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Vigneto divelto nottetempo a una settimana dalla vendemmia. “In 40 anni mai successo, è devastante”. 2° caso in pochi giorni a Campomarino

Un atto vandalico? Un gesto intimidatorio? “Sicuramente un dispetto gratuito e chi l’ha fatto sapeva che eravamo a poche ore dalla vendemmia e che avrebbe arrecato il massimo danno possibile”, così il viticoltore De Angelis, 55 anni e che da 40 anni produce vino con le sue uve. “Ho altri 20 ettari di vigneti in zona, ora ho paura possa riaccadere. Qui successe la stessa cosa circa 5 anni fa a diversi miei colleghi, è una tecnica tipicamente pugliese”. Il danno economico stimato potrebbe essere anche di 80mila euro. 50mila ne valeva solo l’impianto a tendone che è stato divelto

Stamane la telefonata da parte del confinante che mai il viticoltore Angelo de Angelis avrebbe voluto ricevere: “Mi dispiace darti questa brutta notizia, ma il tuo vigneto è completamente raso al suolo, lo hanno tranciato, è a terra”. Sarà una vendemmia amara quella dell’imprenditore agricolo di Campomarino che ieri notte ha subito un atto vandalico su uno dei suoi terreni. L’impianto a tendone che sorreggeva la vite è stato divelto, buttato a terra. Così sono finiti 3 ettari, mentre un altro ettaro e più è rimasto come in bilico, anch’esso dunque danneggiato pesantemente.

“In 40 anni di attività non mi era mai successo nulla di simile. Ma proprio una settimana fa è successa un episodio analogo ad un mio ‘vicino’. E circa 5 anni fa sempre a Campomarino capitò la stessa cosa a ben 4 viticoltori”. La tecnica è sempre quella: si procede al taglio dei tiranti, l’ancoraggio, ed è così che tutto l’impianto finisce per crollare giù. “Non c’è stato furto, è un dispetto gratuito. Chi può essere stato e perché? Non lo so, io non ho nemici personali. So che queste cose succedono di frequente nel foggiano. E di una cosa sono sicuro: chi l’ha fatto era del comparto, sapeva benissimo che si era nel momento del massimo della vulnerabilità e del peso dell’uva, pronta per essere raccolta”. I grappoli, pieni e succosi, con il loro peso non permetteranno infatti di tirare su l’impianto.

Difatti fra una settimana, ci spiega il signor De Angelis, si sarebbe proceduto alla vendemmia “che è un momento tradizionalmente felice, invece questa sarà amara come non mai”. E ora? “Raccoglieremo domani, ovviamente con un dispendio di energia e di stress che non ha pari”. Il viticoltore spiega che si cercherà di salvare il salvabile, raccogliere l’uva finita a terra cercando di calpestare quella finita sotto l’impianto, che con più difficoltà comunque sarà recuperata.

Il danno economico è notevole, se si pensa che parliamo di 1000 quintali d’uva (il che poteva rendere circa 35mila euro, ma così non sarà) e di un impianto da rifare (quest’inverno) ex novo e che costa circa 50mila euro, 15mila euro a ettaro. Il totale potrebbe dunque aggirarsi a decine e decine di migliaia (anche 80mila euro) di danni senza contare il devastante impatto psicologico di quanto accaduto, “uno sfregio importante a chi ha lavorato e si sostiene con questa coltivazione, io non riesco a capacitarmene”. Oltretutto non esiste una assicurazione contro gli atti vandalici, quindi niente potrà calmierare il danno, che appunto è mancato guadagno ma anche altro.

Oggi il viticoltore – 55 anni – ha contattato i Carabinieri per procedere alla denuncia-querela contro ignoti. “Ma non essendo l’unico caso (come detto un episodio analogo è avvenuto circa una settimana fa a un suo collega-vicino) è tanta l’ansia che un comportamento del genere – si tratta di un atto intimidatorio? Sicuramente è un dispetto gratuito, fine a se stesso – fatto a pochi giorni dalla raccolta possa ripetersi. Io, ad esempio, ho altri vigneti in zona, per circa 20 ettari, e ora ho paura. Da stanotte mi recherò a sorvegliare i miei terreni, ma non si può vivere e lavorare con questa ansia e pressione psicologica addosso”.

Vigneto tranciato ramitelliVigneto tranciato ramitelliVigneto tranciato ramitelli

Le immagini mostrano quella che sembra un’ecatombe, la devastazione che cancella mesi e mesi, anzi anni, di lavoro. Lo spirito è a terra, un po’ come quei filari di vite e quei grappoli finiti sul terreno. Ci si accinge dunque – domani – a una vendemmia d’urgenza. “Sarà come raccattare i cocci”.