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Il Molise punta a diventare Hub della sicurezza digitale: progetto presentato al MIMIT, tre sedi e fondi europei per migliaia di posti di lavoro

Approvata ieri dalla Giunta regionale la delibera che dà il via al “Molise Cybersecurity Hub”, con un investimento iniziale di 2 milioni di euro e una rete su Termoli, Campobasso e Isernia. L’obiettivo è creare un polo nazionale per la formazione, la protezione delle infrastrutture digitali e lo sviluppo di servizi innovativi. L’iniziativa è stata presentata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha manifestato interesse e apertura a finanziamenti dedicati.

È comparsa nelle scorse ore sul sito istituzionale della Regione Molise una delibera destinata a suscitare interesse e attenzione ben oltre i confini regionali. Si tratta della n. 260 del 4 agosto 2025, con la quale la Giunta regionale – ieri – ha approvato le linee guida per la nascita del “Molise Cybersecurity Hub (MSH)”, un progetto ambizioso che guarda al futuro e punta a fare della regione un punto di riferimento nazionale nel campo della sicurezza digitale.

Il progetto, pur trovandosi ancora in una fase preliminare – con l’approvazione delle sole linee guida – si distingue per il peso politico e strategico delle interlocuzioni che sono state già avviate. Una su tutte: l’iniziativa è stata presentata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), che avrebbe espresso interesse e disponibilità a valutarne il finanziamento con risorse dedicate. Si tratta di un passaggio significativo, perché colloca il Molise in una rete di attenzione istituzionale e programmatica più ampia, quella della filiera nazionale della sicurezza digitale.

Nelle intenzioni della Giunta regionale, il Molise Cybersecurity Hub punta non solo a offrire protezione informatica per enti pubblici e privati, ma anche a diventare un motore di sviluppo economico e occupazionale. La scheda progettuale allegata alla delibera fa esplicitamente riferimento alla possibilità di generare, a regime, migliaia di posti di lavoro in un settore ad alta qualificazione e in costante espansione. A questo si aggiunge l’ambizione di ottenere ricadute economiche e reputazionali durature, rafforzando l’identità tecnologica della regione e il suo posizionamento nel contesto nazionale.

L’MCH, come viene definito nei documenti ufficiali, rappresenta un’iniziativa ad alto valore simbolico e tecnologico, concepita per integrare formazione, imprenditoria, ricerca applicata e protezione dei dati all’interno di un unico disegno territoriale. L’adozione di un modello distribuito su Termoli, Campobasso e Isernia non è casuale: risponde a una logica di sviluppo integrato e bilanciato, capace di attivare competenze locali, attrarre investimenti e potenziare servizi pubblici essenziali nel campo digitale.

Dalla lettura dei documenti allegati emerge che non si tratta solo di un’idea sulla carta. L’iniziativa parte con un investimento iniziale di 2 milioni di euro, da individuare nei fondi europei della programmazione 2021-2027, e si propone di costruire nel Molise un centro di competenze, servizi e innovazione nel settore della cybersicurezza, con particolare attenzione alla protezione delle infrastrutture critiche di trasporti e logistica.

Il progetto ha un respiro nazionale ma un’anima profondamente territoriale. Il modello organizzativo prevede infatti una distribuzione sulle tre maggiori città molisane: Termoli, Campobasso e Isernia, ognuna con funzioni ben precise. Termoli sarà il cuore direzionale e formativo del polo, ospitando anche un incubatore per startup innovative nel settore. A Campobasso verrà attivato un centro operativo per la sicurezza informatica della pubblica amministrazione e delle imprese. Isernia, infine, sarà sede di un laboratorio di ricerca applicata e di simulazione, grazie all’utilizzo di un’infrastruttura tecnologica avanzata (cyber-range).

“Il progetto – si evince dalla scheda tecnica allegata alla delibera – è orientato al mercato, alla formazione specialistica e alla creazione di un ecosistema produttivo sostenibile, in grado di generare impatto economico e occupazionale diretto”. Tra gli obiettivi dichiarati c’è quello di formare oltre mille esperti all’anno, per contribuire a colmare un fabbisogno nazionale stimato in almeno 10mila professionisti entro il 2028.

Il polo molisano guarda anche al coinvolgimento dei grandi attori del panorama industriale nazionale. “Il progetto intende coinvolgere grandi gruppi industriali – come Leonardo, ENI, Ferrovie, Poste e TIM – che verranno avvicinati per valutare forme di co-finanziamento e partnership operative”. Secondo quanto riportato nella scheda, l’iniziativa ha già suscitato interesse per future collaborazioni in ambito industriale.

Il progetto si svilupperà in tre fasi: avvio e impostazione nel 2025-2026, attivazione dei servizi tra il 2027 e il 2030, consolidamento economico e operativo tra il 2031 e il 2035. A regime, si punta alla sostenibilità finanziaria attraverso contratti di servizio e attività commerciali, e alla trasformazione del Molise in un polo attrattivo a livello nazionale ed europeo nel campo della cybersicurezza, che nel contesto locale di riferimento non è intesa soltanto come difesa informatica, ma anche come leva di sviluppo territoriale, innovazione tecnologica e crescita occupazionale. In pratica significa protezione attiva di sistemi digitali, reti e dati da attacchi e minacce informatiche, soprattutto in settori sensibili come i trasporti, la logistica e la pubblica amministrazione locale. Ma significa anche formare nuove competenze, offrire servizi specialistici a imprese e istituzioni, attrarre investimenti industriali e sviluppare soluzioni operative per rendere più sicuro e resiliente il tessuto digitale del Paese.