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Molise contro il West Nile: attivato il Comitato Arbovirosi per sorvegliare e intervenire in caso di allerta

Approvata la nuova procedura interdipartimentale dell’ASReM per gestire eventuali casi di infezione da West Nile Virus. Istituito un comitato operativo per il monitoraggio costante e la collaborazione con i sindaci. In Italia, i casi confermati nel 2025 superano quota 170, con diversi decessi.

Una rete di strutture sanitarie coordinate, un comitato pronto ad attivarsi, un piano dettagliato per affrontare ogni possibile allerta. Il Molise si organizza per prevenire e gestire il rischio legato alla diffusione del West Nile Virus, con l’adozione di una procedura regionale che rafforza la sorveglianza e la capacità di intervento sul territorio.

Con la Deliberazione n. 1062 del 7 agosto 2025, il Direttore Generale dell’ASReM ha approvato un documento che definisce in modo preciso il percorso di notifica, diagnosi, intervento e comunicazione in caso di sospetto o conferma di infezione da West Nile. Il protocollo integra le indicazioni nazionali con le specificità del territorio regionale e punta su un’azione condivisa tra più dipartimenti sanitari.

A essere coinvolti sono, tra gli altri, il Dipartimento Unico Regionale della Prevenzione, le strutture complesse di Igiene e Sanità Pubblica, Sanità Animale, Malattie Infettive, Medicina di Laboratorio, Microbiologia del Cardarelli, Medicina Trasfusionale e Gestione del Rischio Clinico. È stato inoltre istituito un Comitato Aziendale Arbovirosi, composto da professionisti delle stesse strutture, con il compito di monitorare costantemente la situazione epidemiologica e attivare le misure previste in caso di necessità.

“La popolazione non deve allarmarsi – ha dichiarato il Direttore Generale Giovanni Di Santo – ma è importante essere pronti. Il Comitato Arbovirosi è uno strumento prezioso per il controllo e il monitoraggio. Inoltre, è attiva la cooperazione con i sindaci per garantire campagne di prevenzione efficaci. Qualora si rendesse necessario, il sistema sanitario è pronto a intervenire con test specifici e terapie dedicate”.

Il virus del Nilo Occidentale si trasmette attraverso le punture di zanzare infette e può provocare sintomi lievi, ma anche forme gravi, soprattutto nei soggetti fragili o immunocompromessi. In circa l’80% dei casi l’infezione è asintomatica, mentre una quota minoritaria può sviluppare sintomi neurologici severi.

Nel frattempo, il 2025 si sta confermando come un anno di forte incidenza del virus a livello nazionale. In tutta Italia, si contano oltre 170 casi confermati dall’inizio dell’anno, con una decina di decessi legati a complicanze neuro-invasive. Le regioni più colpite si concentrano nel Centro-Sud, con focolai attivi in diverse province. In particolare, si segnala un incremento dei casi nella fascia costiera, dove le condizioni climatiche e ambientali favoriscono la proliferazione delle zanzare.

In questo scenario, il Molise si attrezza con un piano che rafforza la prevenzione, garantisce tempestività diagnostica e coinvolge i territori. La sorveglianza integrata del virus, che comprende anche il monitoraggio della fauna aviaria e dei donatori di sangue, si inserisce in un modello sanitario fondato sulla prossimità, la reattività e la prevenzione attiva. L’obiettivo è chiaro: proteggere la salute pubblica e contenere ogni possibile rischio prima che si trasformi in emergenza.