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Gigafactory, l’Europa apre la porta: “Ma se l’Italia non decide, Termoli resta al palo”

Gravina (M5S): “Disponibili 1,8 miliardi per le batterie e misure Ue già pronte. Ma il Governo nazionale tace, Stellantis si nasconde e la Regione Molise resta muta”. Bruxelles conferma anche l’attivazione di 43 milioni FESR per tecnologie pulite.

Il progetto della Gigafactory di Termoli “non è affatto tramontato”, ma è fermo in attesa che lo Stato italiano decida se sostenerlo oppure no. È quanto emerge dalla risposta ufficiale della Commissione europea all’interrogazione presentata dagli europarlamentari del Movimento 5 Stelle, commentata oggi dal consigliere regionale Roberto Gravina.

“La Commissione – sottolinea Gravina – ha confermato che gli strumenti europei per sostenere il settore delle batterie sono attivi, e che spetta al Governo decidere se e come utilizzarli. In particolare, sono ancora disponibili 1,8 miliardi del Fondo per l’innovazione e sono in arrivo misure dedicate con il pacchetto Battery Booster. Insomma, il quadro c’è, ma la scelta politica è tutta nelle mani dell’Italia”.

Gravina torna a incalzare l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni e, indirettamente, Stellantis stessa: “La risposta di Bruxelles mette nero su bianco ciò che denunciamo da tempo: la Gigafactory rischia di rimanere un annuncio senza futuro. Stellantis non può far finta di essere un soggetto neutrale: è socio fondatore di ACC. Che posizione ha in questa vicenda? Davvero si limita a fare da spettatore?”.

Parole dure che fanno eco a una situazione che, nelle ultime settimane, si è fatta ancora più incerta: con la chiusura definitiva della linea Fire a giugno e l’avvio del nuovo contratto di solidarietà per tutti i 1.823 dipendenti, il futuro dello stabilimento di Termoli appare più fragile che mai. “La politica nazionale – denuncia Gravina – non fa chiarezza, e questo alimenta la preoccupazione dei lavoratori e dell’intero territorio”.

Nel documento firmato dal vicepresidente esecutivo della Commissione, Stéphane Séjourné, si fa riferimento anche a una prospettiva di mercato tutt’altro che negativa: “La transizione energetica offre opportunità enormi – ricorda Gravina citando Ursula von der Leyen –. Il mercato globale delle batterie è destinato a raddoppiare nei prossimi cinque anni, e quello delle auto elettriche è in forte espansione: in Europa, le vendite sono cresciute del 25% su base annua”.

“Chi sostiene che l’elettrico non abbia futuro – commenta il consigliere regionale – mente o non conosce i dati. Il vero rischio è che l’Italia resti ai margini, mentre altri Paesi si prendono i benefici economici e occupazionali della transizione. È proprio per questo che serve un intervento deciso: Termoli può e deve essere parte della filiera europea delle batterie”.

Infine, una stoccata anche alla Regione Molise. Bruxelles ha segnalato di aver approvato la modifica del Programma FESR 2021-2027, con due nuove priorità per le tecnologie pulite e digitali, per un valore di circa 43 milioni di euro. “Questa notizia – conclude Gravina – dovrebbe essere al centro di un dibattito serio in Consiglio regionale. Noi abbiamo già depositato una mozione per chiedere chiarezza. Come verranno utilizzate queste risorse? C’è un legame con la vertenza Stellantis? La Regione non può restare a guardare, né limitarsi a fare da eco alle dichiarazioni del ministro Urso. Servono decisioni vere, davanti ai cittadini”.