San Basso, racconti e umanità in mare: tra suore portoghesi, pellicole Kodak, ricordi d’infanzia e sedie che cedono di colpo
Le storie a bordo delle barche che hanno accompagnato il santo in processione la mattina del 3 agosto: tra chi arriva da Verona e ha voluto essere presente perché ritorna bambina portandosi dietro anche l’amica, alla suora dal Portogallo, fino alla famiglie degli armatori in fibrillazione per far sentire gli ospiti a casa, che dedica la giornata “ai pilastri della marineria che non ci sono più”. Foto con il rullino e il vescovo Palumbo, al suo battesimo del 3 agosto, che cade dalla sedia e finisce – non volendo – addosso alla signora centenaria. La processione del 3 agosto è un caleidoscopio di volti, accenti e emozioni.
Raccontare San Basso 2025 è anche raccontare le storie di chi si trova a bordo dei pescherecci e intreccia le vite nel giorno dedicato al santo protettore di Termoli. Tra famiglie degli armatori, impegnate sin dal primo momento a far sentire gli ospiti a casa offrendo loro il banchetto di pizza, acqua, coca cola e birre fresche, fino a chi sale per il gusto di vedere dal vivo la tanto raccontata e famosa processione in mare del santo patrono di Termoli della mattina del 3 agosto. Come Francesca, sorella del capitano Paolo intento con precisione e attenzione a guidare la barca – la sua Maria Domenica– tra le altre e collocarla di fronte al santo per il lancio della corona, intenta invece a distribuire la merenda di metà mattina e fare gli onori di casa, con l’adrenalina che solo la festa di San Basso può regalare alle famiglie del mare.

I pescherecci diventano crogiolo di storie, vite diverse e addirittura lingue. Come la suora dal Portogallo arrivata di passaggio da una missione per tornare a casa sua, che si è fermata da un amico termolese e con lui sale a bordo della Maria Domenica, a cui è spettato il compito di portare le autorità. Con il suo abito tradizionale blu e celeste, sandali e cappellino per ripararsi dal sole, ascolta nella sua lingua madre la traduzione di tutto quello che accade. E mentre intravede il santo tra le barche che scende al porto esclama “Molto bello”, come quando, alla fine di tutto, riesce a spiegare di essere rimasta molto colpita e anche emozionata.

Ma se da una parte c’è chi vive fortemente San Basso, come festa religiosa, c’è anche chi riesce a vivere la festa del santo anche se non è credente. Come Cinzia, arrivata da Verona come quando era bambina per assistere di nuovo alla processione, portando con lei l’amica Laura ormai in pensione e dopo il lungo viaggio di ieri, fatto di ritardi di bus e poche ore di sonno. “Ero bambina quando con mio nonno venivo qui, lui lavorava a Portocannone. Sono nata a Genova e ho il mare nel cuore, per questo amo venire qui, i miei padrini di battesimo sono di Termoli, anche se non vivo appieno la festa religiosa, mi piace tantissimo, sento qualcosa. E poi Termoli è bellissima, c’è un mare meraviglioso e sto benissimo qui. Chissà se un giorno, dopo la pensione, potrò venirci a vivere, mi piacerebbe tanto”.
E c’è pure chi preferisce defilarsi e godersi la processione a mare a poppa come gli assessori Enrico Miele e Paola Cecchi, comodamente seduti lontano dal caos della prua, dove tutti sono intenti ad immortalare il momento dell’omaggio della corona con gli smartphone di ultima generazione. Eppure c’è chi, a guardare con un occhio attento, tra le mani non ha uno degli ultimi smartphone con fotocamera di quelle di ultra precise, ma stringe tra le mani una Kodak gialla con il rullino.Alessandra, 24enne termolese, ha scelto di immortalare San Basso in mare così: con una di quelle macchinette del passato, con rullino da sviluppare e 39 scatti da utilizzare, orgogliosa della sua scelta così controcorrente ma tanto particolare: “Con il telefono faccio sempre le stesse foto e poi ho la memoria piena – racconta mentre la barca sta tornando in porto e gli scatti più importanti sono stati fatti – invece con questa sei costretto a stamparle per vedere come sono venute e le hai, ne fai poche e non troppe come con lo smartphone”.

Dopo la messa in cattedrale, in cui il vescovo Claudio Palombo ha ricordato come la giornata di oggi, domenica 3 agosto, sia la prima domenica del mese dedicato alla Stella del Mare, come la barca che porta il Santo. E proprio lui, che aveva affidato alla Madonna e a San Basso la giornata, la festa e tutta la comunità, è stato protagonista di un piccolo inconveniente mentre era a bordo della Stella del Mare: seduto sulla sedia in mezzo al mare durante la processione all’improvviso è caduto, perché la sedia si è rotta. Poco prima anche l’anziana signora Ninetta, quasi centenaria e sempre a bordo per la processione, ha perso l’equilibrio pure per l’acqua entrata a bordo ed è scivolata finendo a terra. Per fortuna per loro solo qualche dolore e un po’ di spavento, per un battesimo che diventerà storia.
Particolarmente emozionati anche i proprietari della barca, con Paolo Ardò felice ed orgoglioso di aver potuto portare il santo sul suo peschereccio. “Sono tanto contento – ha rivelato appena sceso, quando la processione era terminata ma l’emozione no – per noi è una gioia infinita che San Basso ha scelto noi, dedico questa giornata a mio padre che è scomparso proprio il 4 dicembre, era con me al comando, e la dedico anche a tutti i pilastri della marineria che non ci sono più, ma ci sono sempre vicini. E poi oggi si celebra la stella del mare, come il mio peschereccio, doveva andare così quest’anno“.
In mezzo all’Adriatico, verso nord, di fronte al lungomare e circondato da marinai, pescatori, cittadini e fedeli, comprese le autorità della città di Termoli e quelle degli altri paesi confinanti, il vescovo Palumbo ha gettato la corona di alloro per la prima volta insieme al sindaco Nico Balice, ricordando tutti i caduti in mare. Tra applausi e sirene, le barche hanno omaggiato anche quest’anno il santo patrono.



















