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Ricostruzione terremoto 2018: firmato protocollo da 35 milioni. Musumeci: “Il Molise è l’altra Italia, bisogna esserci”

La firma tra il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci e il presidente della Regione Molise Francesco Roberti segna l’avvio del piano quinquennale per completare la ricostruzione nei comuni colpiti dal terremoto del 2018. Il protocollo prevede risorse fino a 35-37 milioni di euro, destinate ad abitazioni private, attività commerciali e infrastrutture. “Non basta invocare la sicurezza, va anche prodotta”, l’appello del ministro.

È stato firmato questa mattina a Campobasso, nella Sala Parlamentino di Palazzo Vitale, il protocollo d’intesa tra il Ministero per la Protezione civile e la Regione Molise per completare la ricostruzione post-sisma 2018. A sottoscrivere l’accordo sono stati il ministro Nello Musumeci e il presidente della Regione Francesco Roberti, in qualità anche di commissario alla ricostruzione. L’intesa prevede un impegno finanziario di circa 35 milioni di euro, distribuiti in cinque anni, per concludere gli interventi sugli edifici privati e le attività economiche danneggiate dal terremoto che nel 2018 – tra il 14 e il 16 agosto – colpì l’area del Basso Molise, tra Montecilfone, Guardialfiera e Guglionesi.

La cerimonia si è aperta con la proiezione di tre video che hanno ripercorso le emergenze che hanno segnato la recente storia del territorio: il terremoto di San Giuliano di Puglia del 2002, l’alluvione che colpì il Basso Molise nel 2003 e il sisma del 2018. Una scelta simbolica per sottolineare la continuità degli eventi calamitosi e la necessità di un cambio di passo nelle politiche di ricostruzione e prevenzione.

Musumeci Musumeci

La sala era gremita di sindaci provenienti dai comuni del cratere e non solo, insieme a numerosi rappresentanti istituzionali: il nuovo questore di Campobasso Domenico Farinacci, il prefetto di Isernia e quella del capoluogo, l’europarlamentare leghista Aldo Patriciello, consiglieri regionali di maggioranza e opposizione, delegazioni della Protezione civile e del partito Fratelli d’Italia. A questi ultimi è stato riservato un posto nelle ultime file, a conferma di un’impostazione sobria dell’incontro, centrato sui contenuti tecnici e sulla responsabilità istituzionale.

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Nel suo intervento, il ministro Musumeci ha ricordato che fino a oggi la ricostruzione post-2018 era rimasta in secondo piano. “Di questa ricostruzione si erano un po’ perse le tracce”, ha ammesso. “Ma grazie a un incontro tra il presidente Roberti, il mio capo di gabinetto e altri membri del ministero, abbiamo compreso l’urgenza di intervenire. È stato un passaggio determinante”. Il Molise, ha aggiunto, “è l’altra Italia, quella a cui bisogna riservare attenzione, perché rischia di sentirsi dimenticata”.

Il protocollo, secondo Musumeci, permetterà non solo di attivare i cantieri e creare lavoro per le maestranze locali, ma anche di “restituire fiducia ai cittadini, rendendo concreta la presenza dello Stato, della Regione e degli enti locali”. L’investimento previsto è tra i 35 e i 37 milioni di euro, da modulare secondo le necessità che emergeranno durante l’attuazione degli interventi. Roberti, intervenuto ieri in Consiglio regionale, aveva parlato della necessità di circa 40 milioni, cifra tirata fuori da un censimento. Oggi ha ammesso che “da buon politico ho imparato che bisogna chiedere dieci persone avere sei”.

Il ministro ha poi lanciato una critica al sistema italiano delle ricostruzioni, definendolo inefficiente: “In Italia le ricostruzioni durano troppo e costano troppo. Si chiedono sempre più risorse a Roma, ma non si ha il coraggio di ammettere che, in periferia, spesso quei soldi non vengono effettivamente spesi. Ci sono comuni senza un ufficio tecnico, o con un solo tecnico per più enti. Non possiamo più permettercelo”.

Per superare questi limiti, Musumeci ha proposto di concentrare l’azione su soggetti attuatori capaci, con adeguata dotazione tecnica, di “mettere a frutto le risorse in tempi brevissimi”. Ma ha insistito anche sul tema della prevenzione, definendola “la vera priorità”.

A partire dal 1° gennaio 2026, ha spiegato, tutte le imprese che operano nei territori a rischio sismico – cioè praticamente in tutta Italia – dovranno sottoscrivere una polizza assicurativa obbligatoria. “È una misura di responsabilizzazione, non possiamo più lasciare tutto sulle spalle del pubblico”.

Altrettanto centrale, secondo Musumeci, è il ruolo dei piani comunali di protezione civile, che devono essere non solo presenti ma aggiornati e utilizzabili: “Prevenire è meglio che ricostruire. Ma serve anche una cultura della prevenzione, che parte dalle scuole, fin dalle primarie”.

Infine, un appello al senso civico: “La sicurezza non va solo invocata o chiesta, va anche prodotta. E non si può delegare sempre al pubblico”. Ognuno, insomma, deve fare la propria parte la sintesi del messaggio di Musumeci, che ha concluso la breve visita con l’auspicio di tornare in Molise tra un anno, “per visitare i primi cantieri”.

Molto soddisfatto anche il governatore Francesco Roberti, che ha sottolineato come “nel 2018 furono messe a disposizione solo risorse per gli edifici pubblici e quelli di culto. Oggi invece si dà una risposta concreta anche ai cittadini e alle attività economiche colpite dal sisma. La speranza è che queste somme arrivino davvero in tempi brevi, così da completare la ricostruzione e permettere alle persone di continuare a vivere serenamente nel nostro Molise”.

Con un approccio pragmatico, Roberti ha ribadito il proprio impegno da tecnico e da commissario: “I diritti vanno garantiti a tutti, se tutti fanno il proprio dovere”.