I 30 medici italo-venezuelani del Covid ora vogliono restare in Molise
Riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero e stabilizzazione da parte dell’Asrem tra le richieste portate al tavolo del Consiglio regionale dove il presidente Pallante si è mostrato possibilista ad accogliere le istanze di circa trenta professionisti in servizio negli ospedali molisani dai tempi del Covid
Sono più di trenta i medici italo-venezuelani in servizio negli ospedali e strutture sanitarie accreditate del Molise. Una delegazione è stata ricevuta questa mattina a Palazzo D’Aimmo da consiglieri e presidente del Consiglio regionale. Coi professionisti sudamericani anche Marinellys Tremamunno, la giornalista che presiede una associazione (Venezuela la piccola Venezia APS) e che nel pomeriggio ha incontrato la stampa locale dinanzi all’Asrem per ribadire, in qualità di loro portavoce, la disponibilità a proseguire e rafforzare il proprio impegno in regione.
“Con il giusto sostegno istituzionale – questo si diceva poco prima dell’incontro con gli organi di informazione – la presenza dei medici italo-venezuelani potrebbe crescere ulteriormente, diventando una risorsa stabile e strategica per la sanità regionale”.

Da ormai quattro anni, cioè dall’emergenza Covid, la presenza di questi professionisti ha tamponato la carenza di sanitari italiani tra corsie ospedaliere e reparti.
Durante l’incontro di stamattina è stato anche ribadito ciò che gli italo venezuelani chiedono da tempo e cioè il riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero e – in questo caso la richiesta è rivolta soprattutto all’Asrem – se l’azienda molisana ha intenzione di stabilizzarli per superare il tempo determinato.
Il presidente Quintino Pallante, facendo sintesi dei diversi interventi, si è detto disponibile a studiare con i vari esponenti delle forze politiche consiliari la possibilità preparare un atto di indirizzo dell’Assemblea che sostenga presso il Ministero della Salute e con le strutture sanitarie regionale competenti “le giuste istanze dei medici venezuelani ascoltati oggi, al fine di dare a loro e alle rispettive famiglie prospettive concrete per un futuro lavorativo in Molise” come è stato detto a margine dell’incontro.



