevolazioni per i medici e le loro famiglie.
“L’ente di Palazzo San Francesco, a tale scopo, sta predisponendo un pacchetto di misure agevolative per medici italiani e stranieri, che vorranno stabilirsi ad Isernia con le proprie famiglie e rafforzare l’organico dell’ospedale Veneziale. Parliamo di incentivi per gli affitti, corsi di lingua italiana e strumenti di sostegno alle famiglie. Contestualmente, esprimo massima vicinanza e gratitudine ai medici e agli operatori sanitari del nosocomio pentro che, nonostante le difficoltà, continuano a garantire un servizio eccellente con dedizione e sacrificio. A loro non va solo riconosciuto un sostegno morale, ma un impegno istituzionale che non può più essere rimandato”.
Infine l’annuncio: “Nelle prossime ore illustrerò anche ad Asrem e Regione Molise le azioni che il Comune di Isernia intende mettere in campo per dare il proprio contributo al potenziamento e al necessario rilancio dell’ospedale di Isernia, punto di riferimento per i cittadini molisani e non”.
Intanto l’azienda sanitaria con deliberazione del direttore generale datata ieri 8 settembre ha indetto un nuovo avviso pubblico per il conferimento di 10 incarichi libero professionali a medici specialisti in medicina e chirurgia di accettazione e urgenza, medici in quiescienza specialisti nella stessa disciplina, medici specializzandi iscritti all’ultimo e al penultimo anno della scuola di specializzazione in medicina d’emergenza e urgenza ma anche medici specializzandi iscritti al secondo,terzo, quarto e quinto anno della scuola di specializzazione (ma per un massimo di 8 ore settimanali) nonché laureati in medicina e chirurgia abilitati all’esercizio della professione ed iscritti all’ordine professionale. Il tutto sempre per reclutare medici di questa disciplina in considerazione della gravissima carenza di personale presso le sedi dell’A.S.Re.M nonostante l’indizione di vari concorsi per il reperimento di professionisti di questa disciplina e dunque delle carenze di organico nei pronto soccorso dei nosocomi regionali.



