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Corteo pro Gaza, vietata affissione di locandina al liceo Galanti. La dirigente: “Qui si educa, non si fa propaganda”
In alto uno striscione contro la guerra affisso mesi fa davanti al Galanti

Attivisti per la causa palestinese, accolti in altre scuole superiori di Campobasso, non sono stati autorizzati a parlare con gli studenti del liceo e neppure ad affiggere una locandina per il corteo che martedì 23 settembre muoverà da piazza San Francesco per arrivare davanti al Consiglio regionale del Molise. La dirigente Villa finisce sotto accusa, ma lei spiega: “La manifestazione è giusta, ma serve consapevolezza, gli slogan non bastano ed è compito della scuola educare e diffondere conoscenza”.

E’ bufera sul liceo Galanti di Campobasso dopo la mancata autorizzazione all’affissione di una locandina per il corteo pro Palestina in programma martedì 23 settembre.

Lo storico istituto, noto in città come Magistrale, è diretto da Adelaide Villa (reggente) ed è tra le tante scuole della città in cui ci si sta mobilitando in vista della manifestazione di martedì prossimo. Da piazza San Francesco, alle ore 9, i manifestanti giungeranno in via IV Novembre, sede del Consiglio regionale del Molise, per chiedere che si approvi una mozione di condanna al genocidio in atto a Gaza, per il riconoscimento dello Stato di Palestina e per dichiarare apertamente sostegno alla missione umanitaria via mare della Global Sumud Flotilla.

Di tutto questo ieri, venerdì 19 settembre, avrebbero voluto parlare agli studenti e studentesse del Galanti alcuni attivisti e rappresentanti del Movimento 4 settembre (di cui il Collettivo Dal Basso per la Palestina fa parte) i quali hanno chiesto alla dirigente scolastica l’autorizzazione a poter andare nelle aule e di poter affiggere la discussa locandina.

Permesso negato: 24 ore dopo, in un comunicato giunto alle redazioni, si scopre che “è stata negata la possibilità a giovani attivisti di confrontarsi con gli studenti sulle iniziative che in tutta Italia e in Molise stanno crescendo in sostegno della causa palestinese. Mentre le commissioni ONU riconoscono che a Gaza è in corso un genocidio – leggiamo nella nota -, mentre l’Unione Europea discute di sanzioni e le istituzioni locali provano, almeno simbolicamente, a mobilitarsi, c’è ancora chi preferisce girarsi dall’altra parte.  Ci sono alcune istituzioni scolastiche che scelgono il silenzio, rifugiandosi dietro pretesti inconsistenti: la paura di urtare la sensibilità di un ipotetico studente ebreo, qualora presente in aula, o il timore di ‘schierare politicamente’ la scuola. Ma da quando parlare di pace è  ‘fare politica’? E se davvero così fosse, seguendo la loro logica, le loro parole rappresenterebbero già una chiara scelta. Oltretutto, davvero bisogna ancora spiegare la differenza tra ebrei e sionismo? Il diritto degli studenti ad essere informati e a formarsi un’opinione libera e critica non può essere sacrificato sull’altare della paura. Chi guida le scuole dovrebbe educare al pensiero, non nasconderlo sotto finti moventi”.

locandina gaza

Accuse alle quali ha replicato Adelaide Villa che, interpellata da Primonumero, ha detto: “Ho accolto queste persone spiegando loro che non avrei autorizzato l’affissione di locandine all’interno dell’istituto, tantomeno il loro ingresso nelle aule, perché la scuola non è luogo di propaganda, ma di conoscenza e di educazione e noi abbiamo il dovere di far comprendere ai ragazzi, al di là di slogan e cortei di piazza, ciò che sta accadendo. Siamo tutti contrari al massacro dei civili nella Striscia di Gaza, ma la scuola conserva la sua laicità e le locandine possono circolare anche sui social e all’esterno di queste mura. Ad essere sincera avrei preferito di gran lunga che mi avessero chiesto una assemblea di istituto, magari con l’ascolto di persone esperte, anzi, annuncio fin da ora che organizzeremo cicli di incontri sull’argomento, ma non sono del parere che scendere in piazza equivalga ad aver acquisito consapevolezza del problema, non si può ridurre tutto a una manifestazione o a uno slogan”.

Nel frattempo anche Collettivi universitari e studenteschi per la Palestina hanno contestato la scelta del Galanti spiegando che nei giorni scorsi diversi attivisti, in altre scuole superiori, hanno ottenuto il permesso di divulgare non solo la locandina, ma anche una lettera scritta da  studenti per sensibilizzarli sulla gravissima tragedia in corso a Gaza “e ottenendo da alcuni dirigenti anche la possibilità di giustificare l’assenza il giorno del corteo. Manifestare per la situazione in Palestina non è dunque prendere le parti di una o di un’altra fazione, è essere consapevoli che c’è un unico aggressore contro un’unica vittima. Ridurre il tutto ad un gioco delle parti rivela una preoccupante ignoranza o, in questo caso, sì, una preoccupante faziosità di stampo sionista. Preoccupante tanto più perché proviene da un luogo di cultura che dovrebbe fare di tutto per fornire gli strumenti con i quali schierarsi dalla parte giusta della Storia. E la parte giusta è solo una: il popolo palestinese. I bambini palestinesi.
Che non vanno “definiti”, come l’aberrante richiesta fatta da Eyal Mizrahi, presidente dell’associazione “Amici di Israele”, nella trasmissione Carta Bianca. Ma vanno difesi. Manifestando. Facendo sentite le nostre voci. Sensibilizzando chi fa finta di non vedere, girandosi dall’altra parte. Diffondendo materiale, strumenti, conoscenza e coscienza. Quello che una scuola dovrebbe fare. L’Istituto in questione oggi ha rivelato un volto sgradevole, contrariamente al nome che porta, fazioso, ossequioso di una linea politica insopportabilmente complice del baratro in cui l’Occidente ci sta inesorabilmente trascinando”.

Mentre tutto questo accadeva il mondo della conoscenza proprio ieri si è mobilitato per Gaza. Anche a Campobasso dove la Flc Cgil Molise ha invitato lavoratrici e tutti i lavoratori di scuola, università, ricerca, alta formazione artistica e musicale, a indossare simbolicamente in tutte le scuole un fiocco nero e a partecipare alle iniziative di mobilitazione in tutti i territori organizzate dalla Cgil.

Nel capoluogo si è svolto un incontro pubblico e promosso il corteo del 23 settembre prossimo che si prevede molto partecipato.

mnifestazione cgil pro gaza