Logo
Il tubone c’è già e porterà l’acqua del Liscione fino a San Martino. Il commissario del Consorzio: “Alla Puglia solo se ce n’è abbastanza per tutti”
In alto la posa della condotta di adduzione

Fabio Talucci, da un anno e mezzo commissario del Consorzio di Bonifica Basso Molise, annuncia la chiusura “a luglio 2026” del primo lotto di lavori per usare l’acqua del Liscione a scopi irrigui fino a San Martino In Pensilis. Da qui partirà l’opera di interconnessione Liscione-Finocchito “ma prima di assicurare la solidarietà ai territori pugliesi è importante capire la reale capacità del nostro invaso”.

Viaggiando sulla Bifernina, in direzione Termoli, appena dopo la fine della diga del Liscione, si notano dei grossi tubi neri poggiati a terra, reti arancioni da cantiere e, nei giorni di attività, anche i mezzi meccanici. Sono i lavori in corso del Consorzio di bonifica Basso Molise per un progetto di irrigazione dei campi alle Piane di Larino.
Si tratta di una iniziativa da 75 milioni di euro “pienamente nella sua fase esecutiva” che Fabio Talucci, il commissario dell’ente, ha ripreso in mano a gennaio del 2024, quando, cioè, è stato nominato dal governatore Francesco Roberti alla guida del Consorzio.

Posa condotta premente

(Posa condotta permanente)

E’ proprio lui a dire oggi che l’opera “sarà conclusa entro giugno o luglio del 2026 e andrà a beneficio di una parte del territorio molisano molto importante. E’ qui, infatti, che il Molise può creare ricchezza e occupazione, non parlo solo dei nostri consorziati, ma anche delle associazioni di categoria, di chi fa e sa fare agricoltura e delle professionalità all’interno del Consorzio. Ecco perché tutti dovrebbero sposare questa causa.”

Quello delle Piane larinesi è un vasto e assetato territorio del Molise affacciato tra la vecchia strada per Termoli, la Statale 87 e la più nota Fondovalle del Biferno (SS 647 o Bifernina). Si trova a qualche decina di chilometri dal mare, tocca Ururi, Santa Croce, Rotello e San Martino in Pensilis e si snoda tra colline e campagne dove, tantissimi anni fa (la delibera Cipe del finanziamento risale addirittura al 2001) si immaginò di far arrivare l’acqua dell’invaso di Guardialfiera per scopi irrigui.

opera di derivazione. impianti di sollevamento

(Opera di derivazione – Impianto di sollevamento)

Il denaro c’era, il progetto pure, si trattava solo di dargli una spinta e avviare il primo lotto dell’intervento che, quando fu pensato, non prevedeva certo di travalicare i confini regionali.
Poi il recente dibattito sulla crisi idrica e la questione della solidarietà tra le regioni assetate ha fatto da apripista all’idea di una interconnessione tra la diga del Liscione e quella di Finocchito che partendo proprio da questo lotto uno dovrebbe portare le eccedenze idriche molisane in Puglia. Ora, senza stare a ripercorrere tutte le dichiarazioni fatte in questi mesi su quello che è stato ribattezzato il ‘tubone’, basta dire che appena ieri il consigliere regionale con delega al servizio idrico Massimo Sabusco, uno che per l’incarico che riveste le cose dovrebbe saperle, ha difeso l’iniziativa definendola una “occasione da prendere al volo” perché fornirebbe irrigazione a territori oggi asciutti. Lo stesso, però, ha ammesso in una intervista a Telemolise che “il secondo e il terzo lotto non sono stati ancora finanziati dal Governo”.

Lo stesso Talucci, del resto, conferma che “qui al Consorzio non è arrivata alcuna progettazione, i lotti due e tre restano per ora solo delle idee progettuali”. Al Consorzio, poi, nessuno ha ancora visto neppure uno studio di fattibilità “che pure dovrebbe esserci” come evidenziava il consigliere 5 Stelle Roberto Gravina.

Non non si sa neppure se e quale ruolo avrà l’ente. “Ma ritengo che dovremmo essere coinvolti, non è solo necessario ma anche un dovere nel momento in cui l’opera si farà anche perché – e parlo da commissario – devo fare l’interesse dei miei consorziati e quindi voglio sapere, per esempio, qual è la vera capacità del nostro invaso. La solidarietà tra le regioni è da salvaguardare, ma senza questa informazione dirimente non si potrà costruire quel percorso snello, equilibrato e trasparente che tutti dobbiamo contribuire a far nascere”.