Taglio del nastro per Casearia 2025: formaggi e territorio, connubio strategico per rilanciare il Molise
Dal 29 al 31 agosto il nuovo Palasport di Agnone ospita la terza edizione della Fiera nazionale dei formaggi italiani. Oltre 70 espositori da 15 regioni e 23 aziende molisane protagoniste. Al taglio del nastro il sottosegretario all’Agricoltura Luigi D’Eramo: “Più certificazioni e tracciabilità, più competitività e futuro per le aree interne”.
Agnone ha aperto oggi pomeriggio, 29 agosto, le porte di Casearia 2025, la Fiera nazionale dei formaggi italiani che fino a domenica 31 agosto trasforma il centro altomolisano in capitale del gusto e delle eccellenze casearie. La novità di quest’anno è la cornice del nuovo Palasport coperto, che ospita stand, eventi e degustazioni, offrendo spazi più ampi e funzionali rispetto alle precedenti edizioni.
Oltre 70 espositori provenienti da 15 regioni italiane presentano a Casearia circa 250 tipologie di formaggi: dalle Dop più note alle sperimentazioni più curiose, come la mozzarella di bufala in formato mignon, il pecorino con pera, l’erborinato al caffè colombiano e il caprino affinato al Porto. Accanto a questi, anche novità come il Delicapra alla menta di Kasanna (Sala Consilina), l’erborinato Herbal di Zigrino Formaggi, profumato di lavanda e salvia, e il Parmigiano Reggiano 50 mesi del Caseificio 4 Madonne. Dalla Sicilia arriva il pecorino alle mandorle, mentre la Sardegna propone pecorini prodotti con caglio vegetale da cardo selvatico, adatti a vegetariani e a culture ebraiche e musulmane.
Il Molise gioca un ruolo da protagonista con 23 aziende regionali che portano in fiera la qualità delle produzioni locali, dal caciocavallo di Agnone al fior di latte, che proprio qui farà il suo debutto come prima Dop del settore.

Al taglio del nastro è intervenuto il sottosegretario all’Agricoltura Luigi D’Eramo, che ha sottolineato l’importanza della manifestazione: “Sono felice di inaugurare per il terzo anno consecutivo Casearia, che ho visto nascere e crescere. È un evento che non solo promuove la qualità e la tipicità dei nostri formaggi, ma racconta anche la bellezza di un territorio come il Molise. È strategico legare l’altissima qualità dei prodotti alle bellezze artistiche e paesaggistiche del Paese”.
D’Eramo ha ricordato come il comparto caseario stia vivendo “un momento di crescita sia nel valore che nel volume, grazie a circa 500 tipologie di formaggi che rappresentano la biodiversità e l’innovazione delle aziende zootecniche italiane”. Interpellato sui dazi, che appesantiscono in particolare proprio il settore agroalimentare in chiave di export, ha aggiunto una nota ottimistica: “È terminata una fase di incertezza che penalizzava le imprese. Certamente i dazi non sono positivi per un Paese esportatore come il nostro, ma il governo continua a lavorare per ottenere risultati migliori”.
La novità più attesa è il riconoscimento della Dop al Fior di Latte del Molise, che verrà presentata ufficialmente domenica: “Più certifichiamo e tracciamo, più siamo competitivi sui mercati – ha detto D’Eramo –. Questo significa anche promuovere le aree interne, sulle quali stiamo investendo con progetti specifici dedicati all’agricoltura di montagna. La filiera, dall’allevamento alla trasformazione, diventa così motore di sviluppo economico e occupazionale”.
All’inaugurazione è intervenuto anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Salvatore Micone, che ha definito Casearia “un fiore all’occhiello e una vetrina per il Molise”, sottolineando come la Regione quest’anno sia diventata partner della manifestazione. “Ci troviamo nella patria del formaggio – ha detto – ma anche nel cratere della pasta tirata, eccellenze di cui possiamo vantarci a livello nazionale. Con questa fiera il Molise si propone come protagonista, valorizzando un settore, quello lattiero-caseario, che deve riappropriarsi della sua importanza”.

Micone ha ricordato l’impegno preso fin dalla prima edizione di far crescere Casearia “come appuntamento stabile di promozione del territorio” e ha evidenziato la necessità di puntare con decisione sulla zootecnia, sostenuta anche dai recenti provvedimenti del governo. Per l’assessore, la fiera è anche “un viaggio sensoriale” che unisce prodotti e cucina, con il contributo della chef Stefania Di Pasquo a rappresentare il “Made in Molise” come sintesi di tradizione, innovazione e identità.
Nel programma di Casearia figurano degustazioni di formaggi, masterclass, showcooking, convegni, visite guidate e spettacoli serali che uniscono tradizione e innovazione. “È il connubio perfetto per far conoscere sempre di più questa zona al grande pubblico internazionale” hanno precisato gli organizzatori dell’associazione Casearia, guidata da Giuseppe ed Erasmo Di Pietro, che cura nei minimi dettagli l’evento.
Grande attesa per la presentazione della prima Dop del settore, il Fior di Latte del Molise, una denominazione di origine protetta che per la prima volta valorizzerà una lavorazione storica della regione. Tra i maggiori espositori molisani c’è il caseificio La Bella Molisana di Campochiaro, alle porte di Campobasso, noto per una mozzarella realizzata con soli quattro ingredienti – latte, acqua, caglio e fermenti lattici – e apprezzata per la sua particolare digeribilità grazie alla bassa concentrazione di lattosio.

“Il Fior di Latte Dop è una novità assoluta, siamo curiosissimi: sarà l’occasione per valorizzare un prodotto che in Molise si lavora praticamente a km zero”, spiegano dall’azienda, che esporta in tutta Italia. Il risultato è una mozzarella gustosissima, molto amata dai bambini e apprezzata da consumatori di tutte le età. Ad Agnone i visitatori ne hanno potuto apprezzare il sapore, confrontandolo con decine di altri formaggi provenienti da tutta la Penisola e componendo così una mappa unica della biodiversità casearia italiana.





