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Il cardinale Müller a Belmonte: «Atti omosessuali sono peccato». Arcigay chiede la revoca della cittadinanza

Arcigay Molise prende posizione contro la cittadinanza onoraria conferita mercoledì scorso 17 settembre dal Comune di Belmonte del Sannio al cardinale Gerhard Ludwig Müller. In una lettera aperta indirizzata oggi al Consiglio comunale, l’associazione – attraverso la voce della presidente Luce Visco – chiede la revoca del riconoscimento, giudicato “incompatibile con i valori di coesione e rispetto che devono guidare una comunità”.

A far scattare la reazione sono state le parole pronunciate dal porporato durante la sua visita in Alto Molise, avvenuta ieri in occasione dei 300 anni dalla consacrazione della chiesa del Santissimo Salvatore. Müller, teologo tedesco di fama internazionale e Prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha ricevuto la cittadinanza onoraria insieme al professor Fausto Capalbo, accademico e intellettuale. Ma le sue dichiarazioni su omosessualità e dottrina cattolica hanno sollevato polemiche.

“La dottrina della Chiesa è chiara: gli atti omosessuali sono peccato. Accogliamo le persone, non le ideologie. Gesù ama tutti, ma il suo amore chiede un cambiamento di vita. Non possiamo permettere che la Porta Santa diventi strumento di propaganda”, ha detto Müller rispondendo ai giornalisti, tornando anche a definire “da dimenticare” il documento Fiducia supplicans che apre alla benedizione delle coppie gay.

Arcigay Molise ha ricordato come nel 2018 lo stesso cardinale avesse negato l’esistenza del concetto di omofobia, sostenendo che simili prese di posizione “non possono in alcun modo essere compatibili con le motivazioni del conferimento della cittadinanza onoraria”. Nella lettera si citano episodi di cronaca drammatica, come il suicidio del 14enne Paolo, un giovane della provincia di Latina vittima di bullismo e discriminazioni, per sottolineare l’impatto che parole e gesti pubblici possono avere soprattutto sui più fragili.

La cerimonia a Belmonte era stata accompagnata da toni solenni. Il sindaco Errico Borrelli ha parlato di “un meraviglioso avvenimento che lascia alle nostre genti un segno indelebile di valore storico e di fede”, spiegando che si tratta del primo conferimento di cittadinanza onoraria nei suoi 28 anni da primo cittadino. Durante la giornata Müller ha celebrato la funzione religiosa, benedetto una lapide e un dipinto donato alla comunità dal professor Capalbo, mentre il Consiglio comunale ha sottolineato il valore del riconoscimento come “sigillo di gratitudine collettiva”.

Oggi però la lettera di Arcigay riapre il dibattito: “Revocare questo riconoscimento – scrive Visco – significherebbe riaffermare i principi di dialogo, inclusione e rispetto che appartengono anche alla tradizione cristiana e che devono restare patrimonio della nostra comunità”.