TERMOLI
|Ciciola resta al suo posto, Giunta Balice la difende: “Qui da un anno, ma scontiamo errori su verde e differenziata fatti da sinistra”
La mozione di sfiducia – dichiarata inammissibile dal presidente Ciarniello – all’Assessore all’Ambiente non è stata neanche messa ai voti ma la discussione sul tema è stata accesa. Negligenza, mancato controllo, inadeguatezza e immobilismo le accuse della opposizione, mentre la maggioranza compatta ha respito tutto e ha contrattaccato. “Peccato originario commesso ai tempi della Giunta Sbrocca. Il nuovo bando (quello con la Rieco è in scadenza) durerà 3 anni e non 7 come avete fatto voi”
“Una mozione irricevibile che vi invitiamo a ritirare”: l’appello è caduto nel vuoto e la minoranza del Consiglio comunale di Termoli ha portato avanti il suo j’accuse nei confronti dell’operato dell’Assessore all’Ambiente Silvana Ciciola. Il presidente Annibale Ciarniello però da subito ha chiarito che la discussione avrebbe avuto luogo ma il punto in cui si chiedeva la sfiducia da parte dell’assemblea “non è previsto dal Tuel, essendo un incarico fiduciario deciso dal sindaco, non sarebbe proprio potuta mettersi ai voti”.
Ciciola resta – come prevedibile – al suo posto nella squadra di governo Balice ma la discussione in Sala consiliare oggi, 11 settembre, ha assunto toni accesi e non sono mancati richiami all’ordine. A prendere la parola tutti i presenti della minoranza (assente solo Stumpo) che hanno innanzitutto ribadito come il senso della mozione era soprattutto spronare l’amministrazione a migliorare perché “se ne sono accorti tutti, cittadini e residenti, che Termoli è sì bella ma è sporca”. Orlando, Mileti (primo firmatario) e poi Scurti e Vigilante hanno in più occasioni puntato il dito sulla mancata pulizia dopo lo sfalcio dell’erba così come sul servizio di spazzamento “che da 8 mesi non avviene e le strade sono sporche” ma anche sulla “mancanza di iniziative rispetto alla questione canile”.
Ma il clou del dibattito si è innestato su questioni di natura squisitamente politica, con la maggioranza che a più voci ha imputato agli ex amministratori di centrosinistra quello che viene definito sovente il ‘peccato originario’, legato all’operato dell’ex assessore Florio, sulla gestione del verde e sulla raccolta differenziata, e alla scelta di contrattualizzare per ben 7 anni la Rieco sud. Il consigliere Sabella in particolare lo ha evidenziato, rivolgendosi ai suoi ex colleghi della Giunta Sbrocca (Orlando, Scurti e Vigilante). Ne è nato un botta e risposta aspro: “Si strumentalizza per fare campagna elettorale, ma vi ricordo che qui non si voterà nei prossimi anni. Sappiamo gli errori enormi fatti in passato, ora vi scagliate contro l’assessore attuale che è in carica da poco più di un anno?”. Veemente la replica di Vigilante (Pd): “Siamo stanchi di sentire che è tutta colpa del sindaco di Sbrocca, dopo di lui c’è stato Roberti. E non c’è scritto da nessuna parte nel contratto che l’erba non va tagliata nei quartieri”.
Consapevoli tutti che una sacca di inciviltà esiste e resiste, e che il settore Ambiente è di non facile gestione ed è spesso attenzionato dalla cittadinanza, per la maggioranza (sono intervenuti nell’ordine Spezzano, Montano, appunto Sabella, poi Felice e Terone) l’accusa rivolta alla minoranza è di essere assenti nella commissione dedicata e di non fare controproposte e di limitarsi a chiedere dimissioni perché mediaticamente più impattante. Da parte dell’opposizione invece le critiche vanno dalla negligenza della gestione alla mancanza di controllo sulle ditte che operano passando per quello che definiscono immobilismo nonostante le sollecitazioni che arrivano dai cittadini stessi all’atteggiamento di chiusura – da parte di Ciciola – nei confronti di associazioni che intendono collaborare (l’esempio fornito è quello di Più Alberi).
A chiudere la mattinata l’intervento del sindaco Nico Balice, seduto al fianco dell’assessora ‘incriminata’ che ha seguito il consiglio a braccia conserte e – fuori dai microfoni – ha ribattuto puntuta agli oppositori accusandoli di cecità e malafede. “Avevo chiesto ai miei di lasciare solo a me la parola e invece noto con piacere che in tanti hanno voluto intervenire”, ha esordito. Pacato nei modi, nonostante l’evidente ‘fastidio’ per la scelta dell’opposizione, ma netto nei contenuti. Prima una battuta: “Noto che vi siete svegliati dal letargo, avete capito che fate parte di questa amministrazione, dopo un anno passato a presentare solo mozioni ideologiche e a non partecipare alle votazioni. Invece si lavora insieme per il bene della città”.
Poi il cuore della sua controffensiva. “Siamo sfortunati noi di centrodestra. Prima c’è stata la Te.Am. bandita da Greco, poi la Rieco bandita da Sbrocca”, e su quest’ultimo aspetto ha deriso “la lungimiranza di fare un contratto lungo quasi un decennio, immaginando che Termoli in 7 anni non sarebbe cambiata. Invece è cresciuta, gli ettari di verde sono passati da 60 a 160. Ecco qual è stato il vostro errore con cui noi ci troviamo a fare i conti. Ma non faremo lo stesso errore: il nuovo bando (quello con la Rieco è in scadenza, ndr) durerà 3 anni. Una ‘stoccata’ agli errori cui rimediare è stata fatta en passant anche in relazione al project del Tunnel, revocato dalla Giunta Balice.
L’invito finale a ragionare insieme, in maniera collaborativa. “L’assessore Ciciola sta lavorando da un anno” e ha ricordato come la fortuna di chi l’ha preceduto non sia stata nientaffatto migliore.










