Termoli
|Molise contemporaneo, aperta al Castello Svevo la mostra della Fondazione Architetti
Preceduta da un seminario di approfondimento sull’architettura contemporanea in Molise, l’esposizione (aperta fino all’8 agosto) offre un’ampia visuale sulle opere ‘contemporanee’ censite in regione dal secondo dopoguerra a oggi. Relatore il professor Domenico Potenza dell’Università di Pescara.
Resterà aperta fino all’8 agosto al castello Svevo di Termoli la mostra ‘Molise Contemporaneo’ organizzata e allestita dalla Fondazione Architetti di Campobasso di concerto con l’Ordine provinciale.
Precedentemente visitabile a Campobasso, nel Museo Archeologico Nazionale di via Chiarizia, l’esposizione riguarda 50 tavole che indagano su altrettanti interventi architettonici tra i circa 170 che sono stati censiti, come opere di architettura contemporanea, dalla Fondazione in due progetti commissionati dal Ministero della Cultura.
Sabato sera il taglio del nastro, contestuale ad un seminario di approfondimento che ha amplificato le prerogative del censimento che copre il periodo dal secondo dopoguerra ad oggi in una continua ricerca dell’identità regionale tra marginalità e globalizzazione. L’indagine esprime compiutamente quanto e come queste opere sono state contestualizzare a sufficienza nel territorio di riferimento e i paesaggi in costruzione nel Molise.
Sono intervenuti i presidenti della Fondazione e dell’Ordine, rispettivamente Antonio Sollazzo e Alessandro Izzi e, per i saluti istituzionali del Consiglio comunale di Termoli, e per la Provincia di Campobasso, il consigliere Bruno Fraraccio.
A tenere banco davanti ad architetti e altri professionisti provenienti soprattutto dal Basso Molise, l’intervento del professor Domenico Potenza, docente presso l’Università D’Annunzio di Pescara, esperto in composizione architettonica e urbana. Già in passato a stretto contatto con la Fondazione Architetti di Campobasso – nel 2014 partecipò con i suoi studenti a Revive, cinque giorni campobassana di rigenerazione urbana sostenibile – Potenza ha sottolineato le caratteristiche delle opere censite, compresa la quasi totale assenza di chiese e quella totale di musei nel periodo considerato. Ha invece elogiato diverse abitazioni private e case studio “che sono quelle – ha detto – più efficacemente inquadrate nell’ambiente circostante”.
Più volte evidenziata la necessità di inserire gli enti rappresentativi della professione al tavolo dei soggetti addetti alla programmazione politica, urbanistica e territoriale, provando a intessere rapporti più proficui e costanti anche con le Soprintendenze.
Al termine del convegno i presenti hanno potuto apprezzare la mostra che si lascia apprezzare soprattutto per il racconto storico-architettonico e in parte anche sociale di un Molise sostanzialmente rurale, figlio della Riforma Agraria e della successiva voglia di osare di alcuni architetti. Molte delle opere censite sono collocate nel Basso Molise, soprattutto a Termoli. Tra una tavola e l’altra la mostra è impreziosita da disegni originali dell’architetto termolese Antonio Crema.
“Si chiude un ciclo di convegni che permettono, non solo a noi addetti ai lavori, di osservare l’architettura contemporanea molisana sotto uno sguardo attento e vivace – ha detto il presidente della Fondazione Antonio Sollazzo – Dopo aver presentato l’esposizione e il censimento al Museo Archeologico Nazionale di Campobasso, ora siamo a Termoli in un altro contesto di grande suggestione quale é il castello Svevo. La scelta di portarla in questo luogo ha l’intento di far dialogare la contemporaneità con il costruito storico – ha proseguito – Prossimo obiettivo, a margine dell’attività di approfondimento culturale che Fondazione e Ordine svolgono con costanza, una pubblicazione nella quale riportare il lavoro svolto con il censimento, sintetizzato oggi nell’esposizione”. (mc)






