Dal basso
|“Fiat mostra famiglie felici negli spot. Qui ne spegne 2.000”: la proposta di Pierfrancesco Citriniti
Dal 1° settembre tutti i lavoratori dello stabilimento Stellantis di Termoli sono entrati i contratto di solidarietà. Con la Gigafactory ancora bloccata e il futuro industriale incerto, l’attivista Pierfrancesco Citriniti lancia un appello alla città e alle istituzioni: “Servono gesti forti, non più solo parole. Facciamo rete e rompiamo il silenzio della multinazionale”.
Dal 1° settembre, per la prima volta, tutti i lavoratori dello stabilimento Stellantis di Termoli — 1.823 dipendenti in totale — sono coinvolti nel contratto di solidarietà, in vigore fino alla fine di agosto 2026. Una misura accolta come il male minore, ma che conferma un trend preoccupante: Termoli continua a navigare a vista, tra produzioni in calo, commesse che si spostano altrove e promesse industriali mai mantenute. Il progetto della Gigafactory è fermo, nonostante la promessa di una risposta entro giugno. L’unica nuova produzione in vista — quella del cambio elettronico per auto ibride — è prevista non prima della fine del 2026. E nel frattempo, la produzione dei motori endotermici sopravvive in un perimetro sempre più ristretto, con reparti chiusi, spostamenti interni e una domanda in forte contrazione.
Mentre le sigle sindacali chiedono un tavolo a Palazzo Chigi e anche il vescovo di Termoli-Larino, mons. Palumbo, ha preso posizione per il futuro del lavoro, c’è chi propone una forma di mobilitazione collettiva diversa. Tra questi, Pierfrancesco Citriniti, che lancia un’iniziativa civile dal basso: una campagna quotidiana sui social per colpire l’immagine pubblicitaria del colosso automobilistico e restituire visibilità alle famiglie molisane dimenticate.
Intervento di Pierfrancesco Citriniti
NON BASTANO PIÙ LE PAROLE. SERVONO GESTI FORTI.
Cari cittadini termolesi,
A Termoli ci sono 2.000 famiglie con il fiato corto perché Stellantis decide che siamo numeri e non persone. Non possiamo accettare in silenzio. Oggi più che mai la nostra comunità ha bisogno di unirsi. Non siamo soli: altre città italiane vivono lo stesso dramma, con lavoratori e famiglie messe in difficoltà dalle decisioni di Stellantis/Fiat. Non possiamo restare spettatori.
Propongo una mobilitazione nuova, che colpisca dove fa più male: l’immagine dell’azienda.
Per questo lancio una proposta chiara:
ogni giorno, tutti insieme, cittadini, associazioni, sindacati, commercianti, studenti, dobbiamo pubblicare un post che sveli la contraddizione tra la pubblicità patinata di Fiat/Stellantis e la realtà amara di Termoli.
Un’onda quotidiana, che parte da Termoli e arrivi ovunque. Che racconti la verità.
È un gesto simbolico ma potente: se lo facciamo tutti insieme, Termoli diventa la voce di tutte le città colpite, e la nostra comunità diventa impossibile da ignorare.
Non solo noi. In questa sfida devono metterci la faccia anche:
Il primo cittadino di Termoli Nico Balice, perché è il nostro punto di riferimento e deve essere la voce ufficiale della città.
La politica regionale, a partire dal Presidente della Regione Francesco Roberti e tutta la giunta, perché Termoli non può essere lasciata sola e il Molise intero deve sentirsi parte di questa battaglia.
La politica nazionale, con il Senatore Costanzo Della Porta, Cesa e Lotito, perché non è un problema locale: è un tema che riguarda l’Italia, il lavoro e la dignità.
Non è un attacco. È un atto di verità e di difesa.
Ogni post sarà una crepa nell’immagine scintillante della multinazionale. Tante crepe insieme diventano una forza capace di aprire uno spiraglio di futuro.
Chiedo che questa diventi la sfida di tutti: un popolo intero che ogni giorno ricorda al mondo che Termoli non si arrende.
Oggi non basta più indignarsi:
serve un gesto forte, collettivo, che metta Termoli al centro e costringa Stellantis a guardare in faccia la nostra comunità.
Non basta più un comunicato, non basta più una stretta di mano.
Qui serve metterci la faccia e avere il coraggio. Il sindaco per primo, insieme a tutta la comunità, deve lanciare un segnale forte e senza paura di disturbare il potente.
NON SI VIENE A SFRUTTARE UN TERRITORIO E POI A SPEGNERLO COME SE NULLA FOSSE.
Esempi di post da condividere
“Fiat mostra famiglie felici negli spot. Qui ne spegne 2.000.”
“Ogni auto venduta oggi ha dentro un pezzo di lavoro tolto a Termoli.”
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