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Energia Pulita, l’azienda e la sua bomba ambientale passano a una società di recupero crediti

Cinque mesi dopo lo stop imposto agli impianti, nulla è cambiato nel piazzale dell’azienda di Termoli: le ecoballe sono ancora lì, il sito resta fermo. Intanto la società è stata ufficialmente ceduta alla Società Gestione Crediti Srl (SGC), attiva nel recupero crediti, con sede a Termoli. Energia Pulita mantiene la propria autonomia, ma il futuro resta da scrivere.

A Termoli, nel piazzale dell’impianto di Energia Pulita Srl, il tempo sembra essersi fermato. Sono passati cinque mesi dallo stop imposto agli impianti della ditta finita sotto i riflettori della Direzione Distrettuale Antimafia, ma le montagne di rifiuti accatastati all’esterno dello stabilimento sono ancora tutte lì. Nessun mezzo in movimento, nessun carico rimosso, nessun segno evidente di un’operazione di bonifica. Una distesa di ecoballe e rifiuti compressi continua a occupare l’intera area esterna, esattamente come a marzo, quando la società aveva annunciato che, nel giro di poche settimane, l’impianto sarebbe stato svuotato. Le immagini scattate nelle ultime ore testimoniano una situazione rimasta invariata, nonostante le rassicurazioni dei vecchi gestori.

La novità, che circolava da tempo, è ora ufficiale: le quote di Energia Pulita Srl sono state interamente acquistate da Società Gestione Crediti Srl (SGC), con sede in via Isole Eolie a Termoli. Si tratta di una società operante nel settore del recupero crediti e collegata alla famiglia Fiardi e a Daniele Di Blasio, attiva anche in altri settori imprenditoriali e immobiliari. A confermare l’avvenuta cessione è Francesco Fiardi. Energia Pulita continua ad operare in modo autonomo, ma la proprietà è ora in capo a SGC al 100%. “La cessione è avvenuta – spiega Fiardi – e stiamo lavorando per trovare la soluzione migliore rispetto alla situazione in essere”.

Una trattativa condotta in tempi rapidi, conclusa circa un mese e mezzo fa. La nuova proprietà si è fatta carico dell’intera struttura e ha scelto di mantenere i dipendenti in forza, in attesa di capire come e quando l’attività potrà riprendere. L’intenzione dichiarata è quella di partire proprio da qui: rimuovere le tonnellate di rifiuti accumulate, riportare ordine nel piazzale e solo in un secondo momento valutare se e come rilanciare l’impianto.

A colpire, oggi, è il contrasto tra le promesse di risanamento fatte in primavera e lo scenario reale del sito di via Marco Biagi. I cumuli di rifiuti sono esposti all’aria aperta, visibili da ogni lato, mentre intorno al perimetro il terreno è stato ripulito alla meglio, senza che vi sia stato un reale intervento strutturale.

Il nome di Energia Pulita è stato al centro di una vasta inchiesta antimafia della DDA di Campobasso, che ha coinvolto diversi soggetti legati alla precedente gestione. Le accuse – da dimostrare in sede processuale – parlano di favori amministrativi, autorizzazioni facilitate e rapporti con ambienti della criminalità foggiana. Al centro dell’indagine l’imprenditore Giuseppe Di Geronimo, considerato il regista occulto delle attività aziendali. La vicenda coinvolge  anche Francesco Roberti, oggi presidente della Regione Molise, che all’epoca dei fatti era sindaco di Termoli, presidente della Provincia e membro del CdA del Consorzio Industriale. Su Roberti non pendono accuse legate a reati mafiosi, ma è indagato per corruzione, ipotesi rispetto alla quale si è sempre dichiarato estraneo. Nelle prossime settimane è attesa la decisione del Gip: rinvio a giudizio o archiviazione.

Secondo la Procura antimafia, Energia Pulita avrebbe ottenuto autorizzazioni e corsie preferenziali per operare e ampliare le attività. In cambio, i favori non si sarebbero concretizzati in mazzette ma in incarichi fittizi, assunzioni e pressioni su aziende concorrenti. L’azienda avrebbe inoltre agito con la protezione del gruppo mafioso riconducibile a Francesco Paolo D’Aloia, detto “Zio Franco”, esponente della malavita foggiana.

Le intercettazioni ricostruiscono un meccanismo nel quale rifiuti pericolosi venivano declassificati illegalmente per abbattere i costi di smaltimento, generando profitti a scapito dell’ambiente. L’impianto, con sede nel Nucleo industriale Cosib, sarebbe così diventato una piattaforma operativa privilegiata per traffici illeciti su scala interregionale. Tutte le contestazioni restano ovviamente al vaglio dell’autorità giudiziaria.

Il caso Energia Pulita: affari pericolosi e protezione mafiosa tra Termoli e Foggia

Nel dicembre 2024, mentre la DDA completava le indagini, la Regione Molise approvava una modifica sostanziale all’Autorizzazione Unica Ambientale, che consentiva lo stoccaggio fino a 103.103 tonnellate l’anno. La determinazione, firmata dal Servizio Tutela Ambientale della Regione, era l’ultimo atto ufficiale in ordine di tempo. Poco dopo, il 1° aprile 2025, Energia Pulita comunicava la sospensione dei conferimenti “fino a data da destinarsi” per operazioni di ripristino, mentre i mezzi meccanici restavano fermi e i rifiuti continuavano ad accumularsi. Intorno all’impianto nessuna delle prescrizioni più evidenti – come le barriere vegetali richieste già nel 2022 – è stata rispettata. L’intero piazzale, ampliato anche con l’area ex-SAM, è rimasto una distesa a cielo aperto di ecoballe visibili da ogni angolazione.

Il passaggio alla SGC Srl, confermato anche dai vertici del Cosib, apre una nuova fase. Ma l’eredità è pesante: un impianto fermo, nessuna autorizzazione operativa attiva, tonnellate di rifiuti stoccati da smaltire e una crisi ambientale visibile a occhio nudo. Ora la parola passa alla nuova proprietà, che si trova davanti a una scelta non da poco: ripulire e ripartire, oppure archiviare una stagione opaca del ciclo dei rifiuti in Molise.