Camper abbandonato a Rio Vivo diventa rifugio di fortuna e problema: “Di notte scene inquietanti”
Nel parcheggio di Rio Vivo, a Termoli, un camper è fermo in stato di abbandono da quasi dodici mesi. È diventato rifugio di fortuna per senzatetto e vagabondi, teatro notturno di urla, vetri rotti e incuria. I residenti e i camperisti regolari chiedono spiegazioni: di chi è quel mezzo e perché nessuno interviene?
Il camper è lì da quasi un anno. È bianco, targato Veneto, con una gomma completamente a terra, una finestra sfondata e l’erba alta che cresce attorno come a segnare il confine di un abbandono divenuto normalità. Si trova nel parcheggio di Rio Vivo, a Termoli, proprio dove il lungomare nord incontra quello sud. Eppure, nessuno sembra sapere nulla: né chi lo abbia lasciato, né perché sia ancora lì, indisturbato.
La situazione però è tutt’altro che silenziosa. A raccontarlo sono i camperisti regolari, quelli che sostano nei pressi con mezzi propri e che, a differenza di quel CI Turistico 360 fermo e fatiscente, rispettano le regole. “Di notte si sente di tutto – raccontano – urla, bottiglie rotte, gente che entra ed esce da quel camper. Fa paura”.
Una delle finestre laterali è infatti completamente spaccata, il vetro giace sull’asfalto da settimane. Dall’apertura si entra ed esce facilmente. Lì dentro, spiegano i presenti, trovano rifugio alcune persone senza fissa dimora, a volte visibilmente ubriache, altre volte coinvolte in discussioni accese e non sempre tranquille. Non mancano rifiuti, bottiglie vuote, resti di bivacchi. Tutto attorno è sporco, degradato, ignorato.
Ma il vero nodo è un altro: perché quel veicolo è ancora lì?
Un controllo nella banca dati ACI rivela che il camper è intestato a un uomo residente a Vicenza, che ne risulta proprietario dal 2024. Da allora nessuno si è mai fatto vivo per rimuoverlo. E nel frattempo, quel mezzo è diventato un rifugio abusivo e un punto critico per la sicurezza dell’intera zona. Di fronte ci sono residence, villette, attività commerciali. Chi amministra, chi vigila, chi controlla?
La domanda rimbalza tra i cittadini e resta sospesa nel vuoto. È mai stata fatta una verifica sul mezzo? È stato notificato un atto al proprietario? Quali sono le responsabilità in caso di incidenti o aggressioni?
Perché se è vero che l’emergenza abitativa esiste e va affrontata con rispetto e intelligenza, è altrettanto vero che l’abbandono di veicoli su suolo pubblico, trasformati in rifugi improvvisati senza alcuna sicurezza, rappresenta un problema serio. Che riguarda la convivenza civile, la salute pubblica e il diritto alla quiete.





