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Spedizione punitiva sulla spiaggia, si indaga su avvertimento o vendetta

È ancora ricoverato ma non è in pericolo il buttafuori di 39 anni aggredito da dieci uomini a volto coperto durante una festa sul lungomare nord. Sui social scrive: “So chi sono i responsabili, pagheranno per quello che hanno fatto”. I Carabinieri indagano per lesioni personali aggravate e porto abusivo di armi. IContinuano le indagini anche sul raid vandalico a Colle Macchiuzzo: distrutta a sprangate una fuoriserie Audi A6

È una spedizione punitiva in piena regola quella su cui stanno indagando i Carabinieri della compagnia di Termoli, guidati dal tenente colonnello Alessandro Vergine, dopo il violento agguato avvenuto la sera di mercoledì 30 luglio sulla spiaggia del lungomare nord. Un’azione rapida e organizzata, messa in atto da un gruppo composto da circa dieci persone (in realtà sul numero esatto non ci sarebbe certezza, ma sarebbero stati almeno 8), tutte con il volto travisato da un passamontagna e armate di spranghe, bastoni e coltelli.

Il blitz si è consumato durante un evento musicale in corso in uno stabilimento balneare: i dieci sono sbucati dalla spiaggia e si sono diretti verso il buttafuori incaricato del servizio d’ordine, un 39enne di Campobasso alla consolle, di spalle alla spiaggia di sant’Antonio. Lo hanno colpito con violenza, anche dopo che era finito a terra. Ma presumibilmente non avevano l’intenzione di ucciderlo: se avesseroi voluto, considerando anche il rapporto di forza 10 contro uno, lo avrebbero ammazzato. L’uomo ha riportato ferite da taglio e contusioni multiple, con una significativa perdita di sangue. Ma i colpi, come emerso dai rilievi medici, non hanno raggiunto organi vitali: è ricoverato in ospedale, provato ma non in pericolo di vita.

Le ipotesi di reato su cui si concentrano gli inquirenti sono lesioni personali aggravate e porto abusivo di armi. Esclusa, al momento, la pista del tentato omicidio: la modalità dell’assalto, per quanto brutale, suggerisce la volontà di punire piuttosto che di uccidere.  L’aggressione si configura più come un chiaro avvertimento, forse una vendetta per qualcosa che gli inquirenti stanno cercando di ricostruire. Un episodio scioccante, in piena estate e in un contesto di musica e divertimento, che ha generato sgomento e inquietudine.

Dal letto d’ospedale, il buttafuori ha affidato ai social il suo sfogo: “Ho subito un agguato omicida da dieci balordi, studiato nei minimi dettagli. Sapevano che ero solo, mi hanno colpito con otto fendenti in varie parti del corpo, e una volta a terra hanno continuato con mazze e tirapugni. So perfettamente chi sono i colpevoli, e pagheranno per quello che hanno fatto”.

Un’ora e mezza dopo l’aggressione, un secondo episodio ha scosso la città: in via dei Ciclamini, quartiere Colle Macchiuzzo, è stata presa di mira una sola auto parcheggiata, una fuoriserie Audi A6 coupé appartenente a un ventenne residente in zona. Il mezzo è stato devastato a sprangate, con parabrezza e lunotto sfondati e la carrozzeria completamente ammaccata. I vetri sono ancora a terra. A compiere il raid sarebbe stata una banda a bordo di almeno tre automobili, viste da diversi testimoni. Alcuni hanno anche riferito di aver udito tre forti detonazioni.

Sul secondo episodio indaga la Polizia di Stato, ma non è escluso che le due vicende possano incrociarsi. Le modalità e la tempistica alimentano l’ipotesi di un collegamento tra l’agguato sulla spiaggia e la distruzione dell’auto a Colle Macchiuzzo. Entrambe le azioni sembrano mirate, indirizzate contro bersagli precisi e messe in atto da gruppi ben organizzati. Due episodi che parlano lo stesso linguaggio della violenza e che, se connessi, potrebbero svelare un contesto più ampio e preoccupante.

Le indagini proseguono con il massimo riserbo. I Carabinieri stanno raccogliendo ogni elemento utile: testimonianze, tracce, possibili moventi. Un lavoro difficile, anche per l’assenza di telecamere nella zona del lungomare.