RAMI MAI RECISI
Montorio nei Frentani, rivivono nel libro del sindaco le microstorie dei caduti in guerra
Ieri sera la presentazione di ‘Rami mai recisi’ realizzato da Nino Ponte con la preziosa collaborazione dello storico Elia Rubino. Il sindaco aveva giá dedicato le strade ai giovani morti nella Grande guerra, ora riaffiorano le loro storie anche tramite lA, incredibile quella di Bartolomeo Cicogna, abbandonato neonato quasi dal cielo in una copertina rossa, uomo senza data di nascita nè data di morte perchè disperso in guerra.
A Montorio nei Frentani 44 strade o vicoli sono intitolati ai caduti della prima guerra mondiale. L’iniziativa fu un omaggio al sacrificio dei giovani montoriesi strappati alla vita troppo presto, soprattutto nel primo conflitto bellico, giovani della cui traccia terrena si conosceva purtroppo poco anche oltre il momento della prematura dipartita in trincea, nei combattimenti o su anonimi letti d’ospedale, in tragica solitudine.
L’attento e sensibile sindaco locale, Nino Ponte, giá regista dell’operazione di dedicazione stradale, ha adesso rimesso a posto questi piccoli grandi pezzi mancanti di storie singole ma unite l’una con l’altra, piú che mai patrimonio montoriese.

Lo ha fatto nelle pagine di un libro, con la preziosa collaborazione e sapienza narrativa dello storico campobassano Elia Rubino, insieme al quale ha ricomposto il grande mosaico sotto forma di omaggio: non solo un’operazione legata alla memoria del luogo, ma un interessante scrigno di esperienze di vita profonde, toccanti che riemergono dall’oblio, in parte causato dall’offuscamento dei ricordi, in parte dovuto alla poca determinazione con la quale documenti e atti sono stati cercati e accuratamente esplorati.
L’opera editoriale, per i tipi della Palladino editore, intitolata “Rami mai recisi, Montorio nei Frentani e i suoi caduti”, è stata presentata ieri sera, sabato 23 agosto, nella ‘sala Tria’ a pochi passi dalla celebre chiesa di Santa Maria Assunta.
Presenti i due artefici del lavoro, e il professor Luigi Pizzuto, in piú a dare sostanza e senso al tutto una foltissima rappresentanza della comunità di casa che ha potuto vivere intensamente un vero momento storico: quello del simbolico e significativo ‘ritorno in vita’ dei Caduti di cui Montorio ricorda i nomi sulle facciate del basamento del monumento dedicato, posto nei pressi del ristorante Manna.

Vite che commuovono e si muovono, grazie pure al contributo dell’intelligenza artificiale, esistenze segnate dagli eventi e dal senso del dovere di giovani cui la guerra ha sottratto il bene più prezioso ovvero il diritto di tornare nel paese natio e raccontare ai posteri le esperienze sul Carso o negli altri scenari cruenti della Grande Guerra.

“Abbiamo ridato vita a questa parte del nostro passato attraverso le foto o i telegrammi che avevano i familiari e tramite fogli matricolati o altri atti tenuti presso lo Stato civile di Montorio e l’Archivio di Stato di Campobasso” ha raccontato il sindaco.
Diverse le storie rievocate (“ne manca solo una” ha proseguito Ponte) anche tramite clip animati dei caduti per la gradita sorpresa dei presenti. Su tutte quella del particolarmente sfortunato Bartolomeo Cicogna.
Tracce della sua breve esperienza terrena cominciano il giorno in cui la madre o entrambi i genitori lo abbandonarono, ancora neonato, avvolto in una coperta. Il sindaco del tempo lo affidò quindi alle cure di una balia che accolse il bimbo nella sua vita e procedette al suo sostentamento e alla crescita. Arrivò all’improvviso, come portato dal cielo da una cicogna, quello pertanto divenne il suo cognome, mentre il nome di battesimo è quello del Santo del giorno, era il 24 agosto quando fu trovato per strada, da qui la storia e la vita di Bartolomeo Cicogna, uomo senza data di nascita e pure senza data di morte visto che venne registrato come disperso in guerra, come tanti, purtroppo. Il binomio Ponte-Rubino ha però trovato il luogo in cui il giovane soldato morí: la battaglia del Piave, combattuta tra il 15 e il 23 giugno 1918.
Questa e altre microstorie rendono molto interessante il volume, non solo per i cittadini locali che al termine dell’incontro hanno tributato un sentito applauso all’autore, Nino Ponte, e a chi lo ha aiutato e incoraggiato nell’impresa, vale a dire il professor Elia Rubino, ma pure per gli altri operatori culturali e amministratori presenti, tra gli altri i sindaci Puchetti di Larino e Luca Montanaro di Montelongo.
“Rispetto alle drammatiche storie di questi ragazzi – ha concluso Rubino – forse dovremmo metterci tutti una mano sulla coscienza e riparlarne, ricostruendo al di lá della scientificità dell’approccio, quel tributo di memoria di cui la nostra società, che tende a dimenticare tutto in fretta, avverte sempre piú il bisogno”.







